
Il 10 giugno 2026 segna una data storica per la cultura del progetto: la Francia ha inaugurato la nuova Galerie nationale du design nel cuore della Cité du design a Saint-Étienne. Questa istituzione, unica nel Paese, nasce per mostrare le collezioni pubbliche attraverso mostre temporanee affidate a curatori ospiti, proponendo un modello espositivo dinamico e collaborativo.

Galerie nationale du design, Saint-Étienne, Francia
La Galleria non è un elemento isolato, ma corona la metamorfosi del grande complesso tardo-ottocentesco della Manufacture d’armes, un recupero urbanistico visionario volto a creare un polo integrato per la creazione contemporanea. Questo distretto ospita un intero ecosistema in cui scuole d’eccellenza – come l’École Supérieure d’Art et Design, qui dal 2009 – laboratori e spazi espositivi dialogano costantemente.

La Mezzanine, spazio didattico della Galerie nationale du design di Saint-Étienne, con gli arredi ideati dai designer Marie e Alexandre e realizzati da Alki.

Allestimento della mostra inaugurale Design en main. Du design à l’objet (11 giugno 2026 – 7 marzo 2027), Galerie nationale du design, Saint-Étienne.
Come sottolinea Éric Jourdan, Direttore Generale dell’istituto, l’apertura della Galleria arricchisce un distretto creativo fatto di spazi complementari e di altissima qualità architettonica, come La Platine e La Cabane (sempre accessibili al pubblico e sedi di mostre e incontri), ritmati da grandi eventi come la Biennale Internationale Design Saint-Étienne, nata nel 1998. Le strutture storiche industriali si fondono qui con interventi moderni di grande pregio visivo, offrendo una cornice ideale in cui la cultura del progetto può essere vissuta, ricercata e sperimentata.

Le Seuil, Galerie nationale du design, Saint-Étienne, 2026
Il legame tra Saint-Étienne e il design affonda le radici nel suo passato manifatturiero. A lungo nota come città «dell’arma, dei cicli e del nastro», ha vissuto un enorme sviluppo industriale nella prima metà del Novecento grazie a un bacino carbonifero che contava ben 900 pozzi d’estrazione.

Mostra inaugurale Design en main. Du design à l’objet (11 giugno 2026 – 7 marzo 2027), Galerie nationale du design, Saint-Étienne
Questo DNA operaio e tecnico è il substrato da cui si è sviluppata la transizione verso la qualifica di “Capitale del design” per il XXI secolo, sancita nel 2010 dall’ingresso nella rete delle Città Creative UNESCO. Seguendo il modello virtuoso di città come Eindhoven, Saint-Étienne ha saputo rigenerare il proprio passato industriale, trasformando le vecchie officine in un centro di innovazione. La stessa prestigiosa collezione di design del Musée d’Art Moderne et Contemporain de Saint-Étienne Métropole/MAMC+ (oltre 2.000 oggetti tra cui spiccano Jean Prouvé e Charlotte Perriand) riflette questa identità, muovendosi tra la valorizzazione del design industriale quotidiano e l’arredo d’autore.

Bruno Munari, Forchette parlanti, 1958
Sviluppata su oltre 1.000 m², la Galerie nationale du design non ha una collezione permanente ma fa circolare le opere dei più grandi musei francesi (dal Centre Pompidou al CNAP), offrendo punti di vista sempre nuovi, ponendosi non solo come raccolta di oggetti inseriti in un contesto storico-culturale ma come piattaforma viva di discussione e approfondimento, aperta al cambiamento e alla sperimentazione, che invita il pubblico a un dialogo aperto.
La mostra scelta per inaugurare la Galerie si intitola Design en main. Du design à l’objet/Design in Hand. From language to Object (fino al 07/03/2027), curata da Laurence Mauderli: un gioco di specchi tra linguaggio e pratica del design, dove la mano (presente nell’antico nome del luogo, Manufacture d’armes) diventa il simbolo del saper fare, tra tradizione e innovazione continua.

F. Chery, Moulin à café 926, 1967 – Musée d’art moderne et contemporain de Saint-Étienne Métropole, Photo © F. Chery

Don E. Grove, Jackson Comstock, Robot Mixeur Hollywood Liquefier Model 48, vers 1948
Aurélie Voltz, Direttrice della galleria e del MAMC+, commenta così la nascita di questa nuova istituzione: «La creazione della Galerie nationale du design rappresenta una pietra miliare nel riconoscimento delle collezioni pubbliche in Francia. Concepita come uno spazio vivente, incarna una visione lungimirante del museo del XXI secolo: uno spazio aperto progettato non solo per guardare gli oggetti, ma per la discussione, la manipolazione e l’apprendimento. Un luogo in cui il design è tanto esperienza quanto osservazione, e in cui il pubblico è invitato a considerare l’effetto di questa disciplina nel plasmare i nostri stili di vita e il nostro modo di fare società nel mondo contemporaneo».

Åbäke, The Handshake, 2014 – Photo © Leslie Fernandez
Con questo avamposto culturale, Saint-Étienne unisce definitivamente la propria memoria operaia a un futuro d’avanguardia, candidandosi a diventare il nuovo punto di riferimento europeo per la cultura del progetto.








