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francesca-oddo 4/04/2026

Un approccio moderno alla spiritualità

La Chiesa di Højvangen, in Danimarca, è stata concepita da Henning Larsen come una "piazza" coperta, di tutti e per tutti. Dove c’è spazio sia per il raccoglimento sia per la socializzazione comunitaria

Client: Skanderborg Parish
Architecture: Henning Larsen & Espen Surnevik
Landscape architecture: Schul Landskab & Planlægning
Engineering: Ramboll
Photos: Rasmus Hjortshøj

È la prima volta dopo cinquecento anni che a Skanderborg viene realizzata una chiesa. A questa particolare situazione i progettisti hanno risposto con un approccio capace di introdurre un nuovo confronto fra architettura e spiritualità, sensibile all’evoluzione della società contemporanea. L’intervento punta innanzitutto sulla luce per dare vita a un luogo di serenità, come racconta Eva Ravnborg, Director: «La luce è stata per noi un elemento centrale del design. 

È più di un elemento fisico: introduce un’atmosfera di quiete e una qualità quasi spirituale dello spazio». Nella nuova chiesa il concetto di penitenza – che spesso in passato ha condizionato le scelte progettuali degli edifici dedicati al culto – si dissolve in direzione di un’accoglienza senza pregiudizi, nella quale vivere sia coralmente sia individualmente i momenti di gioia come quelli di dolore. 

In questa dimensione di apertura la gerarchizzazione degli spazi lascia il posto a una loro distribuzione democratica e flessibile, nella quale l’unico elemento fisso è il fonte battesimale. Le stesse facciate, libere da ornamenti o da composizioni che ne indichino una classificazione formale, rispondono alla volontà di evitare la monumentalizzazione in favore di un atteggiamento progettuale che vede la chiesa come la casa di tutti. Lo spazio della chiesa è concepito come un luogo inclusivo, di incontro e di socializzazione, oltre che di preghiera e di riflessione.

In questo senso le persone sono al centro del progetto, pensato per ospitare non solo le funzioni religiose, ma anche eventi culturali e incontri informali. La scelta dei materiali -mattoni, legno di quercia, ottone – contribuisce a creare un’atmosfera calda e avvolgente. Pulito, lineare, luminoso, lo spazio invita ora al raccoglimento ora all’interazione sociale. «Un luogo di culto è un’ancora civica», spiega Greta Tiedje, Global Design Director di Henning Larsen. «L’abbiamo progettato perché fosse parte integrante della quotidianità, uno spazio in cui le persone, al di là delle generazioni e delle credenze, possono incontrarsi e trovare un significato attraverso l’esperienza condivisa. È lì che si svolge la vita vera». Alla luce di queste parole va letta anche la scelta di dotare la chiesa di ampie superfici vetrate attraverso le quali stabilisce un rapporto osmotico con la comunità, oltre che con il verde che la circonda.

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