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antonella-mazzola 27/07/2020

Taba: precisione in forma libera

Un digital launch e un destino di opportunità per Taba, la famiglia di sedute disegnata da Alfredo Häberli per Moroso. Pensata per spazi pubblici e privati in un intreccio di forme, ergonomia e poesia

Taba gioca di precisione per vivere molte opportunità, di sedute, di incastri e di interazione. È formata da otto pezzi: un divano, due poltrone, cinque pouf, pensati dal designer svizzero-argentino Alfredo Häberli per adattarsi, grazie alla sovrapposizione di diverse linee organiche, a una multifunzionalità esistenziale. Come sedersi, conversare o lavorare.
Il rigore della geometria si fonde con la poesia delle forme naturali disegnando elementi asimmetrici, morbidi, che alternano superfici piane a zone curve rispondendo agli svariati usi quotidiani.

Moroso, Taba by Alfredo Haberli. Photo credits © Alessandro Paderni

Moroso, Taba by Alfredo Haberli. Photo credits © Alessandro Paderni

“Il gioco che mi interessava sviluppare con TABA”, precisa Häberli, “è l’intreccio tra forma e poesia. Tra ciò che è lineare e ciò che sfugge”. E “in un’azienda come Moroso coltivare lo spunto dell’idea che sfugge alla regola mi viene facile”. Così nasce questa liaison fortunata con l’azienda italiana che – in tempo di pandemia – ha lanciato online e sui social la collezione raccontando il processo creativo attraverso un documentario di quasi 3 minuti.

Nella presentazione non manca la giustificazione di un nome che trova origine e ispirazione nella biografia del designer. Si chiamava così un vecchio gioco di abilità diffuso tra i campesinos argentini: Taba era l’osso di mucca da lanciare in modo che cadesse sul terreno umido con la parte vincente rivolta verso l’alto. Un ricordo d’infanzia di cui il progetto trattiene sicuramente anche la parte più emozionale.

Moroso, Taba by Alfredo Haberli. Photo credits © Alessandro Paderni

Moroso, Taba by Alfredo Haberli. Photo credits © Alessandro Paderni

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