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antonella-mazzola 26/05/2022

Le nuove Procuratie Vecchie

Assicurazioni Generali, proprietarie dell’immobile e sostenitrici dell’enorme restauro,(ri)aprono le porte delle Procuratie Vecchie a Venezia, inaugurando la nuova casa di The Human Safety Net

Client: Generali Real Estate
Architectural design: David Chipperfield Architects, David Chipperfield, Giuseppe Zampieri, Cristiano Billia. Associati: Adolfo Berardozzi, Andrea Cocco, Carlo Zucchia
Interior, Exhibition & Multimedia Design: Migliore+Servetto Architects
Progetto strutturale: Arup
Consulente illuminotecnico: Viabizzuno
Photo: Alberto Parise, Alessandra Chemollo, Richard Davies, Andrea Martiradonna

Il rigore architettonico e l’autorevolezza degli edifici dell’unica e iconica piazza veneziana hanno per secoli trasmesso un senso di ordine e stabilità ai propri cittadini delineando la fisionomia di Venezia nel mondo. Tra questi, le Procuratie Vecchie: struttura a un piano edificata per la prima volta nel XII secolo sopra una lunga arcata al piano terra che si sviluppava lungo tutto il lato Nord della piazza e poi, a seguito dell’incendio del 1512, ricostruita nell’ambito di un vasto programma di rinnovamento urbano, la cosiddetta renovatio urbis, per iniziativa del Doge Gritti. Quel progetto, che vide coinvolti gli architetti Mauro Codussi, Bartolomeo Bon e Jacopo Sansovino, trasformò Piazza San Marco da centro medievale a foro cittadino rinascimentale che portò alle successive estensioni stabilendo il linguaggio antico moderno – facciata di archi e logge – adottato dai successivi sviluppi delle Procuratie sugli altri lati Ovest e Sud della Piazza.

Dopo 500 anni di chiusura, e un restauro di 5 anni sostenuto da Assicurazioni Generali, che ne aveva fatto la sua sede italiana fino al 1989 acquisendo gli spazi quasi interamente nel corso degli anni, le porte delle Procuratie Vecchie si aprono al pubblico svelando al terzo piano la nuova casa della Fondazione The Human Safety Net (THSN) del Gruppo Generali, un hub dedicato alle iniziative sociali, per il sostegno e la valorizzazione delle potenzialità delle persone più fragili e più vulnerabili. A cominciare da bambini e rifugiati.

Il progetto di recupero e riconfigurazione dei 12.400 mq delle Procuratie Vecchie è stato firmato da David Chipperfield e dallo studio David Chipperfield Architects Milan. L’intervento, iniziato nel 2019, ha interessato il primo e il secondo piano, la riorganizzazione dell’accessibilità e della fruibilità dell’edificio attraverso l’inserimento di nuovi corpi scale e il rinnovamento dell’ingresso centrale al terzo piano con accesso alle corti in quota.

Il programma ha previsto non solo il recupero dell’antico aspetto della struttura, eliminando le aggiunte apportate in epoca moderna, ma anche una nuova permeabilità tra l’interno del palazzo e l’esterno dell’intera area marciana. Il richiamo alla venezianità emerge nei contenuti e nei materiali e il legame con la città lagunare si struttura su più livelli, a partire da quello visivo con Piazza San Marco.

Particolare rilevanza è stata data infatti ai 100 oculi cinquecenteschi che percorrono l’intero piano, conferendo all’insieme una valenza pittorica oltre che una relazione diretta con la città che ha saputo accogliere e inglobare culture da tutto il mondo. In alcune di queste aperture la visione è stata potenziata tramite un sistema tecnologico di ingrandimento che, come le macchine ottiche del Canaletto, permette ai visitatori di immergersi nella vita cittadina, attraverso un nuovo modo di interagirvi. Inoltre, l’installazione Window on Venice consente di fare un salto temporale, esplorando in 3D com’erano alcuni luoghi della Città nel Cinquecento come la Giudecca, il Ponte di Rialto, l’Arsenale, Burano e Murano.

L’installazione e l’intero progetto di Interior, Exhibition & Multimedia Design, che coinvolge tutto l’ultimo piano e le aree di accoglienza al piano terra, sono firmati dallo studio Migliore+Servetto, con la direzione artistica di Davide Rampello. Le partizioni degli spazi e gli arredi, tutti progettati a disegno dallo studio milanese, si pongono in dialogo con le strutture esistenti, valorizzando la maestosa suddivisione dei volumi architettonici e richiamando ulteriormente la profonda radice veneziana del luogo nei materiali impiegati: il vetro, il rame, il legno, gli specchi.

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Le caratteristiche bricole veneziane costituiscono la struttura portante dell’installazione del percorso espositivo dedicata al team working; le panche del caffè, in legno naturale, richiamano quelle degli storici caffè veneziani; i pattern dei tappeti rielaborano motivi della tradizione.

Oltre alla progettazione degli interni di tutta la sede di THSN, alle installazioni interattive e ai contenuti multimediali della mostra, Migliore+Servetto ha ideato la grafica ambientale e il wayfinding che accompagna e guida i visitatori. Lo studio ha contribuito anche alla selezione dei contenuti dell’Art Studio, lo spazio dedicato alle mostre temporanee all’interno del percorso espositivo.

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