manuela-di-mari 22/03/2022

Luceplan: illuminazione da sentire

Pioniera nel coniugare alte prestazioni illuminotecniche e acustiche, l’azienda continua ad affinare il proprio know-how in soluzioni sartoriali "all in one" che vestono spazi architettonici contract. E non solo

È proprio vero che le idee più brillanti scaturiscono dalla necessità. Così nasce quel segmento merceologico, all’interno della produzione Luceplan, che ora è punta di diamante. Sopperire ad una mancanza strutturale all’interno della sede di GL Events a Lione, firmata da Odile Decq, individuando una soluzione di fonoassorbenza altrimenti impossibile per i soffitti, ha portato l’azienda a unire luce e comfort acustico in un unico elemento.

Vera apripista, Luceplan è stata la prima a compattare ricerca materica, tecnologica e formale nella riduzione della propagazione del suono associata ad un’ottimale fonte luminosa. Impresa non facile, iniziata ben dieci anni fa, «che richiede una progettazione mai limitata al singolo elemento, ma all’intero ambiente», racconta Patrizia Vicenzi, AD di Luceplan. «Per noi è molto importante affiancare alla simulazione illuminotecnica anche un risultato acustico. Per questo, abbiamo sviluppato un software che consente di verificare il prima e il dopo l’applicazione di un certo numero di lampade fonoassorbenti, misurando la diminuzione del tempo di riverbero». Uno tra i tanti passi compiuti da Luceplan verso il continuo perfezionamento di precise competenze, come anche l’imprescindibile familiarità con i tessuti tecnici.

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Pétale by Luceplan,
Design Odile Decq

Già dal primo progetto Pétale, lampada di forma organica disegnata da Odile Decq, l’azienda si è confrontata con l’utilizzo di un tessuto elastico speciale in lycra, in grado di contribuire all’assorbimento acustico – in particolare collegato alla voce umana – ma anche a fornire quelle prestazioni richieste dal mondo del contract, come proprietà ignifughe o resistenza ai raggi UV e all’ingiallimento.

Un feltro sintetico termoformato con ovatte altamente fonoassorbenti riveste anche Diade, di Monica Armani, elemento architettonico modulare capace di definire lo spazio e personalizzare i luoghi di lavoro. I due pannelli-ali che lo compongono possono infatti essere posizionati in verticale o orizzontale, creando una quinta o un grande plafone.

Diade by Luceplan,
Design Monica Armani

Silenzio by Luceplan,
Design Monica Armani

Chralottehaven Hotel
Photo © Egon Gade

Della stessa progettista, Monica Armani, è anche Silenzio, sistema d’illuminazione sartoriale con spiccate doti arredative che lo rendono adatto sia ad ambienti pubblici che privati. Qui il tessuto in lana fonoassorbente con aspetto a grisaglia conferisce una texture materica ed elegante con possibilità di personalizzazione cromatica.

E c’è anche il tessuto di poliestere a maglia di Trypta, design Stephen Burks, un corpo cilindrico che consente il montaggio di tre pannelli acustici, posizionati ad un angolo di 120°. A dare particolare soddisfazione, in questo momento, è una nuova versione di Farel, iconica struttura a cupola di Diego Sferrazza che sarà presentata il prossimo giugno in un tessuto riciclato al 100%. «Si tratta di filati prodotti da un consorzio che aderisce ad un programma di pulizia degli ambienti marini», tiene a precisare Patrizia Vicenzi, «e proprio dalla raccolta e dal riciclo della plastica che inquina sia i mari che le zone costiere viene realizzato un filato che dà origine a un nuovo tessuto ad alte prestazioni».

Trypta by Luceplan, Design Stephen Burks

Farel by Luceplan,
Design Diego Sferrazza

In generale, la fonte luminosa più utilizzata è il Led, specie per le soluzioni modulari, ma ultimamente Luceplan sta introducendo anche l’ottica E27, soprattutto con l’idea di un utilizzo del prodotto fonoassorbente anche a livello domestico. Come sta per accadere per Farel, sempre più richiesta anche per progetti privati. «Dopo anni di ricerca ed esperienza – conclude Vicenzi – le tempistiche di realizzazione sono ormai simili a quelle della progettazione illuminotecnica standard. In media circa 12 mesi, dall’ideazione alla realizzazione alla fase di test e certificazioni».

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