elena-franzoia 22/01/2026

La memoria e il paesaggio

Ad Arromanches, in Normandia, il museo dedicato al D-day è stato completamente reinterpretato dagli architetti parigini Projectiles, che hanno lavorato all'intersezione tra emergenze storiche e caratteristiche territoriali

Client: Municipality of Arromanches-les-Bains
Architecture: Projectiles, architect (project manager) + scenographer
Landscape design: Emma Blanc
All trades engineering: Tpf ingéniérie
Lighting design: Abraxas concepts
Multimedia design: Lundi 8
Graphic design: Wa75
Stage equipment: Changement à vue
Acoustician: Altia
Manip: Veroliv
Preventive conservation: Aïnu
Photos: Antoine Cardi

Il 6 giugno 1944 le truppe alleate sbarcavano in Normandia, segnando l’inizio della liberazione europea dal nazifascismo. Oggi le memorie di quell’evento epocale costituiscono, insieme a quelle legate all’Impressionismo, il maggiore attrattore turistico della regione. 

Allo scopo di custodirne il patrimonio fisico e immateriale è stato creato, alla fine della Seconda Guerra mondiale, il Museo dello Sbarco di Arromanches-les-Bains, che dall’apertura il 5 giugno 1954 alla temporanea chiusura nel novembre 2022 ha accolto più di 20 milioni di visitatori. Nel 2023 il museo ha riaperto con un nuovo edificio progettato dagli architetti parigini Projectiles, la cui pratica professionale fa appello, come loro stessi affermano, «ai paesaggi in movimento, al patrimonio orale, agli enigmi ancestrali, all’inatteso, ai frammenti di storia personale e collettiva.

Aldilà del concetto di comfort, ci anima sicuramente quello del piacere che l’architettura può offrire». Nel caso di Arromanches, vero protagonista è il paesaggio. «Abbiamo lavorato secondo il motto “quando le vestigia spariranno, il museo sopravviverà”» precisano gli architetti. 

«Le sfide principali del progetto sono infatti la memoria, la conoscenza e la trasmissione di una storia condivisa, nonché il nostro dovere di ricordare, al di là della scomparsa di alcune vestigia del porto artificiale nel futuro, che il rapporto del museo con il territorio è fondamentale». Reso infatti dalla particolare posizione una specie di osservatorio, il nuovo museo è stato immaginato come parte di un più vasto sistema paesaggistico che si estende da est a ovest (da una falesia all’altra) e da nord a sud (dall’orizzonte marino al centro abitato). Sia alla piazza sia dal pendio, tutte e cinque le facciate del museo sono visibili e contribuiscono alla molteplicità e diversità di sguardi offerti sul paesaggio, esaltati dalla marcata orizzontalità del nuovo edificio.

A questo complesso sistema percettivo partecipano anche gli spazi esterni. Il piazzale antistante il museo è ad esempio il palcoscenico ideale per contemplare lo spettacolo delle maree che svelano ciò che rimane delle strutture belliche, mentre a est un nuovo spazio pubblico alberato si pone in continuità con Place du 6 Juin 1944.

Negli interni, il piano terreno offre una prosecuzione degli spazi pubblici esterni, mentre al primo piano le collezioni, composte essenzialmente da mappe e oggetti, dialogano con un paesaggio che diventa protagonista assoluto sul tetto terrazzato praticabile. Il percorso di visita inizia da Place du 6 juin 1944 e dal lungomare. Le gallerie espositive si aprono gradualmente verso l’esterno, seguendo un percorso cronologico e tematico che dallo scoppio della guerra conduce alla liberazione.

Al piano terra, i visitatori entrano in una sala a più livelli, dall’atmosfera ovattata, in cui viene proiettato un filmato introduttivo che contestualizza la funzione del museo. La visita prosegue al primo piano, con un collegamento visivo diretto con l’orizzonte marino e le vestigia del porto temporaneo artificiale di Mulberry B. utilizzato per lo Sbarco, alla cui modularità si ispira anche la maglia strutturale su cui si imposta il museo.

Una pensilina profonda 4 metri e alta 8 circonda infatti il nuovo edificio appoggiandosi su colonne prefabbricate in cemento chiaro che definiscono il perimetro. Una grande frattura longitudinale (lunga 16 metri e larga 4) caratterizza infine ogni piano dell’interno, su cui sembra galleggiare una grande passerella sospesa.

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