
Per due giorni, oltre 3500 professionisti del settore navale e alberghiero si sono ritrovati sotto lo stesso tetto. L’occasione è stata data dalle kermesse di Cruise Ship Interiors Design Expo Americas (CSI Americas) e l’evento correlato Hotel and Resort Design South (HRDS) che, insieme, hanno creato una manifestazione vivace e dinamica all’interno del Miami Beach Convention Center. Aree espositive, conferenze e talk hanno generato un palinsesto ricco e di grande ispirazione sui temi di maggiore attualità nei due settori.

La questione sostenibilità è ancora centrale nei dibattiti contemporanei, sia che si tratti del settore navale-crocieristico sia hospitality. Soluzioni concrete sono state offerte proprio dai protagonisti di CSI Americas e HRDS: Reliatex, ad esempio, ha lanciato un materiale sostenibile, Hyphyn™, un vinile ad alte prestazioni biodegradabile progettato per decomporsi in condizioni di discarica; Oceanwaste ha invitato i visitatori a interagire con le reti di rifiuti esposte sul proprio stand; nella lounge VIP Cruise & Ferry Interiors, una selezione di materiali eco-compatibili è stata esposta nella Sustainable Materials Library, semplificando la scelta responsabile per i progettisti attenti alla sostenibilità.

Il Sustainable Design Summit, infine, ha riunito Hilton, Holland America Line, Carnegie e Brightmark per un workshop dal titolo “Spezzare il ciclo: come i designer influenzano risultati sostenibili misurabili”, davanti a un pubblico di decision maker e supplier interessati a definire la strategia sostenibile del proprio brand. Come il design possa creare un’esperienza significativa per l’ospite, è l’altro argomento su cui le due kermesse e i loro protagonisti si sono confrontati. Yohandal Ruiz, Founding Partner di Studio DADO, si è unito a Steph Armengol e Janice Davidson, rispettivamente di Regent Seven Seas Cruises e Oceania Cruises, per condividere la propria visione sulla frontiera dell’esperienza del cliente. Ripercorrendo il lavoro comune svolto sulla Seven Seas Grandeur, il trio ha individuato nello slow travel – un modo di viaggiare consapevole e quasi privo di tecnologia – un concetto che può sembrare démodé ma che rappresenta in realtà un pilastro dell’ospitalità di lusso orientata al futuro.

Le testimonianze dal mondo alberghiero di altissimo livello non si sono esaurite qui. Ha avuto grande risonanza l’intervento di Geniane Vasata Tonoli di Wyndham Hotels & Resorts, su come lei stessa faccia da ponte tra proprietari e franchising, di quanto sia essenziale una mentalità commerciale per operare su larga scala, e dell’equilibrio tra standard di brand e identità locale. Ma erano molti i relatori tra i big player dell’ospitalità: si annoverano Marriott International, Grupo Vidanta, Hilton, Sandals, The Parker Company, Carroll Adams, Beyer Brown, Wilson Pacific Development, e ancora, Sonesta International Hotels, Four Seasons, Kobi Karp Architecture and Interior Design e Palisociety. Accanto al panel di talk e conferenze, ampio spazio è stato dedicato agli espositori, che tra proposte innovative, nuovi materiali e classici senza tempo, hanno portato in scena l’intera gamma del design di interni.







