
Client: Majid Al Futtaim
Architecture: aoe, STUDIOI
Interior design: aoe, STUDIOI
Lighting design: Sakina Dugawalla-Moeller
Landscape design: SWA Group, STUDIOI, SLA
FLS: Design Confidence – Aaron McDaid
Façade: Werner Sobek – Mustafa Alkan
Acoustic: Acoustic Logic – Aarfee Jameel Khan
Signage and wayfinding: BRIMAXX – Andreas Graf
Waste management: GREENVISION – Saf galaites
Sustainability: EMS – Errol Colaco
Pool & Water Features: Aquashi – Richard Deeb
Audio Visual Specialist: Imagination – Viviana Stecconi
Security & Threat Assessment: Jonathan Keith
Photo credits: Arch-Exist Photography

Una futura comunità di eletti avrà il privilegio di ‘mettere radici’ nel complesso residenziale di Ghaf Woods, a Dubai. Un progetto abitativo unico nel suo genere, destinato a diventare un rifugio per oltre 20 specie di uccelli, ad ospitare un numero di alberi decisamente superiore a quello dei suoi abitanti, progettato per mantenere le temperature esterne fino a 5 °C inferiori rispetto alle aree circostanti.
Dimore multifamiliari di lusso circondate da una foresta centrale, perfettamente integrate in un ecosistema vibrante. In attesa che siano completati i lavori, nella medesima area, un edificio biofilico diventa avamposto di quell’esperienza abitativa immersiva così totalizzante, dichiarando, con la sua presenza, lo stesso criterio di benessere e sostenibilità. È il Ghaf Woods Experience Centre, progettato dallo studio di architettura cinese aoe e sviluppato dai glocal STUDIOI. Posizionato nei pressi della Sheikh Mohamed bin Zayed Highway, accanto al Global Village, una delle mete culturali, di intrattenimento e shopping più note di Dubai, risulta essere protetto dai rumori della città, rivelandosi gradualmente grazie ad un’attenta disposizione.



Il suo scopo è quello di far comprendere ai futuri acquirenti spazi, infrastruttura verde, caratteristiche di sostenibilità del futuro progetto, ospitando un modello 3D del masterplan ad alta precisione, una suite multimediale esplorativa basata sulla realtà virtuale, una materioteca e vari uffici. Esternamente, la sua forma architettonica dinamica trae ispirazione dal paesaggio desertico, sviluppandosi come una duna di sabbia che emerge dal terreno.
Ma intende anche evocare un ruscello che serpeggia attraverso la foresta, tratteggiando il percorso del visitatore come quando inizia un viaggio nel bosco. Il ritmo fluido e organico delle ondulazioni si alza e si abbassa in sintonia con il terreno, tocca la facciata a gradini in GRC – materiale composito cementizio misto a fibre di vetro -, ed anche la facciata in vetro a tutta altezza che aggetta su uno specchio d’acqua e sul verde.


Una precisa strategia di bioedilizia fronteggia le condizioni climatiche dell’adiacente zona desertica, con gronde ombreggianti, fontane per il raffrescamento passivo, un ecosistema forestale circostante progettato con specie autoctone e adattative. Quando tutto sarà ultimato, l’organizzazione open space del Centro consentirà un’evoluzione funzionale nel tempo. Con la crescita della comunità, lo spazio potrà adattarsi senza soluzione di continuità a nuovi usi, garantendo adattabilità e creazione di valore a lungo termine.







