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francesca-oddo 23/04/2026

Esperienza fra sogno e realtà

La creatività artistica dei primi del Novecento rivive a Villa Junot, la dimora parigina ristrutturata da Claves con l’obiettivo di invitare i viaggiatori a esplorare una nuova declinazione del concetto di lusso

Client: Iconic House
Architects: CLAVES, Laure Gravier & Soizic Fougeront
Custom made furnishings: on design by the architects
Furniture, lamps and objects: Astro Lighting, Broste Copenhagen, Collect CPH, Etsy, Ferm Living, Galerie Paradis, Hein, Human Home, Huey Lighting, Illus, Matilda Goad, Modern Métier, Pulper & Cobbs, Red Editions, Six Dots Design, Soho Home, The Oblist
Contemporary designers: Thalia Dalecky, Sophie Lou Jacobsen, Léa Zéroil
Vintage designer pieces: Pierre Cazenove, Bernard Dequet, Goffredo Reggiani, Kim Moltzer, Luigi Serafini, Willy Rizzo
Decorative painter: Mauro Ferreira
Plaster workshop: Staff Espaces Volumes
Cabinetmaker: Maison Chabot
Marble specialist: Mineral Expertise
Featured artists: Antoine de la Boulaye, Galatée Martin, Maldo Nollimerg, Thibault Perrigne, Gaultier Rimbaud-Joffard, Lia Rochas, Nina Silverberg, Sophie Toporkoff, Southway Studio, Garance Vallée
Photo credits: Alice Mesguich

Realizzata negli anni Venti del Novecento, Villa Junot a Montmartre è stata la dimora privata di André Mauprey, figura di spicco dello scenario culturale parigino di quel periodo, compositore e librettista. Oggi questo luogo frequentato un tempo da artisti, musicisti e poeti, torna a vibrare di energia creativa grazie a Iconic House, che negli ultimi anni sta sperimentando con successo il concetto di “Maison Hôtelière“, coniugando pregevoli dimore intrise di storia all’ospitalità di lusso. Articolata su quattro livelli più un piano interrato dove è stata ricavata la spa, la Villa può ospitare fino a dodici persone, grazie alle sue cinque camere da letto che dispongono di altrettanti bagni, cucina, sala da pranzo, biblioteca, soggiorno e terrazza con vista panoramica. Claves, lo studio di Laure Gravier e Soizic Fougeront, ha interpretato lo spirito della Villa costruendo una nuova narrazione in continuità con la memoria alla quale si accosta.

E così oggi la dimora è l’espressione di un dialogo effervescente fra patrimonio architettonico, design da collezione e arte contemporanea. Le progettiste raccontano il clima creativo dei primi del Novecento, che si esprimeva fra Art Déco e Surrealismo, agganciandolo al presente tramite un progetto visionario che coinvolge un ventaglio selezionato di artisti. Fra questi, Maldo Nollimerg è l’autore del murale a tema cosmogonico situato nella sala da pranzo, Atelier Toporkoff ha concepito le vetrate colorate che illuminano il vano scala, Southway Studio ha realizzato il camino drappeggiato nella camera da letto padronale. Poetica è poi la camera dei bambini, con la pittura decorativa di Mauro Ferreira che impreziosisce le nicchie e il soffitto attraverso una teoria di soli, costellazioni e note musicali. “Facendo eco alla storia della casa e di Montmartre”, spiegano Gravier e Fougeront, “la nostra idea era quella di ricreare un piccolo teatro Art Déco degli anni ’20, un luogo che trasmettesse vita e passione per l’arte”. 

E così il registro decorativo costituito dagli stucchi, dai soffitti voltati, dagli archi, dalle cornici e dai dettagli dorati e laccati dialoga con dipinti, sculture, litografie e altre opere d’arte che evocano i motivi del Surrealismo. A Villa Junot la creatività corre libera, viaggiando fra immaginari poetici, accenti onirici e astrazioni visive. Con la promessa di un’esperienza di soggiorno che si svela fra la dimensione del sogno e quella della realtà, complice la memoria di uno spaccato domestico brioso e degli artisti che lo vissero.

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