
Che Helsinki sia una città dove l’amore per l’arte incontra quello per la natura e per gli animali, lo si percepisce appena si mette piede in aeroporto. Nel posto più insospettato, i bagni del terminal, si diffondono cinguettii di uccelli, tanto realistici che per un istante si ha l’impressione di trovarsi in un bosco.
Per raggiungere il treno, puntualissimo e silenzioso, che collega l’aeroporto al centro città, si scende lungo una maestosa scala mobile. Su una delle ampie pareti in cemento, sono proiettate immagini di danza contemporanea: si tratta spesso di installazioni video legate al rinomato Finnish National Opera and Ballet, un “antipasto” di questa fusione tra arte e attenzione sensoriale che accompagna il visitatore per tutto il soggiorno.
Di dimensioni contenute, senza la presenza di edifici che sovrastino gli altri, sobria e nel contempo creativa nell’architettura, Helsinki è una città che riflette perfettamente l’etica del suo popolo: l’attenzione per la collettività, il rispetto dei ritmi altrui, l’inclinazione per l’introspezione e una calma che regna sovrana.
Le automobili si fermano a grande distanza per lasciar passare i pedoni; nelle piazze non si incontrano statue equestri o monumenti celebrativi, bensì sculture di orsi, foche e altri animali. Certo, non sarà la città ideale per chi ricerca bagordi notturni, ma è perfetta per chiunque coltivi un progetto creativo nel cassetto, in un paese dove il tempo libero è cosa sacra. In più, grazie all’efficienza dei trasporti e alla compattezza del centro, Helsinki si presta molto bene ad essere scandagliata, anche da chi ha poco tempo.

Central Railway Station, Helsinki – Photo © George Trumpeter
Primo impatto: il centro città
Il primo colpo d’occhio architettonico lo si riceve alla stazione centrale, in stile Jugendstil. L’ingresso è sorvegliato da due imponenti figure maschili in pietra che sorreggono sfere luminose. Queste statue, note ai locali come “i portatori di lanterna”, vengono occasionalmente vestite a tema in occasione di eventi o celebrazioni cittadine; memorabile l’episodio in cui vennero travestite da membri della band Kiss, in concomitanza con il concerto cittadino della band inglese.

Original Sokos Hotel Vaakuna, Helsinki – Photo © Riikka Kantinkoski
A pochi passi dalla stazione si trovano due hotel emblematici. Il primo è l’Original Sokos Hotel Vaakuna, elegante edificio anni ’50, poco distante, il Solo Sokos Hotel Torni merita una visita anche solo per il bar panoramico situato all’ultimo piano: una vista a 360 gradi sulla città e, in determinati periodi dell’anno, la possibilità di assistere a tramonti che sfiorano la mezzanotte. Questo è stato il primo “grattacielo” di Helsinki, con i suoi 14 piani inaugurati nel 1931, ed ancora oggi sorprendentemente è l’edificio più alto.

Esplanade Park, Helsinki – Photo © Tero Sivula
Passeggiata mattutina
L’ideale per un passeggiata mattutina è l’Esplanade, il parco che attraversa il cuore cittadino. Fiancheggiato da boutique di design, caffè storici e gallerie, è il luogo perfetto per osservare la vita quotidiana: coppie in bicicletta, artisti di strada, bambini che giocano sotto gli alberi secolari.

Helsinki cathedral – Photo © Florian Augustin
Non lontano dal parco si apre la vista sulla Cattedrale di Helsinki (Tuomiokirkko). Bianca, neoclassica, posta su un’altura che la rende visibile da gran parte della città, è uno dei simboli più riconoscibili della capitale finlandese.

Temppeliaukio Church, Helsinki – Photo © Wirestock Creators
Un’altra icona architettonica di Helsinki è la Chiesa di Temppeliaukio, conosciuta anche come “chiesa nella roccia”. Questa originalissima architettura di cemento brutalista è stata scavata in parte direttamente nella roccia granitica, e la sua forma circolare ricorda un’astronave di qualche spin off di Star Wars, incagliatasi per qualche oscura ragione in un insospettabile quartiere residenziale. Il tetto della chiesa ricorda un’istallazione di Eliseo Mattiacci, con la sua cupola in rame che lascia filtrare la luce naturale, creando un ambiente raccolto e suggestivo.

