
Architecture and interior design: Giuliano Andrea dell’Uva Architetti
Furnishings: custom-made, combined with vintage pieces from various galleries
Lighting: custom-made, combined with vintage pieces and contemporary collectible designs (for example, a pendant lamp by Draga & Aurel)
Photo credits: Nathalie Krag, Pedro Mourandiniz, Federica Santeusanio
A pochi passi dal Duomo di Orvieto, Palazzo Petrvs – hotel nato dal recupero di un edificio quattrocentesco, con progetto firmato da Giuliano Andrea dell’Uva – diventa il manifesto di un pensiero estetico che intreccia storia e contemporaneità, memoria e visione. Quando l’architetto è stato chiamato, il palazzo rinascimentale appariva come un edificio privo di qualità particolari.


«Come prima cosa ho cercato di capire se c’erano ancora tracce storiche», racconta Dell’Uva. Da quella curiosità è iniziato un lavoro di scavo e restauro che ha riportato alla luce soffitti lignei, iscrizioni cinquecentesche e simboli rinascimentali nascosti da secoli di rimaneggiamenti. Il risultato, a intervento concluso, è stato così importante da spingere la Soprintendenza a porre vincolo sull’edificio.
Il progetto non è solo un restauro, ma una vera reinterpretazione identitaria: pareti in colori “rinascimentali” e materici sono accostate a partizioni essenziali in metallo e vetro. Per l’arredo, l’architetto ha intrecciato epoche e linguaggi, accostando arredi ottocenteschi a lampade danesi anni Sessanta, opere d’arte contemporanea di Michele Guido a pezzi di design italiano firmati Tobia Scarpa o Draga & Aurel. «Usare pezzi di epoche diverse ammorbidisce il contrasto tra storia e modernità», spiega dell’Uva, «e crea un’atmosfera simile a quella di una casa, dove i pezzi si stratificano nel tempo».



L’intervento coinvolge anche gli spazi comuni e il cortile interno, ridisegnato come un piccolo teatro materico dove convivono cotto e bucchero – la tipica terracotta nera etrusca, nata proprio in questa zona – simbolo di una memoria che si rinnova. «Aver utilizzato il bucchero, un materiale così legato al territorio, è una delle cose che mi ha dato più soddisfazione», afferma l’architetto.
Dell’Uva ha lavorato anche sul recupero della chiesa adiacente, oggi sede del ristorante Coro, dove la semplicità del restauro esalta la sacralità dello spazio: pavimenti in cocciopesto, tavoli disegnati ad hoc e lampade a sospensione che, come segni grafici, scendono sui tavoli dai soffitti altissimi. Con le sue nove suite, il cocktail bar e il ristorante, Palazzo Petrvs restituisce alla città un frammento della sua storia, trasformandolo in esperienza. Un luogo dove la pietra serena dialoga con il ferro naturale, il Rinascimento con il design nordico. Il nuovo capitolo di una storia lunga secoli.








