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antonella-mazzola 1/08/2024

Anima bohemien in Dubai

As the new luxury landmark in the heart of Dubai, The Lana showcases the sophisticated approach of French duo Gilles & Boissier by creating a design-led experience that fuses minimalism with decor in every space, from the foyer to the spa

Owner: Omniyat
Developer: Dorchester Collection
Architectural design: Foster + Partners
Interior design: Gilles & Boissier
Furnishings: custom made on design by Gilles & Boissier
Artists: Nancy Tschetner, Flavie Audi, Sergio Ruffato, Matthew Simmonds, Krystel Cardenas, Sophie Coryndon, Latifa Saeed, Daniela Busarello, Rebecca Gouldson, Margaux Pecorari, Mathilde Labrouche, Claudia Moseley and Edward Shuster, Katrin Paul
Photo Credits: CAI YUNPU Shooting, Dorchester Collection

Prima proprietà in Medio Oriente di Dorchester Collection, nonché nuovo capitolo del brand in fatto di design e cura senza tempo, The Lana si affaccia sul vivace quartiere di Business Bay, a Dubai, ospitato in un imponente edificio di 30 piani progettato da Foster + Partners per rispondere all’ambiente circostante con giardini interconnessi, un podio centrale – The Lana Promenade – dove si concentrano negozi e ristoranti, e una panoramica piscina sul rooftop. Lo spazio e la luce, influenzati dal minimalismo moderno e dal clima di Dubai, sono le caratteristiche salienti degli interni firmati da Gilles & Boissier. I designer francesi hanno tratto ispirazione dal vibrante arazzo culturale degli Emirati Arabi Uniti, concentrandosi sui dettagli e utilizzando trame intricate. 

Nella lobby, due ali distintive in alabastro rosa fungono da punti focali mentre la tavolozza di colori rilassanti agisce per controbilanciarne l’imponenza. Elementi distintivi come cornicioni, archi e curve sono stati invece inseriti per conferire profondità e carattere allo spazio. La delicata stratificazione dei materiali impiegata da Gilles & Boissier è particolarmente evidente in questo spazio, mostrando diversi materiali lapidei perfettamente integrati per creare un pavimento simile a un caleidoscopio.

Ispirato al fenomeno di un’eclissi, l’oggetto illuminante dell’area della reception inonda lo spazio di luce creando un’interazione visiva con l’atmosfera scura e intima del bar della hall. Se le aree pubbliche vantano un’estetica moderna ispirata allo spirito cittadino, le 225 camere – di cui 69 suite – assumono un aspetto più tradizionale riponendo l’eccezionalità non tanto nella complessità quanto nelle sensazioni evocate dal design. In questi spazi Gilles & Boissier hanno sapientemente fuso elementi di decor tradizionali e contemporanei per garantire un’atmosfera giocosa e unica, volutamente semplice. L’immediata sensazione di calma e comfort è restituita dalla palette che incorpora marmi Volakas e Calcatta Oro, nonché legno di noce e rovere affumicato, creando una miscela di chiaro e scuro supportata dall’illuminazione ambientale. 

Nei bagni, viste accattivanti e luce naturale sono sapientemente combinate per creare un’esperienza sensoriale, mentre le modanature inglesi si estendono dagli spazi adiacenti al bagno per garantire continuità e coesione visiva. Ogni camera beneficia di una terrazza esterna e di vetrate a tutta altezza che forniscono luce naturale e viste spettacolari.

Tra le cinque suite d’autore del The Lana, la Marina Duplex e la Marina Terrace Suite sono contraddistinte da layout duplex unici, soggiorni angolari a doppia altezza e terrazze esterne su entrambi i livelli. La Marina Royal Suite, una magnifica suite presidenziale, dispone di un balcone che corre lungo l’intera lunghezza dell’edificio, con ampie vedute del Burj Khalifa, mentre la Lana Royal Suite con due camere da letto, avvolge l’angolo nord dell’edificio.

Tutti i mobili di The Lana sono stati disegnati da Gilles & Boissier, selezionando materiali e produttori locali, e affiancati da una ricca collezione d’arte con pezzi che spesso alludono con metafore e simboli all’impronta futuristica di Dubai, oppure richiamano influenze classiche europee.

Come, ad esempio, il vaso commissionato all’Atelier Prométhée sul modello inciso da Giovanni Battista Piranesi nel XVIII secolo, diventato poi noto come il “vaso mediceo” e ora parte delle collezioni dei Musei Capitolini di Roma, o le sculture di Matt Simmonds, scolpite nella solida pietra, che raffigurano – in miniatura – sedie, archi e scale dall’aspetto antico, racchiuse in teche di vetro come in un museo.

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