
Volta pagina Triennale Milano. Dopo il lungo mandato di Stefano Boeri, la storica istituzione apre un nuovo capitolo affidando la presidenza a Vincenzo Trione, storico e critico dell’arte contemporanea. Docente universitario e curatore, Trione è noto anche per aver curato il Padiglione Italia alla 56ª Esposizione Internazionale d’Arte della Biennale di Venezia nel 2015, oltre a una lunga attività editoriale e curatoriale che lo ha reso una delle voci più autorevoli del panorama culturale italiano. Accanto al presidente, viene confermata nel ruolo di Direttore Generale Carla Morogallo, garantendo continuità sul fronte gestionale, mentre la principale novità dell’organizzazione è l’introduzione della figura del Creative Director, affidata a Michele De Lucchi. L’architetto e designer assume contestualmente anche la direzione del Museo del Design Italiano, una scelta che rafforza ulteriormente il ruolo del design all’interno della programmazione dell’istituzione.

Vincenzo Trione – Photo © Delfino Sisto Legnani, DSL Studio

Carla Morogallo – Photo © Delfino Sisto Legnani, DSL Studio
Il nuovo assetto si completa con un comitato consultivo composto da Michele De Lucchi per il design, Manuela Lucà-Dazio per l’architettura e Andrea Viliani per l’arte contemporanea, affiancati da consulenti scientifici dedicati ai diversi ambiti disciplinari. Tra le conferme figurano Carlo Antonelli per la musica e Luca Stoppini per la moda, mentre Paolo Mereghetti entra a rafforzare l’area dedicata al cinema. Marco Sammicheli guiderà invece il programma espositivo della Design Week, Damiano Gullì coordinerà il programma pubblico e le attività editoriali, mentre Luca Cipelletti assumerà il ruolo di direttore dell’architettura di Palazzo dell’Arte.

Michele De Lucchi – Photo © Delfino Sisto Legnani, DSL Studio

Manuela Lucà Dazio
Per il quadriennio 2026-2030, Triennale punta a consolidare la propria identità come piattaforma interdisciplinare, mettendo in dialogo design, architettura, arti visive, teatro, musica, cinema e moda attraverso una programmazione costruita ogni anno attorno a una domanda chiave sulla contemporaneità.

Andrea Viliani – Photo © Mattia Balsamini
Il Museo del Design Italiano sarà inoltre protagonista di un importante ampliamento della collezione permanente e di un ripensamento del proprio percorso espositivo: non solo oggetti iconici, ma anche le storie, i processi progettuali e il contesto culturale che hanno contribuito a definire l’identità del design italiano. Accanto alle mostre, il programma si estenderà alla ricerca, alla formazione avanzata, alle attività editoriali e ai progetti di arte pubblica, confermando la volontà di rafforzare il profilo internazionale della Triennale e il suo ruolo di laboratorio culturale aperto al dialogo tra discipline e nuove generazioni.







