redazione 7/04/2021

Manifattura Tabacchi, un polo del contemporaneo per Firenze

Giovanni Manfredi, CEO di Manifattura Tabacchi, spiega il significato del vasto progetto di rigenerazione urbana a uso misto connesso a una visione più aggiornata e sostenibile della città gigliata, in cui alla indiscussa vocazione internazionale si affianca la grande tradizione artigianale

Laureato in Economia Aziendale presso l’Università Bocconi di Milano e con alle spalle significative esperienze in Italia e Regno Unito, dal 2016 Giovanni Manfredi è Amministratore Delegato del gruppo inglese indipendente Aermont, specializzato in real estate. In joint venture con Cassa Depositi e Prestiti Aermont ha acquisito la nerviana ex Manifattura Tabacchi di Firenze nel Parco delle Cascine, dando origine a uno dei più vasti progetti di rigenerazione urbana attualmente in corso a livello europeo, grazie a nuovi spazi direzionali e di co-working, attività commerciali con negozi, atelier, e aree creative dedicate alla sperimentazione e alla produzione artistica di NAM – Not a Museum, la piattaforma per l’arte contemporanea di Manifattura.

Manifattura Tabacchi, Florence, Italy - Courtesy of Setten Genesio SpA - Photo © UDB Studio

Manifattura Tabacchi, Florence, Italy – Courtesy of Setten Genesio SpA – Photo © UDB Studio

Perché un grande gruppo internazionale come Aermont sceglie di investire su Manifattura Tabacchi?
Manifattura Tabacchi si trova a Firenze, città-magnete attrattore dalla vocazione internazionale mai scalfito dal tempo, che supera decisamente il numero di abitanti. Secondo noi però si tratta di una città che non ha ancora pienamente espresso il suo straordinario potenziale. Finora infatti l’attenzione si è principalmente rivolta al centro storico e al suo glorioso passato rinascimentale, il che può diventare una problematica pietra di paragone. Diventa difficile, in una città come Firenze, essere irriverenti, spontanei, contemporanei, sperimentali, è difficile, in un certo senso “fare errori”. Esiste però anche una seconda importante vocazione locale, per noi fondamentale. Dato che siamo una “Manifattura”, ci proponiamo di valorizzare e aggiornare in chiave contemporanea la grande tradizionale toscana del “saper fare”, che ha del resto anch’essa origine nella bottega fiorentina del Rinascimento e nella figura dell’artista-artigiano. Stilisti di tutto il mondo vengono a produrre qui, soprattutto per i settori legati al lusso e alle lavorazioni di alto artigianato, ed è proprio questa tradizione che con i nostri maker desideriamo riproporre e aggiornare.

[smartslider3 slider=”412″]

Quale è il valore aggiunto rappresentato dall’area delle Cascine, ancora in gran parte da valorizzare?
Sicuramente la posizione nevralgica. Se infatti per un attimo dimentichiamo i confini amministrativi, ci rendiamo conto che tutta l’espansione urbana contemporanea a Firenze è avvenuta in direzione Prato-Pistoia, e cioè in quella Piana dove si concentrano le attività manifatturiere. Ecco, le Cascine si trovano in posizione baricentrica rispetto a questo sviluppo, in una specie di cerniera tra aree prevalentemente residenziali e tessuto produttivo. Oggi purtroppo questa continuità è interrotta dalla presenza della ferrovia, ma la futura mobilità prevista per la città, caratterizzata dal tram e dalla mobilità sostenibile, abbatterà questa barriera. È quindi possibile ripensare l’area delle Cascine, e Manifattura in particolare, come una nuova polarità urbana e culturale dall’identità fortemente contemporanea, complementare a quella storica del centro. Una visione condivisa con l’amministrazione pubblica fiorentina.

