
Che le fiere abbiano cambiato il loro format espositivo tradizionale è un dato di fatto. I layout sono sempre più inclusivi e interattivi, e per questa ragione sempre più spesso diffusi. La città è coinvolta insieme ai suoi luoghi simbolo e i distretti più affini alla progettualità, così da creare percorsi a cielo aperto che sono parte stessa dell’esperienza. La Clerkenwell Design Week ne è la riprova.

La kermesse torna per la sua 15esima edizione, dal 19 al 21 maggio, con una proposta che ne amplifica le caratteristiche e il valore: una manifestazione che vive in sinergia con il quartiere EC1, e trasforma spazi privati, aree pubbliche e showroom in luoghi vivaci di incontro, networking e cultura del design.
Sono proprio le installazioni a rappresentare la principale novità della prossima edizione: una serie di opere su larga scala danno forma al programma “Design Interventions”, firmate da designer ed architetti, anche emergenti, selezionati a seguito di un bando lanciato da CDW. L’obiettivo con queste realizzazioni è stimolare e incoraggiare il dibattito sui materiali e l’ambiente, oltre a rappresentare spazi di incontro per tutta la durata del festival, in linea con i temi guida della Clerkenwell Design Week di quest’anno, ossia sostenibilità e suono.

The Canary Tower
Uno degli interventi più suggestivi del festival è proprio la Canary Clock Tower di George King Architects, imponente punto di riferimento scultoreo ispirato alla storica tradizione orologiera di Clerkenwell: nell’idea del suo autore, esattamente come un orologio rende visibile il tempo, la torre intende rendere visibile a qualità dell’aria visualizzando i dati sull’inquinamento in tempo reale attraverso quadranti analogici realizzati con scarti di plastica riciclata. La struttura stessa è frutto di una progettazione circolare, essendo realizzata come impalcature di recupero, legno e rivestimenti riciclabili.
Al tema 2026 risponde anche l’installazione “Recreatura” che invita a reimmaginare l’architettura attraverso l’ascolto: i visitatori esploreranno due siti storici di Clerkenwell attraverso le voci, i ricordi e i paesaggi sonori dei residenti locali, scoprendo le trame e le storie insite nel quartiere, e lasciando il loro personale segno del passaggio su piastrelle che poi formeranno una nuova installazione in Charterhouse Square.

Tra le numerose “Design Interventions” si segnalano anche il Cube 1 Stand di BOX17 presso il Commercial Design In the Park – concepito per portare il calore biofilico nel luogo di lavoro moderno; La Fountain of Technicolour Beads di One Bite Design, che integra il design spaziale con la consapevolezza sociale, concentrandosi sul deficit della visione dei colori; e ancora, la Crinkle-Crankle Bench, panchine a forma di mezzaluna realizzate con mattoni di pietra naturale progettate dallo studio di architettura StudioFolk.

The Luxury Edit located at Haberdasher’s Hall
A connotare la Clerkenwell Design Week resta un distintivo mix di storicità e contemporaneità riflesso nelle sue destinazioni, con molti nuovi ingressi, come Haberdashers’ Hall, conosciuta durante l’evento come The Luxury Edit: ospiterà la cerimonia dei CDW Awards (ampliati nelle premiazioni, per celebrare nuovi prodotti e le innovazioni, ma anche i pionieri, i sognatori e gli “artisti del design”), le conferenze Design Meets, e l’installazione all’aperto “The Pulse of Becoming”, ideata dai neolaureati Musab Umair, Amruta Ramesh Pullawar e Sharath Binu John.

Resonance, by Fung+Bedford
New entry anche il Museum of the Order of St John, temporary home to Interiors From Spain, mentre si riconferma la chiesa St Bartholomew the Great come The Church of Design, spazio espositivo per marchi internazionali come Moroso, Roche Bobois, Magis e Dedon, luogo di formazione con le Conversation at Clerkenwell e palcoscenico per l’installazione Resonance progettata dallo studio Fung+Bedford: quattro sculture di carta illuminate, piegate e intrecciate, ciascuna lunga quattro metri, trasformano il linguaggio dell’origami in un’esperienza spaziale immersiva.







