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ruben-modigliani 15/01/2026

Il grado zero dell’ufficio

Alla Galerie kreo di Parigi, la mostra The Office affronta il luogo del lavoro contemporaneo e lo rende astratto – e sottilmente rivoluzionario

Alla Galerie kreo di Parigi, la mostra The Office affronta uno dei luoghi più ordinari e al tempo stesso più determinanti della nostra vita quotidiana: l’ufficio. Ma lo fa partendo da un’idea che potremmo definire di “grado zero”, riducendo la postazione di lavoro ai suoi elementi essenziali e non negoziabili: un tavolo, una lampada, una sedia. In un’epoca di tecnologia portatile, in cui si può lavorare ovunque, sono ancora questi tre oggetti a definire, simbolicamente e fisicamente, lo spazio operativo. Una riduzione all’osso che è il punto di partenza per un ripensamento di senso.

In una società in cui l’attività produttiva è uno dei pilastri dell’identità individuale, The Office non si limita a mettere in scena degli arredi, ma introduce una nuova dimensione del luogo di lavoro: intima, riflessiva, narrativa. Ogni “isola” espositiva, ognuna una ipotetica postazione, scardina con discrezione – ma con decisione – gli schemi estetici consueti dell’ufficio, attraverso dettagli che squarciano il velo di normalità che siamo abituati ad associare a questi oggetti.

Beads T, design Hella Jongerius

Mini Satellite 4 Mirror, design Pierre Charpin | Gemini stool, design Jean-Baptiste Fastrez

Emblematico è lo sgabello di Andrea Branzi, in cui la seduta coincide con la sezione di un tronco d’albero, corteccia compresa: un elemento primordiale che irrompe nello spazio razionale del lavoro. Oppure la rete di Hella Jongerius appoggiata su un tavolo, che evoca insieme la pesca e la magia, grazie alle grandi perle in ceramica che la punteggiano, una presenza quasi rituale e misteriosa.

Accanto a queste creazioni contemporanee, la mostra accoglie anche pezzi storici che funzionano come ancore temporali: il minuscolo tavolo con cassetti di George Nelson Associates, le lampade di Gino Sarfatti e Robert Mathieu. Il dialogo tra epoche e sensibilità diverse rafforza l’idea dell’ufficio come spazio vivo, in continua trasformazione. The Office invita così a guardare la scrivania non solo come un oggetto funzionale, ma come un luogo dell’immaginazione, dove lavoro e pensiero, produttività e introspezione, convivono in equilibrio instabile e fertile.

Photo credits: Alexandra de Cossette, Courtesy Galerie kreo

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