
Dalla sedia industriale ottocentesca alle sperimentazioni del nuovo millennio, queste dieci icone raccontano oltre un secolo e mezzo di evoluzione del progetto. Attraverso sperimentazioni costruttive, nuovi materiali e intuizioni formali, questi progetti hanno ridefinito il modo di sedersi e di abitare gli spazi. Sedute che hanno saputo interpretare il proprio tempo e, in molti casi, anticiparlo.
Progettata da Arne Jacobsen per Fritz Hansen nel 1952, la sedia Ant™ è realizzata con nove strati di impiallacciatura modellata a pressione e montata su una struttura con sottili gambe in acciaio. La sua silhouette essenziale e slanciata racchiude una notevole robustezza, unita a un comfort che ne ha decretato il successo internazionale.

Panton Chair by Vitra, design Verner Panton
Ideata da Verner Panton nel 1959 e sviluppata per la produzione in serie in collaborazione con Vitra nel 1967, la Panton Chair è oggi considerata una delle icone assolute del design del XX secolo. Interamente realizzata in materiale plastico, ha ricevuto numerosi riconoscimenti internazionali ed è presente nelle collezioni permanenti di importanti musei in tutto il mondo.
Prodotta da Herman Miller dal 1994, Aeron (in copertina) è stata concepita per adattarsi a differenti corporature grazie all’approfondita ricerca condotta dai designer Bill Stumpf e Don Chadwick. Il suo lancio ha rivoluzionato il settore dell’arredo per ufficio grazie all’approccio ergonomico, ai materiali innovativi e a un’estetica immediatamente riconoscibile.

Costes by Driade, design Philippe Starck

Aeron by Herman Miller, design Bill Stumpf & Don Chadwick
Disegnata da Philippe Starck per Driade nel 1984 e concepita per l’omonimo caffè parigino, ormai chiuso, la poltroncina Costes segnò l’inizio della collaborazione tra il designer francese e l’azienda italiana. Il suo successo senza tempo è legato alla purezza della forma: una scocca avvolgente in legno scuro sostenuta da tre gambe fortemente inclinate.
Prodotta da Herman Miller dal 1994, Aeron è stata concepita per adattarsi a differenti corporature grazie all’approfondita ricerca condotta dai designer Bill Stumpf e Don Chadwick. Il suo lancio ha rivoluzionato il settore dell’arredo per ufficio grazie all’approccio ergonomico, ai materiali innovativi e a un’estetica immediatamente riconoscibile.

Chair_One by Magis, design Konstantin Grcic
La Chair_One, disegnata da Konstantin Grcic per Magis nel 2004, ha una scocca costituita da una struttura di superfici geometriche piane che si uniscono tra loro come le facce di un pallone da calcio. Realizzata in pressofusione di alluminio lucido oppure con trattamento di fluotitanizzazione colorata o verniciatura per esterni, è disponibile in diverse versioni, tra cui la sedia impilabile con gambe in profilato di alluminio e la poltroncina, fissa o girevole, con base in cemento.

Universale 4867 by Kartell, design Joe Colombo

S-Chair by Cappellini, design Tom Dixon
La sedia Universale 4867, disegnata da Joe Colombo, è considerata la prima sedia in plastica per adulti prodotta industrialmente da Kartell nel 1967. Realizzata inizialmente in ABS, è stata successivamente prodotta in nylon e infine in polipropilene, materiale utilizzato fino alla sua uscita dal catalogo nel 2012. La struttura è composta da una scocca monoblocco seduta-schienale e da gambe applicate a pressione. Il caratteristico foro centrale, estremamente complesso da ottenere in fase di stampaggio, ne definisce l’identità estetica e ne facilita la movimentazione.
La S-Chair, disegnata da Tom Dixon per Cappellini nel 1991, presenta una struttura in metallo verniciato scuro. La versione originaria è rivestita in paglia di palude, mentre altre varianti sono disponibili in midollino oppure con rivestimento fisso in una selezione di pelli e tessuti della collezione. Nella versione in paglia di palude, l’intreccio è realizzato interamente a mano e richiede circa sei ore di lavorazione.

n. 14 by Gebrüder Thonet, design Michael Thonet
Disegnata da Michael Thonet nel 1859 per la sua azienda Gebrüder Thonet, la n. 14 è considerata la sedia da bistrot per eccellenza. Minimalista nell’impiego del materiale e nel numero di componenti che la costituiscono, soltanto sei, è il risultato di una ricerca tecnologica durata quasi vent’anni. La struttura è composta da elementi di faggio massello curvati a vapore, con schienale e gambe posteriori ricavati da un unico pezzo di legno.

Sacco by Zanotta, design Gatti, Paolini & Teodoro

699 Superleggera by Cassina, design Gio Ponti – Photo © Valentina Sommariva
La poltrona Sacco di Zanotta è costituita da un involucro riempito di palline di polistirolo espanso ad alta resistenza. L’obiettivo dei progettisti Gatti, Paolini e Teodoro nel 1968 era realizzare una seduta universale, capace di adattarsi al corpo in qualsiasi posizione. Ancora oggi è considerata uno degli oggetti più innovativi e rappresentativi del design italiano.
La 699 Superleggera, prodotta ininterrottamente dal 1957, rappresenta la sintesi tra la ricerca progettuale di Gio Ponti e la sperimentazione avanzata di Cassina. La sua sfida costruttiva è racchiusa nella sezione triangolare delle gambe, di appena 18 millimetri, e nel peso contenuto di soli 1.700 grammi. La struttura in frassino, elastica e leggera, si abbina al telaio del sedile in faggio, più compatto e resistente ai carichi.








