stefaniaevans 26/05/2026

Nuovi scenari per il contract

Con una presenza internazionale sempre più estesa e un format ripensato, ORGATEC 2026 ha ampliato il proprio raggio d’azione oltre il workplace tradizionale. Al centro, contaminazioni tra ambienti professionali, accoglienza e spazi ibridi, insieme a una proposta espositiva più dinamica e trasversale

ORGATEC ha preparato il ritorno a Colonia con un’edizione che ha puntato a ridefinire il perimetro stesso della manifestazione. Più che una semplice fiera dedicata all’ufficio, l’appuntamento del 2026 ha mostrato la volontà di intercettare un cambiamento più ampio nel modo in cui vengono progettati e vissuti gli spazi contemporanei, aprendo il dialogo tra workplace, hospitality, contract e ambienti ibridi. La conferenza stampa internazionale ha anticipato una manifestazione che, pur mantenendo saldo il proprio legame con il mondo dell’office design, sceglie oggi di ampliare prospettive e interlocutori. L’obiettivo è costruire una piattaforma capace di riflettere le trasformazioni in atto nel settore, dove le tradizionali distinzioni tra ambiti progettuali appaiono sempre più fluide. La crescita della partecipazione internazionale ha rappresentato uno degli elementi centrali della prossima edizione. Accanto ai principali player europei, è aumentata infatti la presenza di aziende provenienti da altri mercati strategici, confermando la volontà di rafforzare il profilo globale della fiera. Un’espansione che non riguarda soltanto la geografia degli espositori, ma anche la varietà delle proposte e delle categorie merceologiche coinvolte.

Il nuovo format espositivo si è mosso proprio in questa direzione. ORGATEC ha puntato su una struttura più dinamica, pensata per favorire connessioni trasversali tra prodotti, linguaggi e settori differenti. Non più compartimenti rigidi, ma percorsi capaci di mettere in relazione arredi, soluzioni tecnologiche, materiali e sistemi per ambienti che richiedono oggi flessibilità, identità e capacità di adattamento. In questo scenario ha acquisito peso anche il tema dell’esperienza. Gli spazi di lavoro contemporanei non vengono più interpretati esclusivamente in termini funzionali, ma come ecosistemi complessi nei quali comfort, relazione, benessere e qualità estetica diventano elementi sempre più centrali. Una visione che avvicina inevitabilmente il workplace ai codici dell’hospitality e del residential evoluto. Accanto all’offerta espositiva, la manifestazione ha investito inoltre su contenuti, incontri e momenti di confronto dedicati alle nuove dinamiche del progetto. L’intenzione è quella di trasformare la fiera in un luogo di osservazione privilegiato sui cambiamenti che stanno ridefinendo il settore: dall’evoluzione degli ambienti professionali alle nuove esigenze delle aziende, fino al crescente ruolo della sostenibilità e della tecnologia integrata. Più che inseguire una semplice crescita numerica, ORGATEC ha così mostrato la volontà di consolidare un nuovo posizionamento culturale. Un passaggio che riflette la trasformazione stessa del workplace contemporaneo: sempre meno spazio chiuso e specializzato, sempre più ambiente aperto alla contaminazione tra funzioni, relazioni e stili di vita.

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