antonella-mazzola 16/06/2022

Dialoghi costruttivi

Sull’isola di Creta, il Royal Senses si adagia scalarmente su un terreno roccioso con spazi misurati e geometrici. PeppasNarchitects sceglie una disposizione aperta, sconfinata, per collegare l'interno con l'esterno, e celebrare luce e mare. Mentre gli interni di HBA e Constantina Tsoutsikou traducono l’autenticità locale in chiave moderna

Owner: Curio Collection by Hilton
Hotel operator: Troulis Royal Collection by Hilton
Architectural design: PeppasNarchitects
Interior design: Dome of engineering, PeppasNarchitects, StudioLost
Lighting design: Foss
Landscape design: Livingscapes_Mathioudakis
Furnishings: on design
Photo credits: Nick Kontostavlakis / Globe & Trotter

A Panormos il Royal Senses Resort punta i suoi affacci sulla distesa turchese dell’Egeo che trasmuta in blu intenso al soffio del Meltemi ed elegantemente si schiera, con contrappunto geometrico e razionale, nel ghirigoro roccioso che caratterizza la parte nord occidentale della costa cretese, su cui si posa. La scelta costruttiva di PeppasNarchitects, – così come la progettazione degli interni a cui hanno collaborato HBA/Hirsch Bedner Associates e Constantina Tsoutsikou di StudioLost trae dunque dal paesaggio la sua ragione di efficacia, sia in termini progettuali sia nell’ottica di un concetto di relazione con il contesto che mira alla valorizzazione culturale di un territorio e del suo eccellente artigianato, seppur in chiave moderna.

Situato accanto alla sua struttura gemella, il Royal Blue, a pochi chilometri dalla pittoresca città di Rethymno, il nuovo resort della Troulis Royal Collection si articola sfruttando la pendenza del terreno in una serie di volumi distribuiti lungo sei livelli naturali, alla base dei quali si collocano le destinazioni comuni, mentre nelle quote più alte i volumi adibiti a 179 suite e ville.

Le funzioni accessorie, come cucine e corridoi, si posizionano sul retro dell’hotel, mentre su quello anteriore si trovano i principali servizi. Tra questi colpiscono, per numero e contributo compositivo, gli elementi d’acqua: piscine a sfioro private organicamente scavate nella roccia di pertinenza delle lussuosissime ville di 200 metri quadrati, le quattro grandi piscine comuni e le 74 piscine a sfioro private fiancheggiate da eleganti lettini prendisole e cabanas che sembrano confluire, da un livello all’altro, in un’unica, grande cascata.

Il posizionamento degli edifici e le sequenze spaziali d’interno sono orchestrati per “garantire una vista senza ostacoli sul blu infinito del Mar Egeo”, sottolineano gli architetti Nikos Peppas e Katerina Tsiolaki. Così anche l’intensità della luce e la percezione dell’ambiente circostante sono controllati dal rigoroso disegno delle aperture. Questa prospettiva – convergente e sconfinata – genera le condizioni e la possibilità per gli ospiti di un nuovo modo si soggiornare. Riconciliati con l’ambiente, ancora prima del beneficio di quella vista privata.


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Attraversando gli elementi d’acqua con gli ulivi, il visitatore incontra l’edificio trasparente e imponente della reception, ovvero il passaggio ai servizi comuni che si trovano allo stesso livello della meravigliosa lobby e dei ristoranti. Con una funivia, si raggiungono le terme dove le pareti trasversali in pietra si riflettono nell’acqua della piscina. L’ospite si trova quindi al livello della sua camera e vi viene condotto attraverso piccoli vicoli.

Negli interni, i toni naturali di terracotte, rattan e corda, in combinazione con l’uso selettivo di pietra e legno, prevalgono e generano una calma immediata. La giustapposizione di superfici ruvide e lisce rimanda al carattere selvaggio di una natura a tratti aspra e sfrontata. Negli spazi privati e nelle aree pubbliche, arredi dalle linee semplici, oggetti e opere d’arte celebrano la maestria artigiana delle nuova generazione cretese. I complementi tessili sono interamente realizzati a mano dall’associazione locale delle tessitrici e riportano il motivo tradizionale dell’isola.

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