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ruben-modigliani 22/10/2024

Maximo by Nardi, una storia di sostenibilità & design

Nel sistema di sedute imbottite da esterni progettato da Raffaello Galiotto quelli di versatilità e di sostenibilità sono due concetti portanti. Come ci spiega il suo autore

Da qualche anno, complice anche la riscoperta degli spazi esterni legata alla pandemia, il settore dell’arredamento outdoor sta vivendo un momento di grande vitalità, anche in termini di offerta di mercato e di progetto, con lo studio di soluzioni sempre più versatili. Va in questa direzione il divano Maximo, presentato da Nardi come novità al Salone del Mobile.Milano 2024 e disegnato da Raffaello Galiotto.

Con struttura in resina rigenerata, Maximo è in realtà un sistema modulare dalle infinite possibilità di combinazione, configurabile (e riconfigurabile a piacere) in modo semplice, pensato sia per un uso domestico sia per il mondo contract. La versatilità è una delle sue carte vincenti insieme alla sostenibilità, perché nasce da prodotti riciclati ed è a sua volta riciclabile. Elementi che hanno valso al progetto l’Innovation Award nel premio Best of NeoCon 2024.

«Il progetto è un’evoluzione di Komodo, il primo sistema di sedute che abbiamo realizzato con Nardi», spiega Galiotto. «Abbiamo ingrandito il modulo base, da 70 x 70 siamo passati a 80×80 cm: una seduta più grande, più importante, che implica un’esperienza di utilizzo diversa, meno verticale, più legata al relax. Già questo porta a una differenza qualitativa importante, che ci ha indirizzati verso un disegno più lineare e sofisticato». Si tratta di un sistema che nasce per vivere all’aria aperta (materiali e lavorazioni sono pensati per poter resistere alla pioggia e alla salsedine).

Raffaello Galiotto

«Maximo è concepito per un uso all’aria aperta ma che può anche essere destinato all’interno, per esempio in quelle aree dove la presenza di grandi vetrate consente di poter spostare gli arredi da dentro a fuori o viceversa, magari ambientandoli in situazioni come verande e serre che ricreano la natura», prosegue il designer. Lo studio sui materiali di Maximo viaggia su due binari paralleli: la praticità d’uso e la sostenibilità. La struttura è in resina rigenerata e non teme le intemperie. Tutti gli elementi imbottiti sono sfoderabili, quindi il rivestimento si può togliere, lavare, pulire, rimettere. Non solo: hanno anche una copertura water repellent, un sistema per disperdere l’umidità ed evitare ristagni. Per i rivestimenti, inoltre, sono stati scelti tessuti acrilici water repellent Sunbrella®, con il 50% di materia prima riciclata e ulteriormente riciclabile.

Anche la versatilità e riconfigurabilità di Maximo vanno, a ben vedere, nella direzione della sostenibilità: questo sistema, infatti, si presta a rispondere a esigenze diverse e variabili: la sua adattabilità favorisce il riuso, anche nel caso del privato, che magari cambia casa e ha bisogno di riconfigurare, comporre o scomporre le sedute.

Il sistema di aggancio tra i vari moduli è quello che permette di posizionare schienali e braccioli: è fondamentale ma non si vede. Diamo di nuovo la parola al designer, che conclude così: «È una soluzione di cui siamo molto soddisfatti, il design è funzionalità ma anche pulizia formale. Dovevamo studiare un sistema di aggancio sagomato esteticamente integrato alle forme del divano: sembra elementare ma in realtà è stato complicatissimo da risolvere».

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