
C’è un momento in cui la crescita diventa una scelta più che una conseguenza. Per Zafferano coincide con l’arrivo di Stefania Gambino alla guida dell’azienda. Non è solo un cambio al vertice, ma un passaggio che ridefinisce il ritmo dei prossimi anni. Il marchio veneto, noto per il suo modo diretto di portare luce e colore nella quotidianità, si trova oggi con un’identità ben riconoscibile e uno sguardo sempre più aperto verso l’esterno.
Gambino arriva da esperienze in gruppi internazionali, dove ha attraversato contesti complessi e mercati diversi. Qui, questo percorso si traduce in una direzione chiara: accompagnare la crescita senza alterare il carattere del brand. Ed è proprio questo l’equilibrio da mantenere. Negli anni, Zafferano ha costruito un linguaggio fatto di oggetti immediati: lampade portatili e accessori per la tavola che entrano con naturalezza nei gesti quotidiani.
Crescere, ora, significa preservare questa semplicità anche su scala più ampia.
La nuova fase sembra lavorare per sottrazione più che per rottura: rafforzare la presenza internazionale e, allo stesso tempo, rendere più consapevole il proprio immaginario. Non reinventarsi, ma spingersi oltre a partire da ciò che già funziona. In questo percorso si inserisce anche Gradiente, fondo di investimento con sede a Padova entrato in azienda nel 2022, che accompagna lo sviluppo e ne sostiene le prospettive di crescita. Per Gambino, la sfida è chiara: strutturare senza appesantire, crescere senza irrigidire. Mantenere, in altre parole, quella leggerezza che ha reso Zafferano immediatamente riconoscibile. Con sede a Quinto di Treviso, l’azienda continua a muoversi tra illuminazione e tavola, con una presenza internazionale in espansione. Ma è soprattutto una questione di visione: portare più lontano un’estetica quotidiana, senza perderne la spontaneità.








