
Entrare nel mondo di Marmomac è come varcare la soglia di un universo parallelo, dove la pietra naturale regna sovrana. Ma cosa accomuna robot guidati dall’AI, le sculture di Maurizio Cattelan, i candelabri di Paolo Stella, l’installazione di Hannes Peer per Margraf all’ultima Design Week milanese e l’espressione corrucciata di un capo-cava? La risposta è Marmomac, l’evento che celebra la pietra naturale in tutte le sue forme, dall’arte alla tecnologia, dalla tradizione all’innovazione.

November (2023), Maurizio Cattelan
La diciassettesima edizione del Best Communicator Award ha brillato con una novità: la categoria Forbes Selection, che ha premiato le personalità che hanno saputo comunicare con efficacia, innovazione e creatività il mondo della pietra naturale in tutte le sue sfaccettature. Il premio è andato all’artista Maurizio Cattelan, celebrato per aver saputo coniugare riflessione artistica e tecnologie avanzate nelle sue opere in marmo di Carrara esposte a Bergamo.

Complementi collection, design Paolo Stella

Complementi collection, design Paolo Stella
Paolo Stella, influencer e direttore creativo, è stato premiato per aver reso accessibile il marmo nella sfera domestica con le sue linee di arredo COM|PLE|MEN|TARE e POR|TAN|TE. Infine, Hannes Peer, con la sua installazione “Crash” realizzata per Margraf al Salone del Mobile 2025, ha ricevuto il premio per aver rovesciato le percezioni sul marmo, trasformandolo da superficie decorativa a materia dinamica capace di evocare urto, fragilità e metamorfosi.

Yuri Ancarani, Il Capo, 2010, © Studio Ancarani, ZERO…, Isabella Bortolozzi Galerie
Una menzione speciale è stata riservata a Yuri Ancarani per il suo cortometraggio “Il Capo”. Accanto a questa nuova categoria, il premio ha mantenuto la sua anima originaria, con riconoscimenti dedicati agli espositori di Marmomac 2025 nelle categorie Visioni, Pietra Naturale e Tecnologia. Un tributo all’eccellenza nella comunicazione, un elemento fondamentale per valorizzare un settore in continua evoluzione.

Robot One S by Robotor
La bellezza della pietra, però, trova un controaltare altrettanto affascinante nei padiglioni dedicati ai macchinari. Qui, dove l’Italia si conferma leader indiscussa, presentando le ultime innovazioni in fatto di robotica, intelligenza artificiale e automazione, la filiera della pietra naturale evolve, abbracciando una meccanica sofisticata, sostenibile e sempre più integrata con il digitale, dimostrando che l’eccellenza del settore si racconta anche attraverso la tecnologia. Ne è un chiaro esempio l’azienda Robotor che affianca artisti internazionali, del calibro di Jeff Koons e Maurizio Cattelan, nella realizzazione delle proprie sculture grazie alla tecnologia robotica guidata dall’AI e applicata alla pietra.

L’edizione 2025 ha celebrato la sua eccezionalità estetica con un tocco artistico, proiettando “Il Capo” di Yuri Ancarani. Il film, nato in collaborazione con l’azienda Gemeg, che estrae ed esporta il marmo proveniente dalle proprie cave di Massa, a distanza di 15 anni dalla sua prima apparizione alla Biennale del Cinema di Venezia, continua a incantare, trasmettendo il fascino primordiale delle cave di marmo. Quest’anno, le proiezioni giornaliere del capolavoro di Ancarani sono state affiancate da un’esperienza sensoriale inedita: una playlist dedicata ai suoni del marmo, un viaggio sonoro che accompagna l’ascoltatore dalle profonde estrazioni in cava alle sapienti lavorazioni in laboratorio.

Fabula Litica – Photo © EnneVi
Il cuore pulsante della cultura a Marmomac è senza dubbio The Plus Theatre, un laboratorio di riflessione e sperimentazione giunto alla sua quarta edizione. Quest’anno, il padiglione 10 ha ospitato talk, lectio, workshop e quattro mostre tematiche dedicate all’universo lapideo. Tra le attrazioni principali, “Fabula Litica: La Foresta Incantata“, una mostra curata da Giuseppe Fallacara, ha presentato un paesaggio narrativo scolpito nella pietra naturale, con una monumentale foresta di alberi lapidei che ospita progetti nati dalla collaborazione tra università prestigiose e aziende leader. Altrettanto affascinante è stata la mostra performativa “Epiphanies”, curata dal designer Raffaello Galiotto, che ha esplorato nuove frontiere applicative della pietra naturale, con un focus particolare sulla stampa 3D. The Plus Theatre ha inoltre ospitato “Liminal Stone. Memoria e innovazione in architettura”, una preview di progetti finalisti del premio Dedalo Minosse, con un focus sul ruolo della committenza.

Planetario by Margraf, design Raffaello Galiotto – © RaffaelloGaliotto
I progetti firmati da Amedeo Schiattarella e Julie Gilbert dello studio Salima Naji si sono distinti per il trattamento della pietra come elemento identitario, materializzando un approccio culturale attento al valore della materia e del tempo. I talk di The Plus Theatre hanno visto protagonisti come Davide Fabio Colaci, che ha offerto una riflessione critica sul ruolo dell’ornamento in architettura, e Yuri Ancarani, che ha esplorato il ruolo della pietra nell’espressione creativa contemporanea. La geologa Grazia Signori e il sound designer Tommaso Simonetta hanno infine proposto un viaggio multisensoriale che unisce studio scientifico della pietra, percezione e suono.

Antolini booth, design Alessandro La Spada
Anche l’edizione di quest’anno ha attirato un vero e proprio esercito di professionisti del settore: circa 1.400 aziende, capaci di generare un fatturato aggregato di 10 miliardi di euro, hanno scelto Verona per promuovere il proprio business. La fiera si conferma un hub globale, con oltre due terzi degli espositori provenienti dall’estero e delegazioni da più di 40 mercati, trasformando Verona nella capitale mondiale del marmo, del granito, delle pietre ornamentali e delle tecnologie di lavorazione.








