
A Beirut, il design ha sempre avuto un significato che va oltre la semplice funzione. Parla di come una città vive, si ricostruisce e ritorna a sé stessa. Per oltre quarant’anni, il Gruppo Wakim ha contribuito a plasmare questo dialogo, portando nelle case libanesi alcuni dei nomi più autorevoli del design mondiale. Tra questi c’è Valcucine, l’azienda italiana di cucine la cui presenza a Beirut è ora destinata a crescere, con una galleria dedicata all’interno del rinnovato showroom del Gruppo Wakim a Saifi, entro la fine del 2026. Fondata nel 1980 a Pordenone, nel cuore della “Kitchen Valley” italiana, Valcucine è stata creata da quattro soci guidati dal designer Gabriele Centazzo. Fin dall’inizio, l’azienda ha guardato alla cucina in modo diverso. Non era semplice arredamento, ma architettura per la vita quotidiana, progettata attorno al movimento, all’ergonomia, all’uso e alla longevità. Oggi, Valcucine si posiziona saldamente nel segmento di alta gamma, con oltre 285 showroom in Europa, Americhe, Medio Oriente e Asia, eppure la sua filosofia rimane radicata nella sobrietà. Al centro di questa filosofia c’è ciò che Centazzo chiama dematerializzazione, l’arte di togliere. L’idea è semplice, ma radicale: rimuovere tutto ciò che non è necessario finché non rimangono solo forza, intelligenza e bellezza. La sua espressione più chiara è l’anta Riciclantica, costruita su un telaio in alluminio di soli due millimetri di spessore e che utilizza fino all’85% di materiale in meno rispetto a un’anta convenzionale.

Questo impegno per la leggerezza non è solo una questione estetica. Il pensiero ecologico di Valcucine guida il marchio fin dagli anni ’80. “Abbiamo un sogno: un mondo senza sprechi”, recita il principio alla base del loro lavoro. Nel 1988, l’azienda ha introdotto Invitrum, la prima base per cucina al mondo realizzata interamente in vetro e alluminio, completamente riciclabile e progettata per non produrre rifiuti a fine vita. Il suo vetro è riciclabile all’infinito, le vernici sono a base d’acqua e i suoi moduli sono uniti meccanicamente anziché incollati. Per il Gruppo Wakim, è proprio questo che rende Valcucine così rilevante nella Beirut di oggi. La città conosce bene il significato di resilienza. Dopo che l’esplosione dell’agosto 2020 ha ridisegnato Saifi e il centro di Beirut, il Gruppo Wakim ha ricostruito con un’intenzione silenziosa e determinata. La galleria in arrivo non è quindi un lancio, ma la continuazione di una partnership che in città è già di casa. Il nuovo spazio dedicato permetterà a clienti, architetti e designer di muoversi tra cucine complete, maneggiare i materiali e comprendere l’ingegneria dietro ogni dettaglio. È un luogo per osservare da vicino, dove sostenibilità, artigianato e tecnologia si possono toccare con mano. In una città che conosce il valore di una ricostruzione ben fatta, Valcucine non arriva come una dichiarazione di eccesso, ma come una lezione su come durare nel tempo, con bellezza e con uno scopo.








