
L’aprile milanese ormai è un appuntamento consolidato che vede in rapida successione fiere d’arte contemporanea e, immediatamente dopo, la Design Week. Due settimane ad altissimo tasso di creatività che, sempre di più, trovano occasioni per andare di pari passo.
In questo contesto il progetto Woven Forms II, firmato congiuntamente dal brand di tappeti Amini e dalla galleria newyorkese R & Company, si inserisce perfettamente e conferma come i confini tra discipline siano oggi sempre più porosi, ridefinendo il tappeto come territorio di sperimentazione artistica.

Amini Showroom – Photo © Valentina Sommariva
Il progetto rappresenta l’evoluzione di un percorso avviato oltre un decennio fa. Non si tratta semplicemente di una nuova edizione, ma di una maturazione concettuale e tecnica che trasforma il tappeto in un’opera tridimensionale. Superata la sua funzione decorativa, esso si afferma come linguaggio espressivo autonomo, capace di muoversi tra arte, design e scultura.

Remains, Woven Forms II by Amini, design Joyce Lin

Hygeia with Snakes, Woven Forms II by Amini, design Marilyn Pappas
In questo contesto, nove tra artisti e designer internazionali sono stati invitati a confrontarsi con il medium tessile, spesso distante dalla loro pratica abituale. Il risultato è una serie di opere inedite che non si limitano a trasferire immagini su una superficie, ma nascono da un dialogo profondo con materiali, tecniche e processi produttivi. Il tappeto diventa così spazio di ricerca a tutto campo, un campo in cui forma e materia si intrecciano dando vita a oggetti unici e da collezione.

What had happened was: On the way over, Woven Forms II by Amini, design Roberto Lugo
Determinante è il ruolo della manifattura: la tessitura a mano, frutto delle tradizioni di India e Nepal, introduce una dimensione di tempo e sapere che contrasta con la logica industriale. Ogni nodo, ogni lavorazione racchiudono competenze antiche e rende possibile la traduzione di visioni complesse in manufatti di altissimo livello. È proprio questa sinergia tra idea e tecnica a rendere Woven Forms II un laboratorio interdisciplinare.

Ocion, Woven Forms II by Amini, design Serban Ionescu

Rienda ri Tsariwile, Woven Forms II by Amini, design by Rich Mnisi
La mostra non solo riafferma il valore del design da collezione, ma suggerisce una riflessione più ampia: quando arte e design si incontrano, gli oggetti perdono la loro funzione originaria per acquisire una nuova identità culturale. In questa prospettiva, il tappeto si emancipa definitivamente, diventando scultura, architettura tessile e racconto visivo. Un segno tangibile di come, oggi più che mai, il progetto contemporaneo viva nello spazio fluido tra discipline.







