giulia-guzzini 18/06/2026

La geometria organica della luce

Presentata a Copenaghen per 3daysofdesign, Begonya è la nuova lampada-scultura disegnata da Øivind Slaatto per Carl Hansen & Søn, che reinterpreta la logica della natura in un equilibrio tra controllo matematico e imprevedibilità

Prodotta da Carl Hansen & Son, Begonya nasce dal fascino che Øivind Slaatto prova da sempre per le strutture, le ripetizioni e l’ordine intrinseco della natura. La forma prende spunto dal fiore della Begonia, ma non ne è una rappresentazione letterale, bensì un’interpretazione dei principi che ne governano la crescita. “Non cerco mai di copiare la natura, ma di imparare da essa”, afferma il designer. “Quando si lavora con principi già esistenti in natura, nell’espressione emerge una sorta di verità”.

L’ispirazione che ha guidato il progetto della lampada non è, infatti, un’imitazione, ma è piuttosto un’astrazione, un processo di apprendimento dalla logica naturale. “Begonya è volutamente scritto con la ‘y’ per sottolineare la differenza tra il fiore e la lampada, tra il naturale e l’artificiale”, spiega Slaatto. Si tratta di un “fiore sintetico”, un oggetto creato dall’uomo che attinge dalla scuola della natura, dove miliardi di anni di evoluzione hanno raffinato le soluzioni migliori. Mentre le piante crescono per catturare più luce possibile, questa lampada inverte il principio. “Questa lampada non è fatta per raccogliere più luce possibile, ma per dare luce nel modo più efficiente”, come dice Øivind Slaatto.

La silhouette ellittica e la simmetria scultorea di Begonya nascondono una dualità affascinante: da un lato una struttura puramente matematica, progettata per garantire una luce sempre anti-abbagliante; dall’altro, un materiale quasi vivo, la cui forma finale è impossibile da prevedere con esattezza. “È una struttura matematica che assicura di non essere mai abbagliati, ma è impossibile prevedere esattamente il suo aspetto finale, perché ha questo materiale incontrollabile dove la gravità e la sua stessa struttura lo rendono imprevedibile”, spiega il designer.

Questa imprevedibilità crea un parallelismo con un altro materiale iconico per Carl Hansen & Søn: il legno. Proprio come le venature e i nodi rendono unica ogni sedia, il paralume di Begonya assume curve e movimenti sottili che conferiscono a ogni pezzo una propria vita. “Avere questo in casa, dove hai il controllo, ma hai anche qualcosa che non puoi controllare, è qualcosa che penso sia molto importante abbracciare”, come dice Øivind Slaatto.

La lampada è costruita attorno a un complesso scheletro interno in alluminio con una calda finitura dorata, assemblato senza l’uso di colla o viti grazie a ingegnosi “trucchi geometrici”. Su questa struttura viene montato a mano il paralume, un “vestito” in polietilene non tessuto. Questo materiale, simile alla carta al tatto e alla vista, è in realtà estremamente resistente e durevole, lo stesso usato per i grandi banner degli aerei. Alla fine del suo ciclo di vita, il paralume può essere rimosso e riciclato, e la lampada può essere “rivestita” a nuovo. L’assemblaggio di ogni lampada, con i suoi 168 punti di giunzione, può richiedere fino a sette ore, a testimonianza di una dedizione assoluta alla qualità artigianale.

Per Knud Erik Hansen, CEO di Carl Hansen & Søn, la collaborazione è un perfetto esempio della filosofia aziendale: “Con Begonya, ampliamo la nostra collezione con un design che unisce magnificamente la poesia della natura con la precisione e la conoscenza dei materiali che caratterizzano la nostra maestria artigianale”. La lampada a sospensione Begonya sarà disponibile in due dimensioni (Ø900 mm e Ø500 mm) a partire da settembre 2026.

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