nadine-kahil 18/01/2026

Intrecciare significati: dentro “Destinations” al NOMAD

Come l'Intrecciato di Bottega Veneta è diventato un linguaggio condiviso dell'artigianato ad Abu Dhabi

Quando “Destinations” ha aperto le sue porte al NOMAD di Abu Dhabi, si è rivelata meno come una sfarzosa celebrazione di anniversario e più come una pacata conversazione sulla creazione, sulla memoria e sul linguaggio intramontabile dell’artigianato. Presentata da Bottega Veneta e curata da Rana Beiruti, la mostra ha utilizzato l’Intrecciato della maison come punto di partenza piuttosto che come fulcro centrale, invitando otto creativi provenienti da tutto il Medio Oriente e il Nord Africa a interpretare l’atto dell’intrecciare attraverso le proprie pratiche, materiali e riferimenti culturali.

Anziché replicare la lavorazione della pelle, gli artisti partecipanti hanno affrontato l’intreccio come un sistema, un gesto o una filosofia. L’architetto emiratino Abdalla Almulla ha tradotto il suo interesse per la geometria e i motivi in un’opera scultorea che ha trattato la struttura stessa come una condizione intessuta. La sua opera rifletteva il suo background architettonico, dove la ripetizione e l’ordine sono strumenti per inquadrare lo spazio e la narrazione culturale, piuttosto che semplici motivi decorativi. L’artista marocchino Amine Asselman ha lavorato con ceramica e zellige, attingendo al rigore matematico che definisce gran parte della sua pratica. Il suo contributo riecheggiava la geometria islamica tradizionale, spingendola al contempo verso una forma scultorea contemporanea, posizionando l’intreccio come un dialogo tra scienza, artigianato e conoscenza ereditata.

Zein Daouk

Zein Daouk

Lo studio di architettura bahraini, danish ha affrontato il tema in modo spaziale. Il loro lavoro ha esplorato l’interlacciamento come atto architettonico, facendo riferimento alle tradizioni costruttive vernacolari e agli assemblaggi materici della regione del Golfo. Il risultato appariva analitico eppure tattile, rafforzando l’idea di come l’intreccio possa esistere oltre i tessuti, incorporato nel modo in cui gli ambienti vengono costruiti e vissuti.

L’artista tessile Esna Su ha apportato uno strato emotivo e politico alla mostra. La sua opera intessuta portava tracce di spostamento e fragilità, temi che hanno a lungo definito la sua pratica. Utilizzando il tessuto come veicolo per la memoria, la sua opera suggeriva l’intreccio come un atto di conservazione, tenendo insieme storie che rischiano di essere svelate dall’instabilità e dalla perdita. Il lighting designer di Dubai Nader Gammas ha interpretato l’intreccio attraverso luce e struttura. Il suo contributo ha fuso illuminazione personalizzata con forme scultoree, utilizzando elementi intrecciati per guidare l’illuminazione piuttosto che limitarsi a contenerla. L’opera bilanciava funzionalità e atmosfera, sottolineando come l’artigianato possa operare silenziosamente negli ambienti quotidiani.

Amine Asselman

Amine Asselman

Sayar & Garibeh

Sayar & Garibeh

Sayar & Garibeh hanno infuso il loro caratteristico spirito nella mostra attraverso un’opera di dimensioni mobiliari che combinava materiali tradizionali con forme inaspettate. Attingendo alla vita quotidiana e all’artigianato regionale, la loro opera ha trattato l’intreccio come un atto giocoso, che bilancia utilità, umorismo e familiarità culturale.

Nader Gammas

Nader Gammas

L’architetto e artigiana di Beirut Shaha Raphael ha lavorato a stretto contatto con artigiani per produrre un’opera radicata nella densità e nel flusso materico. Il suo contributo ha enfatizzato il tatto e il peso, sfumando i confini tra mobile, scultura e oggetto rituale. L’opera ha messo in risalto l’intreccio come esperienza sensoriale piuttosto che visiva. L’opera in ceramica di Zein Daouk ha esplorato l’intreccio concettualmente attraverso la sua continua indagine sugli ecosistemi fungini. Le sue forme biomorfe suggerivano interdipendenza e simbiosi, posizionando l’intreccio come metafora della coesistenza tra specie, materiali e narrazioni.

Quando “Destinations” ha chiuso i battenti, era ormai chiaro che la mostra non riguardava tanto la commemorazione di una tecnica distintiva, quanto piuttosto l’esame di come le idee viaggiano, si intrecciano e si trasformano attraverso le regioni. In questo senso, l’intreccio è emerso non come un semplice motivo, ma come un linguaggio condiviso, che lega silenziosamente artigianato, luogo ed espressione contemporanea.

Shaha Raphael

Shaha Raphael

Bahraini-Danish

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