
Ad una settimana dalla consueta partecipazione di IFDM alla NYCxDesign dello scorso Maggio, Paolo Bleve – Publisher della testata – ha ospitato a Miami una colazione con undici studi di interior design e ben 14 architetti nel cuore pulsante del Design District di Miami, ospiti del nuovo spazio di Febal Casa in Biscayne blvd, dialogando tra numerosi temi, discutendo sui trend e le evoluzioni del mercato residenziale.
Il focus iniziale è stato dedicato a come sono cambiate le richieste dei clienti riguardo i progetti di interior e le risposte sono state molto chiare e precise.
Amandine Buisson (dell’omonimo Studio) ha affermato che “oggi progettare interior è molto sfidante, soprattutto per i clienti che viaggiano molto e che sono esposti a input legati all’architettura e al design, sono molto più esigenti e preparati anche sui materiali e trovare un corretto file rouge che rappresenti la loro identità è più complesso (ma alla fine anche molto soddisfacente).
Kevin Mc Morris di Oppenheim Architecture conferma e ha sottolineato che “Il progetto finale dovrebbe riflettere non solo i requisiti funzionali, ma anche il legame emotivo che i clienti hanno con la propria casa, comprese le loro preferenze estetiche, la scelta dei colori e dei materiali e l’organizzazione spaziale desiderata.

Project by Amandine Buisson Studio
Mentre Ania Agardy, che lavora su progetti residenziali di fascia molto alta, ha aggiunto che “oggi i clienti sono molto più coinvolti nel processo di progettazione rispetto al passato. Cercano un design senza tempo, ma anche il valore di rivendita è importante”, quest’ultimo punto sottolinea come i big spender americani quando pensano a una loro residenza sanno già che non sarà quella definitiva.
Tra gli ospiti anche Elena Tushina di Smartline Trade che disegna un quadro chiarissimo del panorama attuale: oggi gli interni di lusso non riguardano solo l’estetica, ma anche l’atmosfera, l’esperienza sensoriale e il modo in cui le persone si sentono emotivamente all’interno dello spazio. Profumo, luce, tattilità, acustica e benessere emotivo sono diventati elementi altrettanto importanti del concetto finale.

Project by Oppenheim Architecture
Il decennio precedente era dominato da interni altamente uniformi, minimalisti, bianchi, lucidi e spesso emotivamente neutri. Oggi i clienti cercano spazi dotati di carattere, individualità e autenticità. Desiderano case che trasmettano un senso di cura e autenticità, piuttosto che un lusso commerciale o generico. Allo stesso tempo, i clienti sono diventati significativamente più strategici riguardo al valore dell’investimento. Il design viene sempre più considerato nell’ottica del posizionamento immobiliare a lungo termine e del potenziale di rivendita futuro. Anche i clienti del segmento ultra-lusso oggi cercano spesso un approccio più equilibrato alla spesa, in cui l’investimento nel design rimanga in linea con il valore complessivo dell’immobile, pur creando un’esperienza di stile di vita altamente distintiva.

Project by Ania Agardy
Una delle caratteristiche delle cucine moderne è che gran parte della loro struttura è “invisibile”. Una domanda è sorta spontanea. Come si orientano negli ultimi anni le aspettative dei clienti riguardo alla cucina?
Amandine Buisson “per quanto riguarda le cucine cerco di accompagnare il cliente a porre grande attenzione alla qualità costruttiva, alle finiture interne, ai sistemi di ferramenta e alla funzionalità nel lungo periodo. Credo inoltre che la durata derivi dall’intramontabilità: i pezzi ben progettati dal punto di vista delle proporzioni e dei materiali tendono a invecchiare meglio sia dal punto di vista estetico che tecnico. I marchi europei mantengono ancora una notevole sensibilità per i dettagli, l’artigianalità e i materiali. Tuttavia, apprezzo anche l’idea di abbinare marchi affermati ad artigiani o piccoli atelier quando il progetto richiede qualcosa di più unico e personale”
Ania Agardy “credo che le cucine italiane (e l’illuminazione italiana) siano famose per il loro design eccezionale e l’ottima qualità. Incoraggio sempre i miei clienti a destinare un budget consistente a entrambi questi aspetti e magari a risparmiare in altri ambiti.

