
Maison&Objet è tornata a Parigi con un’edizione che guarda al futuro e ai talenti emergenti. Il tema conduttore è la “nuova guardia” del design: progettisti e brand che si distinguono per audacia, approccio responsabile e una visione capace di rinnovare linguaggi e modalità produttive.

Biocement, design Friedrich Gerlach – Photo © Julia Huhnholz

Gabriel Tarmassi – Photo © Katharina Meixner
Tre i programmi principali che compongono questo ecosistema: i Rising Talent Awards, il Future On Stage e gli spazi Factory. Proprio Future On Stage, giunto alla sua sesta edizione, entra nel cuore del Design District per valorizzare tre giovani realtà selezionate da una giuria internazionale: la norvegese Drobe, con la sua valigia che si apre e diventa un armadio; Yüssée, marchio parigino che propone esperienze sensoriali legate alle stagioni cinesi; e Hilo, da Monaco, che rivoluziona il mobile con soluzioni modulari e senza viti, pensate per la vita urbana.

M&O Factory 2024 – Photo ©Anne-Emmanuelle Thion
Accanto a loro, le aree Factory raccolgono oltre quaranta nuovi brand, spaziando dall’enogastronomia al design per l’infanzia. Tra i nomi: OSCO con i suoi aperitivi analcolici, Maison Primavera per la tavola, e Fabli, lettore interattivo dedicato ai più piccoli. Factory si articola in diverse anime: da Factory by Ulule, dedicato all’imprenditoria creativa, a Factory by La Ville de Paris, che mette in luce i talenti con etichetta “Fabriqué à Paris”, fino a Factory by Paris Design Week, che porta in fiera sei ex partecipanti della Design Week con spazi pronti all’uso.

Yüssée by Yuan Yuan & Cédric Guennoc

Hilo, design Adeline Michelotti
Il Design District diventa così un laboratorio sperimentale, affidato quest’anno al collettivo Hall Haus, già noto sulla scena francese per i suoi progetti che intrecciano funzionalità, sostenibilità e radici culturali. La loro direzione artistica immagina uno spazio immersivo fatto di energia urbana, scenografie modulari e una segnaletica dinamica, dove ogni studio trova visibilità e possibilità di dialogo.

Factory Spaces – Photo © Anne-Emmanuelle Thion
La selezione si arricchisce con il contributo di Pauline Vincent, fondatrice di La Romaine Édition, che porta in primo piano un design sensoriale e poetico con realtà come Maison Balzac e la designer franco-americana Sophie Lou Jacobsen.

Bucket bucket bag by Atelier Penso

Gram by Sœur & Mer
Parallelamente, il Paris Design Week Factory nel Marais conferma il suo ruolo di piattaforma internazionale: oltre 150 creativi da tutto il mondo esploreranno il tema della “Rigenerazione” attraverso mostre, installazioni e un ciclo di talk curato da Formae.
Con questa edizione, M&O intreccia fiera e città in un racconto collettivo. Un manifesto che celebra il design come linguaggio vivo, capace di dare spazio a nuove generazioni e di ripensare i confini della creatività contemporanea.








