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giulia-guzzini 16/06/2025

Ogni giorno è un nuovo inizio

In occasione del premio ricevuto al Madrid Design Festival lo scorso marzo, Paul Smith ha avuto una stimolante conversazione con il critico Deyan Sudjic, ripercorrendo il suo straordinario percorso da giovane designer a icona di riferimento nel mondo della moda

La sua storia ha inizio con una piccola sfilata a Parigi nel 1976. Senza grandi finanziamenti, l’evento si tenne nell’appartamento di un amico, con un’atmosfera intima e personale: gli amici facevano da modelli, Pauline, sua moglie, cuciva i pantaloni a mano, la musica veniva riprodotta da audiocassette e gli invitati dovevano suonare il campanello per entrare. Un inizio umile, in netto contrasto con le opulente sfilate di oggi, che arrivano a costare anche 600.000 sterline per soli undici minuti.

Smith ha scelto di recente di abbandonare le sfarzose sfilate a favore di presentazioni più raccolte, dove illustra personalmente i suoi capi, parlando delle ispirazioni dei tessuti e delle origini del design. Questo approccio si oppone alla tendenza del settore, che spesso privilegia il “buzz” sui social media rispetto alla reale attenzione per il design. Smith si rammarica che le prime file siano ormai popolate da influencer più interessati a farsi fotografare che ad apprezzare il lavoro artigianale dietro le collezioni. Presentando le sue creazioni di persona, Smith riscopre un contatto diretto, traendo ispirazione da elementi personali come la passione di suo padre per la fotografia e sfidando l’omologazione degli eventi di moda odierni.

Un segno distintivo dell’etica del design di Paul Smith sono le sue iconiche strisce, una testimonianza della sua intraprendenza e creatività. Inizialmente limitato dal budget, ha lavorato con tessuti di scorta disponibili in semplici strisce. Man mano che il suo marchio cresceva, Smith ebbe l’opportunità di esplorare modelli più innovativi, creando strisce che inizialmente presentavano 27 colori prima di raffinarle a 14, senza perdere la loro vivacità. A differenza di molti designer che si affidano a strumenti digitali, Smith preferisce un approccio tattile, utilizzando cartoncino e filo per visualizzare i suoi progetti. Questo metodo consente un’interazione unica di colori che è tridimensionale, offrendo una profondità che i design digitali piatti non possono raggiungere. Le sue strisce sono da allora diventate iconiche, inizialmente pensate per una stagione ma rimaste un punto fermo grazie al loro fascino duraturo.

Smith contrappone le esigenze frenetiche del mondo della moda con altri settori del design come quello automobilistico, dove lo sviluppo del prodotto può richiedere anni. Questa lunga linea temporale contrasta con la pressione nella moda per fornire nuove collezioni frequentemente a causa delle richieste globali di novità, spesso guidate dai programmi dei grandi magazzini. Nonostante il rapido turnover, Smith apprezza questo ambiente dinamico, sfruttando la sua esperienza in varie discipline del design per arricchire il suo lavoro. Le sfide di mantenere la creatività e l’originalità in un mondo dominato dalla produzione di massa sono notevoli, eppure Smith le affronta con finezza, assicurando che ogni pezzo conservi la sua individualità e il suo fascino.

Oltre alla moda, Smith si è avventurato in diversi progetti, tra cui il lavoro con il Museo Picasso e il contributo creativo per film come “La talpa”. Queste esperienze sottolineano la sua convinzione nell’abbracciare approcci di pensiero laterale e inaspettati al design, permettendogli di infondere ai progetti una visione distintiva che sfida i percorsi convenzionali. Per lui, la gioia della creazione sta nel trasformare un’idea dal concetto alla realtà, che non deve sempre tradursi in un enorme successo commerciale, ma deve risuonare personalmente e con coloro che sperimentano il prodotto finale.

Con un vasto archivio che informa sia i suoi design che i giovani designer, Smith custodisce l’eredità che continua a costruire. Il suo impegno per l’artigianato è evidente in ogni aspetto, dalla sua rigorosa etica del lavoro che coinvolge rituali mattutini alle lunghe ore dedicate a coltivare il suo marchio, guidato dal mantra che “ogni giorno è un nuovo inizio”. Questa filosofia assicura che il suo lavoro rimanga fresco e pertinente anche mentre il panorama della moda si evolve. La dedizione di Smith alla sua arte e la sua capacità di trovare gioia in ogni sforzo di design garantiscono che le sue creazioni continueranno ad affascinare e ispirare, favorendo una profonda connessione con coloro che apprezzano l’arte dietro il suo lavoro.

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