
Ha trasformato luoghi iconici come Capri, St. Moritz, Abu Dhabi in hub esclusivi dedicati al collecticble design: oggi, NOMAD è approdato nell’eccellenza degli Hamptons newyorkesi, inaugurando la prima edizione statunitense al The Watermill Center di Water Mill, tra i poli più influenti dedicati alla ricerca artistica contemporanea, fondato nel 1992 dal regista e artista Robert Wilson. Nasce così un nuovo capitolo della kermesse che in soli nove anni dalla sua nascita, nel 2017, è diventata la destinazione più ricercata dai collezionisti, grazie alla visione di Nicolas Bellavance-Lecompte: l’architetto e curatore canadese-italiano ha voluto ridefinire il concetto stesso di fiera, sostituendo ai padiglioni tradizionali dimore storiche, ville private e architetture emblematiche come scenografie per le gallerie internazionali.

J. Lohmann Gallery – Photo © Ivan Erofeev, courtesy of NOMAD
Un format itinerante in cui il design è protagonista, e dove ogni luogo diviene parte integrante della narrazione. Se gli Hamptons sono dagli anni Cinquanta un importante crocevia dell’arte americana – grazie ad artisti come Jackson Pollock e Willem de Kooning che vi hanno trovato “dimora” – The Watermill Center è un laboratorio interdisciplinare che promuove la sperimentazione e la contaminazione tra i diversi linguaggi con residenze, programmi pubblici e un archivio di oltre ottomila opere. Un punto di riferimento per chi desidera esplorare, come raccontò Wilson, «ciò che nessun altro sta facendo». In un viaggio alla scoperta dell’art design, NOMAD ha selezionato le gallerie più rinomate – da Gallery Fumi a The Future Perfect, da K’ab Juun a Kalei NYC e l’Italian Radical Design di Meritalia a The Spaceless Gallery – riunendo artisti e designer che hanno realizzato installazioni site-specific integrate nell’architettura e nei giardini.

Todd Merrill Studio instalaltion – Photo © Simon Leung

543 Broadway by Meritalia, design Gaetano Pesce – Photo © Charlie Rubin, courtesy of Kalei NYC
La nuova scultura outdoor sonora di Sébastien Léon, The Echoes of Our Dreams, ad esempio, dà vita a un paesaggio acustico in continua evoluzione composto da suoni ambientali, linguaggi generati dalle macchine e canti di uccelli trasformati digitalmente, invitando a riflettere sul rapporto tra natura, uomo e intelligenza artificiale. Il Summer Pavilion by Jessica Gersten Design si rivela come una raffinata ambience scandita da materiali artigianali, forme organiche, arredi scultorei e opere di Nader Gammas, Maison Gerard, John Salibello, Espasso, oltre a una selezione di pezzi provenienti dalla collezione della designer. Todd Merrill Studio ha presentato invece un’installazione pensata come un raffinato salon del collezionista, con le sculture luminose di John Procario e i suoi celebri Sculpted Sofas, rivestiti con preziosi tessuti firmati Dedar; la serie Catena, composta da lampade a sospensione scolpite a mano da Markus Haase; un manufatto monumemìntale di oltre tre metri dell’artista contemporanea Laura Facey.

Crossing Thresholds by JK Art & Design – Photo © Ivan Erofeev, courtesy of NOMAD
E tra i partner di NOMAD Hamptons, Giorgio Armani (official partner), Sisley Paris, Abu Dhabi Culture, Ginori 1735. «Ogni edizione di NOMAD nasce in risposta a un luogo dalla forte identità», racconta Nicolas Bellavance-Lecompte «Gli Hamptons rivestono un significato particolare come territorio storicamente plasmato dalla sperimentazione artistica. E questa edizione è stata un punto d’incontro tra una prospettiva internazionale e un contesto culturale profondamente radicato». Riscrivendo il modo di narrare il design da collezione, traslandolo come esperienza culturale e sensoriale, in cui l’architettura diviene parte integrante delle opere. In una sintesi esclusiva tra le voci della creatività.

Gallery FUMI – Photo © Ivan Erofeev, courtesy of NOMAD

The Echoes of Our Dreams by Sébastien Leon








