
.Wonder Book by IFDM è una pubblicazione – print & digital – che esce quattro volte l’anno, una rassegna di progetti di interior design e di architettura provenienti da tutto il mondo. In questo nuovo numero raccontiamo spazi ed edifici da tutto il mondo per 192 pagine che raccontano con immagini, testi e interviste l’evoluzione del pensiero creativo e del gusto.
Il design parte dal prodotto
by Paolo Bleve – Publisher & Editorial Director
Il Design Directory 2026 celebra il prodotto non come risultato finale di un processo di progettazione, ma come origine del pensiero creativo. Le interviste contenute in questo numero riflettono questa filosofia, offrendo i punti di vista di tre illustri professionisti. Pur avendo background, competenze e provenienze geografiche diverse, essi condividono la visione di come i progetti possano evolversi a partire dallo spazio stesso, tenendo sempre presenti gli oggetti destinati a occuparlo. Il prodotto è quindi protagonista assoluto in queste ottanta pagine di ispirazione, dove ricerca, innovazione e sensibilità estetica convergono per ispirare nuove visioni creative.

Paolo Bleve – Publisher & Editorial Director
Lo conferma Guillaume Roland, collaboratore di lunga data dell’icona del design Christian Liaigre, che offre una visione approfondita dell’affascinante dialogo tra prodotto e progetto, rivelando come ciascuno influenzi continuamente l’altro. Nevius Glussi, uno dei massimi esperti in finanza e sviluppo nel settore dell’ospitalità in Europa e in Asia, estende la sua riflessione ben oltre la strategia, rivelando una profonda sensibilità per il rapporto tra concetto e territorio. Per Glussi, lo sviluppo non parte mai da un freddo foglio di calcolo, ma da una potente immagine mentale che esprime fin dall’inizio sia lo spazio che il suo contenuto. In qualità di co-amministratore delegato di HBA, Chris Godfrey ha ampliato gli orizzonti creativi dello studio fondando HBA Residential.
Ciò favorisce un approccio multidisciplinare che abbraccia l’illuminazione, l’arredamento e la progettazione paesaggistica, dando vita a uno scambio continuo tra il settore residenziale e quello dell’ospitalità – due mondi che si ispirano sempre più a vicenda. I progetti presentati in questa edizione abbracciano un’ampia gamma di tipologie. La natura emerge come protagonista in due proprietà concepite per integrarsi perfettamente nell’ambiente circostante: Tafelberg nei Paesi Bassi, opera dello Studio Massimo, e la visione di Yabu Pushelberg per il Raffles Sentosa di Singapore. Due boutique hotel propongono approcci distinti all’ospitalità. L’imperialart a Merano è un esercizio di stratificazione stilistica, in cui influenze diverse creano un’esperienza unica per gli ospiti, con l’arte come compagna costante. A Roma, l’Hotel Trame occupa lo storico Palazzo Roberti-Conti-Datti. Preservando il carattere originale dell’edificio e introducendo al contempo audaci interventi spaziali, il progetto sfida le convenzioni relative alla materialità e alla forma, offrendo una nuova espressione di serendipità che solo Roma può offrire.
Questo numero esplora inoltre due straordinari progetti di riutilizzo adattivo: il monastero benedettino trasformato in Castel Badia da Droulers Architecture e l’ex convento di Nizza ripensato come Hotel du Couvent da Festen Architecture. Avendo sperimentato quest’ultima esperienza, sono rimasto colpito dalla sua rara capacità di rallentare il tempo, invitando gli ospiti a riscoprire la vita che un design curato può restituire. Buona lettura.
Vivere lo spazio
by Alessandra Bergamini – Deputy Editor of .Wonder Book
La Sagrada Familia – la cui Torre di Gesù Cristo, la più alta del complesso, è stata inaugurata proprio lo scorso giugno da Papa Leone XIV in occasione del centenario della morte di Antoni Gaudí – divenne la residenza dell’architetto catalano tra il 1925 e il 1926, gli ultimi anni della sua vita. Si trattò di uno dei primi e decisamente estremi esempi di «architetto-in-residenza», in cui l’architetto vive proprio all’interno del luogo che sta progettando e costruendo, consumato dall’ossessione per la sua grandiosa visione architettonica e religiosa. Pur senza arrivare all’ascetismo degli ultimi anni di Gaudí, vivere all’interno del sito di un progetto – ad esempio, un intervento di restauro e trasformazione – favorisce indubbiamente un legame più profondo, rivela prospettive uniche e garantisce una maggiore comprensione del contesto, della storia, delle tecniche costruttive e del rapporto con il paesaggio di un luogo.

Alessandra Bergamini – Deputy Editor of .Wonder Book
È proprio questa l’esperienza che l’architetto Louis-Antoine Grégo dello Studio Méditerranée racconta del suo periodo come “architetto in residenza” durante la fase di ricerca e trasformazione del Couvent de la Visitation a Nizza, oggi Hotel du Couvent: “Per comprendere appieno lo spazio, ho deciso di vivere nel convento abbandonato durante la fase di ricerca. Non si trattava solo di essere presente, ma di vivere in modo intimo il territorio e l’edificio, percepirne i ritmi e imparare da esso. Ho riunito un gruppo di studenti che si sono a loro volta immersi in quello spazio; alcuni si sono persino trasferiti lì per studiare il sito in modo più approfondito. Insieme abbiamo esplorato la storia, l’architettura e l’atmosfera unica del convento, nel modo più diretto possibile».
Si tratta di luoghi e spazi, opere architettoniche antiche e moderne, che vengono (ri)progettati per essere vissuti e vivibili, al fine di preservarne il patrimonio storico e culturale fondendo passato e presente. Tra gli esempi figurano il già citato Hotel du Couvent, la fortezza di Castel Badia, l’Hotel Trame nello storico Palazzo Roberti-Conti-Datti di Roma e l’Orient Express Venezia a Palazzo Donà Giovanelli, i cui interni visionari sono protagonisti delle pagine fotografiche della rubrica «Wonder» di questo numero.
Altri spazi selezionati per questa edizione estiva del Wonder Book sono concepiti ex novo come «opere d’arte vivibili». Le 12 camere dell’imperialart Hotel di Merano consentono agli ospiti di vivere all’interno di un’opera d’arte: ciascuna è stata interamente commissionata a un artista diverso, dove l’ispirazione e l’espressione artistica hanno il potere di definire lo spazio, suscitare emozioni e stimolare l’interpretazione.
Al di là di questo esempio specifico, il ruolo dell’arte sta assumendo un’importanza sempre maggiore nel settore dell’ospitalità, una tendenza confermata da Chris Godfrey, co-amministratore delegato di HBA, nella sua intervista: «Siamo passati da un uso superficiale e puramente decorativo a un approccio in cui l’arte può diventare l’elemento centrale, la “ragion d’essere” di un progetto».