Manifattura Tabacchi, Florence, Italy - Photo © Niccolo Vonci

Manifattura Tabacchi, Florence, Italy – Photo © Niccolo Vonci

Il masterplan prevede la creazione di un sistema di piazze interne. Quale sarà dunque l’incidenza dello spazio pubblico?
Manifattura è a tutti gli effetti un pezzo di città incastonato lungo il confine settentrionale del Parco delle Cascine, un vero e proprio quartiere. Data la precedente funzione produttiva, attualmente l’area è circondata da un muro che è nostra intenzione abbattere anche simbolicamente. D’altronde il fatto di essere in joint venture con CDP, e cioè con lo Stato italiano, motiva ancora di più la nostra scelta di restituire alla collettività le aree comuni, dove infatti gli edifici avranno un numero civico proprio per sviluppare un maggiore senso di appartenenza. Manifattura sarà sempre aperta durante tutto l’arco del giorno.

[smartslider3 slider=”413″]

La pandemia ha influito in qualche modo sul progetto, sul piano delle tempistiche ma anche del significato dell’operazione?
Tra gli effetti immediati provocati dalla pandemia c’è sicuramente quello di rendere il lavoro più difficile e complesso, anche se in realtà nel nostro caso si è trattato più di un rallentamento temporaneo che di un vero e proprio ritardo. Certo è che il cambiamento epocale generato dal Covid-19 ha portato anche noi a  un ripensamento delle fasi e dell’ordine di sviluppo del masterplan, dando ad esempio la precedenza alle funzioni residenziali rispetto all’hôtellerie. Per certi aspetti però la pandemia ha costituito quella che in economia si chiama esternalità positiva: un cambiamento di prospettiva che ci ha spinto a guardare con maggiore interesse alla collettività locale rispetto alla dimensione internazionale. In questo senso, se è vero che uno dei cardini intorno ai quali si impernia il progetto di Manifattura è stato fin dall’inizio la sostenibilità ambientale, oggi questa sostenibilità ha assunto anche una declinazione più sociale, che sta diventando sempre più significativa.

Testo di Elena Franzoia

Le nostre ultime storie

Rooftop con vista
Minutes icon
1 minuto

Rooftop con vista

Il rooftop del Falkensteiner Hotel WaltherPark di Bolzano, con vista sulle Dolomiti, è valorizzato dalla pergola bioclimatica progettata da Ke

Portfolio
L’arte di lavorare
Minutes icon
2 minuti

L’arte di lavorare

A Parigi, Gustave Collection è un’idea nuova di spazi pensati per il lavoro ma con l’appeal di un hotel di lusso

Office & Retail
Le interviste di IFDM: Eugeni Quitllet
Minutes icon
5 minuti

Le interviste di IFDM: Eugeni Quitllet

Eugeni Quitllet racconta la sedia Libre per Pedrali. Un progetto che unisce libertà di movimento, innovazione tecnica e un design emozionale, frutto di una lunga e proficua collaborazione che spinge la materia al limite del possibile

People
A casa di Pina
Minutes icon
2 minuti

A casa di Pina

Dalla memoria familiare di Tommaso Zorzi nasce La Pina1930, una collezione per la tavola che reinterpreta porcellane, tessili e accessori attraverso il linguaggio del design contemporaneo, tra richiami alla Milano del Novecento, fiabe e rituali quotidiani

Design
La Triennale del futuro
Minutes icon
2 minuti

La Triennale del futuro

Con la nomina di Vincenzo Trione alla presidenza si apre una nuova fase per Triennale Milano. Un assetto rinnovato, guidato da Michele De Lucchi come Creative Director e Direttore del Museo del Design Italiano, delinea la strategia dell'istituzione per il quadriennio 2026-2030

Design
Poliform Café, oltre lo showroom
Minutes icon
2 minuti

Poliform Café, oltre lo showroom

Nel cuore di Milano apre il nuovo flagship store Poliform: tre piani dedicati al design residenziale e un nuovo format esperienziale con il Poliform Café. Un progetto che supera il concetto tradizionale di showroom per creare un luogo di incontro tra design, arte e convivialità

Retail