Cannes Yachting Festival
redazione 7/04/2025

L’idea che fa ruotare il mondo

Serralunga festeggia 200 anni di innovazioni nel design outdoor. Grazie alla stampa rotazionale, scoperta negli anni '70, e collaborazioni con designer di fama, l'azienda porta eleganza e funzionalità nelle case, con un occhio alla sostenibilità e alla sperimentazione estetica

«L’abbondanza delle cose celava la scarsità delle idee e il logoramento di ogni credo»: si commuove quasi, Marco Serralunga, mentre cita il premio Nobel Annie Ernaux. «Questo è al tempo stesso quello in cui credo e quello contro cui combatto. Alla Serralunga noi abbiamo sempre cercato di concentrare i nostri sforzi e le nostre idee per rendere elegante e accessibile il mondo del forniture e dell’outdoor». Nata come conceria a Biella nel 1825, Serralunga compie 200 anni: da sei generazioni produce mobili da esterno famosi per coniugare design, tecnica ed estetica. «Siamo nati prima ancora che si facesse l’Italia. Siamo piemontesi, nel nostro territorio si incontrano eccellenze come Zegna, Loro Piana, Cerruti 1881, tutte aziende che come noi hanno applicato quella che io chiamo una tradizione dinamica» continua Serralunga.

Nello specifico, è con la stampa rotazionale che Serralunga cambia la sua storia: «Marco, tu sei l’uomo che ha fatto ruotare il mondo, mi prendeva in giro Elio Fiorucci». Tecnologia sviluppatasi negli Stati Uniti nel corso della seconda metà del Novecento, veniva utilizzata per realizzare serbatoi, cisterne e contenitori chimici resistenti, privo di saldature, leggeri, trasportabili. «L’ha scoperta mio padre, viaggiando negli Stati Uniti sul finire degli anni Settanta, nel corso di alcune fiere delle tecnologie plastiche» continua Serralunga.

«Siamo stati i primi a pensare che quella tecnologia, prettamente industriale, avrebbe potuto essere sfruttata in tutt’altro ambito e modo». Il sistema infatti era perfetto per essere applicato al mondo dell’outdoor, a patto di avere la visionarità per comprenderlo: «Abbiamo sempre avuto la lungimiranza di cambiare la destinazione d’uso della tecnologia o dei prodotti». Questo negli anni, s’è tradotto Vas One, prodotto iconico, estremo, fuori scala. Ma anche la scelta di mettere una luce in un vaso o creare vasi laccati («La tecnologia quella volta la prendemmo dai camion dell’Iveco»).

Nel tempo, altri hanno applicato la stessa tecnologia all’arredamento outdoor. Talvolta, aggiunge Serralunga, con risultati sospettosamente simili: «Dicono che essere copiati è sinonimo di successo, me lo ripeteva sempre Paolo Rizzatto. Rispetto a tanti che si sono avventurati nella stampa rotazionale, per poi lasciare perdere, o con scarsi risultati, noi abbiamo fatto della coerenza la nostra forza, il nostro elemento di successo e di riconoscibilità sul mercato». Basti citare i divani con cuscini in tessuto e base rotazionale in plastica o i vasi che si possono avvitare al terreno con l’aiuto di una punta in acciaio («Santavase di Denis Santachiara, uno dei miei preferiti, ha una poeticità meravigliosa!»). Tra le collaborazioni, l’eleganza e la raffinatezza di Paolo Rizzatto, autore tra gli altri della Panca Romeo e della panchina Giulietta. Marc Sadler maestro di pensiero della tecnica con le sue lampade e vasi con luce, e i lettini Aqua. O ancora Zaha Hadid, le cui iconiche forme morbide hanno abbracciato, tra non poche sfide, tavoli e divani. La coerenza nella strategia d’impresa di Serralunga, va detto, s’estende anche ad una costanza estetica. 

Non poco, per un brand che in duecento anni ha incrociato i destini creativi, le menti visionarie e le forti personalità di pesi massimi del design quali Vico Magistretti, Ettore Sottosass, e poi Philippe Starck, Patricia Urquiola, Jean-Marie Massaud e Karim Rashid: «Siamo biellesi, la nostra è un’eleganza di un certo tipo, non priva di ironia. Ma stiamo attenti, perché il confine tra ironia e volgarità è molto sottile, come amava ripetere Nino Cerutti».

L’uso della stampa rotazionale per prodotti in plastica, continua Serralunga, oggi permette al brand di presentare prodotti leggeri, durevoli, riciclabili, esteticamente intriganti. Senza mai sottrarsi alla sfida: «Così è nata Moleskin, una lavorazione artigianale da noi inventata e brevettata che prevede una sopra di grattamento della plastica per ottenere l’aspetto di un tessuto dalla plastica». Così da evitare, spiega, vernici o trattamenti anti-ecologici.

Resistente, si asciuga velocemente e ha numerose applicazioni, dai lettini ai tavolini, dai vasi alle poltrone. Soprattutto, omaggia un senso spesso meno sfruttato dall’outdoor, quello del tatto: «Lo spazio outdoor, oggi, è il vero lusso. E questo vale in ogni metropoli, in ogni nazione. Noi pensiamo non solo arreda il grande attico in centro città, ma anche alla giovane coppia che cerca un divanetto a due posti per il terrazzino. Non creiamo mai tanto per fare. Noi produciamo un contenuto, un’applicazione, un’intelligenza».

Le nostre ultime storie

Rooftop con vista
Minutes icon
1 minuto

Rooftop con vista

Il rooftop del Falkensteiner Hotel WaltherPark di Bolzano, con vista sulle Dolomiti, è valorizzato dalla pergola bioclimatica progettata da Ke

Portfolio
L’arte di lavorare
Minutes icon
2 minuti

L’arte di lavorare

A Parigi, Gustave Collection è un’idea nuova di spazi pensati per il lavoro ma con l’appeal di un hotel di lusso

Office & Retail
Le interviste di IFDM: Eugeni Quitllet
Minutes icon
5 minuti

Le interviste di IFDM: Eugeni Quitllet

Eugeni Quitllet racconta la sedia Libre per Pedrali. Un progetto che unisce libertà di movimento, innovazione tecnica e un design emozionale, frutto di una lunga e proficua collaborazione che spinge la materia al limite del possibile

People
A casa di Pina
Minutes icon
2 minuti

A casa di Pina

Dalla memoria familiare di Tommaso Zorzi nasce La Pina1930, una collezione per la tavola che reinterpreta porcellane, tessili e accessori attraverso il linguaggio del design contemporaneo, tra richiami alla Milano del Novecento, fiabe e rituali quotidiani

Design
La Triennale del futuro
Minutes icon
2 minuti

La Triennale del futuro

Con la nomina di Vincenzo Trione alla presidenza si apre una nuova fase per Triennale Milano. Un assetto rinnovato, guidato da Michele De Lucchi come Creative Director e Direttore del Museo del Design Italiano, delinea la strategia dell'istituzione per il quadriennio 2026-2030

Design
Poliform Café, oltre lo showroom
Minutes icon
2 minuti

Poliform Café, oltre lo showroom

Nel cuore di Milano apre il nuovo flagship store Poliform: tre piani dedicati al design residenziale e un nuovo format esperienziale con il Poliform Café. Un progetto che supera il concetto tradizionale di showroom per creare un luogo di incontro tra design, arte e convivialità

Retail