Ateneum Art Museum, Helsinki – Photo © Ilari Nackel
Tra arte e natura
Il centro di Helsinki pullula di musei, da quello di arte moderna Ateneum, che al momento ospita una mostra dedicata alle donne artiste dell’800, al nuovo fiammante Amos Rex, uno spazio espositivo contemporaneo, contiguo ad un raffinato centro commerciale. L’eccezionale mostra in corso – dedicata ad Anna Estarriola – riflette sul corpo umano e il suo disfacimento.

Kiasma, Museum of Contemporary Art, Helsinki – Photo © George Trumpeter
Proseguendo verso ovest si raggiunge Kiasma, altro polo dell’arte contemporanea. L’edificio, progettato dall’architetto americano Steven Holl, si sviluppa in curve e volumi inaspettati. Le mostre attuali includono una potente mostra di Monira Al Qadiri, artista originaria del Golfo, che intreccia immaginari futuristi e post-petroliferi; e un progetto di Dafna Maimon incentrato sul dualismo corpo-anima, dove il tratto umoristico si mescola a una riflessione profonda su quanto il nostro pensiero sia influenzato in realtà dai nostri intestini.

HAM – Helsinki Art Museum – Photo © Zabotnova Inna
Per pranzo si può sostare al Ravintola Ateljé Finne, raffinato bistrot situato nello storico atelier dello scultore Gunnar Finne. Accanto si trova l’HAM – Helsinki Art Museum, che ospita collezioni permanenti di artisti finlandesi e mostre temporanee internazionali. In quest’estate 2025, il museo è uno dei poli principali della Biennale di Helsinki, con installazioni diffuse tra spazi interni e opere pubbliche nel centro città.

Vallisaari island, Helsinki biennial 2021 – Photo © Natsku
Nel pomeriggio, un traghetto dal porto di Kauppatori conduce a Vallisaari, isola affacciata sull’arcipelago di fronte alla capitale. Un tempo base militare, oggi è un’oasi verde con sentieri tra le rocce, panorami sul Baltico e una grandissima biodiversità. L’isola è anche il secondo luogo espositivi della Biennale: tra fortezze abbandonate e rifugi naturali si incontrano sculture, video-installazioni e interventi site-specific che dialogano con l’ambiente.

Kallio district, Helsinki – Photo © Kuvatoive
I quartieri alternativi: Kallio, Design District, Punavuori
Lasciato il centro, ci si può avventurare verso i quartieri più alternativi. Il primo è Kallio, corrispettivo finlandese del Pigneto romano, del Fitzroy di Melbourne o della Plaine di Marsiglia: solo molto molto più tranquillo. Un tempo quartiere operaio, oggi ospita bar indipendenti, negozi vintage e caffetterie dove il matcha latte è servito su ceramiche artigianali. Se si arriva al mattino presto, si trova ancora tutto chiuso; ma è proprio in quei momenti di sospensione che si percepisce meglio il carattere del luogo, e magari si può fare un salto nella chiesa e nella biblioteca di quartiere, piccoli gioiellini architettonici dal carattere squisitamente nordico.

Design District, Helsinki – Photo © Olezzo
Verso sud si estende il Design District, una zona che include anche Punavuori, quartiere residenziale e artistico. Le strade sono fiancheggiate da edifici Art Nouveau perfettamente restaurati. Qui trovano casa piccole gallerie, negozi di oggetti fatti a mano, atelier di moda e showroom di design locale. L’ideale è passeggiare senza meta tra queste vie, lasciando affascinare da ristorantini, boutique di tè e abbigliamento.

Finlandia Hall, Helsinki – Photo © Chris Hall
Finlandia Hall: epilogo in musica e architettura
Per concludere la giornata, si può cenare al Finlandia Bistro, un luogo che per la sua atmosfera soffusa, non può che restituire l’illusione di essere in un film di Kaurismaki. Il ristorante si trova all’interno della Finlandia Hall, progettata da Alvar Aalto, nel quale si trova anche il suo appartamento. L’edificio è composto da un grande corpo basso e largo, sormontato da una torre auditorium. Le facciate bianche in marmo di Carrara si abbinano ai tetti in rame verde, mentre i serramenti sono in teak. Qui si tengono concerti, eventi, mostre: se la programmazione lo consente, vale la pena fermarsi per una performance. In alternativa, anche solo una visita agli spazi interni offre un’ultima occasione per lasciarsi sorprendere da quella leggerezza strutturale che sembra appartenere a Helsinki come a nessun’altra città.







