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ruben-modigliani 23/12/2025

Alvar Aalto e l’Italia

Artek ha compiuto 90 anni e celebra la figura del suo fondatore Alvar Aalto (anche) attraverso il racconto della chiesa di Riola, suo unico edificio italiano: un’opera chiave tra modernismo, comunità e progetto

Nel 2025 Artek ha compiuto novant’anni. Per celebrare quest’anniversario l’azienda ha scelto di tornare alla figura di Alvar Aalto, suo fondatore insieme alla moglie Aino Aalto, Maire Gullichsen e Nils-Gustav Hahl, rieditando pezzi d’archivio e raccontando progetti poco conosciuti del maestro. Come la chiesa di Santa Maria Assunta a Riola di Vergato, unica architettura – a parte in piccolo padiglione ai Giardini della Biennale, a Venezia, concepita come struttura temporanea – realizzata da Aalto in Italia. Commissionata negli anni Sessanta dal cardinale Giacomo Lercaro e completata nel 1994, la chiesa rappresenta una traduzione rigorosa dei principi del modernismo nordico nel contesto paesaggistico e spirituale dell’Appennino bolognese.

Inaugurazione della chiesa, nel 1978. Photo © Archivi A. Aalto Italia C.S.M.A. – Fondo Fotografo Angelo Masina

La chiesa era stata voluta da Giacomo Lercaro, cardinale di Bologna, promotore delle innovazioni liturgiche conciliari. Lercaro era entrato in contatto con il lavoro di Aalto nel 1965, visitando una mostra a lui dedicata. L’idea nacque da lì. Un ruolo decisivo nella realizzazione dell’opera venne poi svolto dall’architetto bolognese Glauco Gresleri che, insieme a Giorgio Trebbi, rese possibile l’arrivo di Aalto a Riola e seguì a lungo le vicende progettuali e costruttive della chiesa. La mediazione culturale e professionale di Gresleri fu fondamentale per garantire la continuità del progetto anche negli anni successivi alla morte di Aalto nel 1976 (la chiesa venne inaugurata due anni dopo).

Visita al cantiere della chiesa. In primo piano Aino Aalto. Photo © Archivi A. Aalto Italia C.S.M.A. – Fondo Fotografo Angelo Masina

La relazione tra il progettista e Riola non fu solo formale. In occasione della visita di Aalto, l’intero paese si riunì per accoglierlo; erano presenti tutti gli abitanti e anche la scuola locale portò i suoi bambini. La costruzione della chiesa fu percepita fin dall’inizio come un progetto condiviso dalla comunità.

Nella parte absidale la superficie è ritmata dalla superficie in pietra. Photo @ Archivi A. Aalto Italia C.S.M.A. – Fondo Architetto Giorgio Trebbi

Nella parte absidale la superficie è ritmata dalla superficie in pietra. Photo @ Archivi A. Aalto Italia C.S.M.A. – Fondo Architetto Giorgio Trebbi
 

L’interno della chiesa. Sul fondo, la grande porta che, una volta aperta, prolunga sul sagrato lo spazio interno. Photo © Archivi A. Aalto Italia C.S.M.A. – Fondo Architetto Giorgio Trebbi

L’interno della chiesa. Sul fondo, la grande porta che, una volta aperta, prolunga sul sagrato lo spazio interno. Photo © Archivi A. Aalto Italia C.S.M.A. – Fondo Architetto Giorgio Trebbi

L’edificio è concepito come uno spazio definito dalla luce naturale. Le grandi vele in cemento bianco orientate a nord filtrano l’illuminazione in modo uniforme, costruendo un interno essenziale e misurato. Calcestruzzo, legno e volumi puri instaurano un dialogo diretto con il paesaggio circostante. La Chiesa di Riola è oggi riconosciuta come una delle opere più significative del tardo Aalto e come una testimonianza concreta della sua idea di architettura intesa come sintesi tra progetto, luogo e comunità.

La cerimonia di inaugurazione, nel 1978. Photo © Archivi A. Aalto Italia C.S.M.A. – Fondo Fotografo Angelo Masina

La cerimonia di inaugurazione, nel 1978. Photo © Archivi A. Aalto Italia C.S.M.A. – Fondo Fotografo Angelo Masina

Si tratta di un’opera che distilla il pensiero di Aalto, in linea con i valori che anche Artek porta avanti ancora oggi: promuovere una cultura moderna dell’abitare attraverso la produzione di mobili, illuminazione e oggetti capaci di unire qualità formale, funzione e attenzione ai materiali. Anche il nome è una dichiarazione di metodo: Artek nasce dalla fusione di arte e tecnologia, secondo un’idea condivisa dal Modernismo europeo e dal Bauhaus, che attribuiva alla competenza tecnica e alla qualità produttiva un valore culturale primario.

Le aperture nella volta sono finestre a nastro esposte a nord, garantendo una luce zenitale di grande delicatezza. Photo © Ruben Modigliani

Dettaglio della volta. La luce che filtra dalle finestre assume in modo naturale i colori del paesaggio. Photo © Ruben Modigliani

Artek è stata fondata da un progettista, e questo dato resta centrale per comprenderne il ruolo storico. L’azienda anticipa una linea imprenditoriale che negli anni successivi unirà progettazione e produzione in modo diretto: Tecno con Osvaldo Borsani, Arteluce con Gino Sarfatti, Artemide con Ernesto Gismondi e Sergio Mazza, Moooi con Marcel Wanders (per citarne solo alcune). In questi casi l’impresa non è un semplice supporto industriale, ma parte integrante del processo progettuale.

Nel tornare a Riola per i suoi novant’anni, Artek riafferma le proprie origini: un’idea di progetto che unisce produzione, cultura e responsabilità, e che continua a trovare nell’opera di Alvar Aalto il proprio riferimento centrale.

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