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manuela-di-mari 7/12/2020

Le Pristine, contaminazioni fiamminghe

È un esercizio di stile che intreccia arte, gastronomia e architettura il progetto di Space Copenhagen per il ristorante Le Pristine di Anversa, liaison tra lo chef Sergio Herman e il brand di lusso Verso. Moderno e storico al contempo per onorare la città e le sue radici culturali

Interior design: Space Copenhagen
Designer, artists: Sabine Marcelis, Maarten Baas, Bertjan Pot, Frederik Molenschot, Rotganzen, Rinus Van De Velde Rotganzen, SH19
Furnishings: custom made by Space Copenhagen, Fredericia
Accessories: Verilin
Photo credits: Peter Paul de Meijer, Marjorie-Romeijn, Pim Top

«Siamo rimasti affascinati dall’architettura rinascimentale, dalla storia e dagli artisti della regione, dal modo in cui hanno raffigurato ambienti rurali, persone che mangiano, gustano un pasto con un senso di umiltà». È l’approccio intuitivo seguito da Signe Bindslev Henriksen e Peter Bundgaard Rützou, fondatori di Space Copenhagen, nella costruzione di anima e corpo del ristorante Le Pristine di Anversa. Un progetto che avvicina lo chef stellato Sergio Herman e il brand di lusso belga Verso, la cui boutique si trova proprio all’interno della struttura, 445 mq al piano terra di un edificio modernista degli anni ’60.

Le Pristine, Antwerp - Photo © Peter Paul de Meijer

Le Pristine, Antwerp - Photo © Marjorie-Romeijn

Un’esperienza sociale aperta creata per gli abitanti della città e per i turisti, quella immaginata dal duo danese che parte dal comportamento umano per forgiare nuovi percorsi, bilanciando gli opposti: classico e moderno, industriale e organico, scultoreo e minimale, luci e ombre, dualità e contrasto. Il tutto concepito con un senso di estetica lenta come veicolo per la socializzazione ad Anversa, passando per una collaborazione creativa con artisti e designer orchestrati ad hoc. Il risultato è una composizione di diversi elementi decisamente energici.

Le Pristine, Antwerp - Photo © Peter Paul de Meijer

Gli interni ospitano un collage di riferimenti storici e tavolozze contemporanee che prendono spunto dai grandi maestri fiamminghi e olandesi, con colori tenui, rossi caldi, ruggine, nero, latte, sabbia e grigio. Caldo e invitante, l’ingresso presenta subito la panetteria, incentrata sulla convivialità, dove coabitano un tradizionale forno a legna, il pavimento con motivi in pietra belga, il legno di rovere affumicato, le travi in acciaio industriale e una scala in cemento.

Le Pristine, Antwerp - Photo © Marjorie-Romeijn

Le Pristine, Antwerp - Photo © Marjorie-Romeijn

Le Pristine, Antwerp - Photo © Marjorie-Romeijn

Qui irrompe un banco bar in resina traslucida rosa lungo sette metri e l’opera Dawn Light, entrambi di Sabine Marcelis. È teatrale anche un altro banco, quello della reception progettato da Maarten Baas e Bertjan Pot, frutto di un’esclusiva tecnica – Leds Clay – sviluppata dai due creativi. Scenografici anche l’illuminazione e l’installazione scultorea Hacked Cheese alta 5 metri di Frederik Molenschot, quella del collettivo di design Rotganzen, Quelle Fête (tre palle da discoteca fuse su misura), il monumentale carboncino su tela di 3×3,60 metri As Much as You Are Forever Connecting di Rinus Van De Velde che raffigura l’energia di un ristorante, il suo disordine, le conversazioni, la pulizia. Una collezione di tavoli e sedute custom made è stata disegnata da Space Copenhagen, come la Antwerp Chair del marchio danese Fredericia, le tovaglie e i tovaglioli in lino belga del concept studio SH19 o i tessuti dall’azienda fiamminga Verilin.

Le Pristine, Antwerp - Photo © Pim Top

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