
Nel Vecchio Continente sono in fase di progettazione e realizzazione 2.525 hotel, -3,8% rispetto a un anno fa. Di questi, sono 874 quelli che vedranno la luce entro la fine del 2026. La Germania mantiene saldamente il primato nell’attrazione di nuovi investimenti (sale a 663 progetti crescendo del 5,2%) e anzi allunga la distanza dagli immediati inseguitori – come Regno Unito, Spagna e Italia – tutti in calo. Con 81 progetti, la Grecia entra nel top ten dei paesi europei più dinamici del settore.

Scendono a 800 i top hotel previsti in Medio Oriente: -4% dall’anno scorso. Uno scenario quindi ridimensionato dopo la ripresa del 2024, ma non certo in Arabia Saudita, che rafforza ulteriormente la sua leadership con 321 progetti, per un aumento percentuale che sfiora il 7,4%. Si raffredda l’exploit di un anno fa della Turchia, che si mantiene comunque sui 143 progetti. L’Arabia Saudita è anche il paese che ospita il cantiere della struttura più grande di tutta l’area mediorientale: le Abraj Kudai Towers a Makka, che disporrà di 9.760 camere.

È ancora una volta in Estremo Oriente che si concentrano i maggiori investimenti del settore, che si conferma in crescita, benché lieve, non andando oltre lo 0,5%. L’elemento più interessante, all’interno del positivo trend regionale, è l’inversione di tendenza della Cina, che scende a 1.108 progetti, con un brusco cedimento del 17,4%. Il dato non scalfisce il primato di Pechino in Asia, ma contribuisce, insieme al sensazionale balzo in avanti dell’India (545 progetti, +40%!), a ridurre di molto il vantaggio su quest’ultima. Resta comunque in Cina il progetto più ambizioso della regione, lo Shenzen Bay Area Convention and Exhibition International Hotel, che avrà 4.000 camere.