Project by Ania Agardy
Non appena il parterre si è scaldato, Paolo Bleve decide di alzare l’asticella e chiedere agli ospiti se fossero mai stati coinvolti in progetti che avessero messo duramente alla prova la creatività.
Elena Tushina conferma e aggiunge che “in effetti, i progetti più interessanti nascono solitamente dalle richieste più impegnative. Soprattutto nel design residenziale di lusso, i clienti spesso propongono idee, ricordi, collezioni o riferimenti culturali altamente personali che inizialmente possono sembrare inaspettati o addirittura contraddittori. Un aspetto particolarmente impegnativo al giorno d’oggi è che molti clienti sono fortemente esposti ai social media e alle tendenze globali del design. Si presentano con centinaia di riferimenti provenienti da diverse estetiche, epoche e culture. La vera sfida consiste nel trasformare questo sovraccarico visivo in qualcosa di intramontabile, elegante e profondamente personale, piuttosto che dettato dalle mode”.

Project by Elena Tushina of Smartline Trade
Ania Agardy ha sorriso e ha detto che “mi è capitato di lavorare a un progetto alle Bahamas in cui il mio cliente mi ha chiesto dei divani in pelle e mi ha severamente vietato di utilizzare qualsiasi elemento in vimini, bambù o rattan, cosa molto difficile da rispettare quando si progetta una casa in stile isolano”. Occorre essere sempre pronti e accoglienti davanti anche alle richieste più strane.
Infine Kevin Mc Morris di Oppenheim Architecture cambia l’angolo di osservazione del problema e afferma che “il nostro ruolo è anche quello di guidare il processo, traducendo idee audaci o richieste insolite in qualcosa di coerente e duraturo. I progetti più gratificanti sono spesso quelli in cui il dialogo tra la visione del cliente e il nostro linguaggio progettuale porta a risultati inaspettati”

Project by Elena Tushina of Smartline Trade
Sul finale della colazione, il tema riguarda l’attenzione ai budget: capita spesso che si parta da una stima per poi atterrare su un valore ben differente e quasi sempre meno generoso. Come modificare il progetto inziale trovando la giusta misura e rispettando un design bello e funzionale?
Elena Tushina ha una precisa strategia “una delle prime cose che chiarisco con i clienti è la destinazione d’uso dell’immobile stesso: si tratta di una residenza principale, di una seconda casa, di un investimento immobiliare o di un bene da rivendere in futuro? Questo aiuta immediatamente a definire il giusto livello di investimento nella progettazione e crea un quadro realistico per tutte le decisioni successive.

Project by Oppenheim Architecture
In molti casi, strutturo l’investimento per gli interni in modo proporzionale al valore dell’immobile, spesso entro un intervallo equilibrato compreso tra il 10 e il 20 per cento circa, a seconda degli obiettivi del progetto. Una volta stabilito chiaramente questo quadro di riferimento, il processo decisionale diventa molto più efficiente e strategico.
Kevin Mc Morris di Oppenheim Architecture propone la sua soluzione “quando mi accingo a un’operazione di ottimizzazione del budget, ci sono due principi importanti che tengo sempre a mente. Innanzitutto, individuare e “proteggere” le caratteristiche o gli aspetti progettuali chiave che sono essenziali per l’integrità del concetto e che non devono essere compromessi. In secondo luogo, individuare i materiali o gli elementi che rappresentano una parte significativa del budget — spesso quelli utilizzati in modo estensivo in tutto il progetto — dove sostituzioni oculate possono generare risparmi sostanziali pur mantenendo la qualità e l’intento progettuali complessivi.

Project by Oppenheim Architecture
Amandine Buisson afferma che “l’esperienza è di grande aiuto perché ti permette di capire dove la qualità conta davvero e dove è possibile semplificare senza compromettere il risultato complessivo. Spesso do’ priorità agli investimenti negli elementi che definiscono l’esperienza quotidiana dello spazio: la disposizione, l’illuminazione, la continuità dei pavimenti, i dettagli delle finiture, le proporzioni dei mobili su misura o l’uso di materiali di forte impatto. È sufficiente un buon punto focale per ogni stanza. Nelle altre aree, poi, possiamo ridurre i costi in modo strategico ricorrendo a finiture alternative, semplificando i dettagli costruttivi, combinando elementi di fascia alta con altri più economici, oppure selezionando materiali che valorizzino visivamente il progetto senza spese eccessive”
Ania Agardy ha bene in mente dove intervenire “penso che le stanze secondarie (camera degli ospiti, bagno degli ospiti, camere dei bambini, lavanderia) non richiedano un budget elevato e possano comunque essere di buona qualità. È possibile adattare le finiture, ad esempio utilizzando piastrelle al posto della pietra naturale o la pittura al posto della carta da parati.
Le testimonianze dei progettisti che quotidianamente si dedicano ai progetti di Interior residenziale tra Miami, Fort Lauderdale fino a Coral Cables hanno contribuito a dare un overview puntuale su come le tendenze di interior e architettura stanno cambiando l’approccio al living residenziale portando sempre di più al centro l’attenzione verso un design emozionale e la forte richiesta di personalizzazione degli ambienti che rifletta la personalità dei clienti finali.








