ruben-modigliani 23/10/2025

Progettare lo stile

La mostra Catwalk. The art of the fashion show al Vitra Design Museum racconta come la moda diventa design, spettacolo e specchio della società

La moda è forse la forma di design industriale maggiormente capace di parlare alle emozioni. E le sfilate, malgrado durino di norma pochi minuti, sono momenti progettati in ogni dettaglio – dall’invito alla musica – per veicolare significati complessi, unendo le funzioni di rito sociale, spettacolo mediatico e dichiarazione estetica. Un’opera d’arte totale (citando il concetto di Gesamtkunstwerk, caro a Wagner), in cui architettura, scenografia, suono, coreografia e oggetti costruiscono un’esperienza unitaria. Con la mostra Catwalk. The Art of the Fashion Show (18/10/2025 – 15/02/2026), il Vitra Design Museum dedica un’ampia indagine al linguaggio della sfilata, dai primi del 1900 fino a oggi. Il percorso espositivo è articolato in quattro stanze, ciascuna dedicata a una fase di questa evoluzione.

Paul Poiret’s mannequin parade in his garden in Paris, 1910 © Jean Sébastien Baschet L’Illustration - Photo © Henri Manuel

Paul Poiret’s mannequin parade in his garden in Paris, 1910 © Jean Sébastien Baschet L’Illustration – Photo © Henri Manuel

1. I primi del Novecento: le origini della sfilata
Nella prima sala, fotografie, filmati e materiali d’epoca documentano la nascita della sfilata come pratica di presentazione. Dai salotti di Charles Frederick Worth e Paul Poiret alle passerelle improvvisate nei grandi magazzini americani o sui ponti dei transatlantici, la moda comincia a uscire dagli spazi privati. Tra le opere in mostra figurano i manichini del Théâtre de la Mode, l’esposizione itinerante organizzata nel 1945 per rilanciare la couture francese nel dopoguerra, e filmati originali delle sfilate di Balenciaga negli anni Sessanta.

Film still from 'Who are you, Polly Maggoo?' (1966)

Film still from ‘Who are you, Polly Maggoo?’ (1966)

2. Il prêt-à-porter e la città
La seconda sezione segue la trasformazione della sfilata in fenomeno urbano. Negli anni Cinquanta e Sessanta, con la diffusione del prêt-à-porter, la moda si lega alle sottoculture e al ritmo delle metropoli. Courrèges e Paco Rabanne sperimentano materiali e movimenti, mentre Kenzo trasforma la passerella in una festa. Memorabile la Battle of Versailles del 1973, che segna l’affermazione della moda americana e la nascita di un nuovo immaginario collettivo. Le modelle nere, tra cui Pat Cleveland, ridefiniscono l’idea stessa di eleganza.

CHANEL, Ready-to-Wear, A/W 2017/18, Photo © Helmut Fricke / VG Bild-Kunst Bonn, 2025

CHANEL, Ready-to-Wear, A/W 2017/18, Photo © Helmut Fricke / VG Bild-Kunst Bonn, 2025

3. La sfilata come evento mediatico
Con gli anni Novanta, la sfilata diventa un palcoscenico globale. Le case di moda, sostenute da grandi gruppi industriali, investono in produzioni di scala teatrale. Karl Lagerfeld trasforma per Chanel il Grand Palais in un supermercato, un razzo, un boulevard. Al contempo, designer come Alexander McQueen, Martin Margiela o Viktor & Rolf sperimentano linguaggi opposti: automi industriali che dipingono un abito, performance in luoghi abbandonati, corpi che si stratificano in sequenze rituali. La sfilata diventa un laboratorio di forme e di idee sul corpo e sul consumo.

Alexander McQueen, Ready-to-Wear S:S 1999, “No. 13”, Photo © Robert Fairer

Alexander McQueen, Ready-to-Wear S/S 1999, “No. 13”, Photo © Robert Fairer

4. Il fashion show nell’era iperconnessa
L’ultima stanza affronta la contemporaneità, in cui la sfilata si muove tra spazio fisico e virtuale. La pandemia del 2020 accelera la sperimentazione di formati digitali: Dior presenta una collezione in miniatura in un teatrino di bambole, Loewe invia una Show in a Box, Balenciaga entra nel mondo dei Simpson. Allo stesso tempo, la passerella si carica di significati politici: Rick Owens fa portare le modelle sulle spalle di altre donne, Alessandro Michele (per Gucci) cita il Cyborg Manifesto di Donna Haraway, Balenciaga mette in discussione gli ideali di bellezza con protesi facciali. Mentre la lunga collaborazione tra Prada e lo studio OMA di Rem Koolhaas concretizza il rapporto tra moda e architettura.

Alexander McQueen, Ready-to-Wear, A/W 2006:07, “The Widows of Culloden”, mit Kate Moss als Hologramm, © Helmut Fricke / VG Bild-Kunst Bonn, 2025

Alexander McQueen, Ready-to-Wear, A/W 2006:07, “The Widows of Culloden”, mit Kate Moss als Hologramm, © Helmut Fricke / VG Bild-Kunst Bonn, 2025

Nonostante la velocità della comunicazione digitale, la mostra mette in luce come la sfilata conservi il suo valore di esperienza diretta: momento in cui immagine e presenza coincidono, e in cui il corpo diventa ancora una volta il centro di un racconto collettivo.

Le nostre ultime storie

Rooftop with a view
Minutes icon
1 minuto

Rooftop with a view

The rooftop of the Falkensteiner Hotel WaltherPark in Bolzano, offering views of the Dolomites, is enhanced by the bioclimatic pergola designed by KE

Portfolio
The art of working
Minutes icon
2 minuti

The art of working

In Paris, Gustave Collection introduces a new concept of workspaces endowed with the allure of a luxury hotel

Office & Retail
IFDM Interviews: Eugeni Quitllet
Minutes icon
5 minuti

IFDM Interviews: Eugeni Quitllet

Eugeni Quitllet discusses the Libre chair for Pedrali. A project that combines freedom of movement, technical innovation, and an emotional design, the result of a long and fruitful collaboration that pushes material to the limits of what is possible

People
At Pina's table
Minutes icon
2 minuti

At Pina's table

Born from Tommaso Zorzi’s family memories, La Pina1930 is a tableware collection that reinterprets porcelain, textiles and everyday objects through a contemporary design language, blending references to 20th-century Milan, fairy tales and the rituals of daily life

Design
The future of Triennale
Minutes icon
2 minuti

The future of Triennale

Following the appointment of Vincenzo Trione as President, Triennale Milano enters a new phase. With Michele De Lucchi appointed Creative Director and Director of the Italian Design Museum, the institution unveils its strategic vision for 2026–2030

Design
Poliform Café: beyond the showroom
Minutes icon
1 minuto

Poliform Café: beyond the showroom

Poliform’s new flagship store is opening in the heart of Milan: three floors dedicated to residential design and a new experiential concept featuring the Poliform Café. A project that goes beyond the traditional concept of a showroom to create a space where design, art and conviviality come together

Retail