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matteo-de-bartolomeis 12/03/2024

Inda tra colori, suggestioni e riflessi

Il nuovo layout delle showroom di Inda, disegnato dallo Studio Marco Piva, ribalta la concezione del prodotto-vetrina e sceglie una formula che pone domande prima di dare risposte

Due tavolozze verticali di (144) colori che avrebbero reso felice Caran d’Ache e due touch screen orizzontali per iniziare subito a comporre la propria soluzione: questo è il biglietto da visita di Inda per accogliere i clienti nello spazio milanese riprogettato dallo Studio Marco Piva (un conclamato “figlio del colore”), uno spazio di ben 380 mq su due livelli che – prima ancora di suggerire set e ambienti – invita alla composizione di forme e colori.

Un layout che fa l’occhiolino anche (se non soprattutto) al mondo della progettazione, la potenzialità nelle composizioni è percepibile subito, la capacità del team Inda di essere guida concreta nel percorso di conoscenza e selezione è elemento centrale per rendere efficiente uno spazio discontinuo che necessita di una narrazione completa ma al tempo stesso agile.

Gli 8 allestimenti (2 XL e 6 medi) scelti come summa dell’Inda-pensiero vengono esaltati dalle soluzioni spaziali e di illuminotecnica scelte da Marco Piva, le scelte cromatiche scorrono senza elementi di rottura, ma sono le pareti e gli specchi ad accelerare il percorso verso il gradimento.

Le pareti non prevedono ceramiche, ma wallpaper: insieme al partner Instabilelab sono stati scelti soggetti sia dall’alto impatto decorativo sia pattern con carattere ma più morbidi. I wallpaper di Instabilelab sono realizzati in fibra di vetro e la certificata resina per l’installazione è anti-batterica e fornisce una sicurezza assoluta in un ambiente – il bagno, ma vale anche per l’outdoor – dove regna l’umidità.

Un’attenzione particolare Inda l’ha dedicata (e la dedicherà…novità e sorprese sono state annunciate, ma non svelate) agli specchi, inseriti nel portfolio di Inda lo scorso anno e che hanno riscosso subito un significativo successo.

Il percorso di Inda parla di dinamicità e curiosità nell’esplorare nuovi territori, una strada che porta l’arredo bagno dalla dimensione del complemento al protagonismo dell’elemento.

Photo © Andrea Martiradonna

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