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manuela-di-mari 8/07/2020

Noi? Mai fermi

È la sete di scoperta a muovere il processo produttivo e creativo di Desalto, fatto di curiosità per le tecnologie e di collaborazioni con designer sempre nuovi. In un moto in continuo divenire

“Versatili come la materia, in continuo cambiamento”. Si raccontano così in Desalto, l’azienda che da 30 anni incarna perfettamente i valori del Made in Italy unendo conduzione familiare e territorio. La curiosità è di casa, di conseguenza la costante ricerca tecnologica e creativa si muove istintivamente, specie negli ultimi anni, verso collaborazioni con volti sempre nuovi del progetto. Una freschezza di pensiero capace di legare insieme giovani talenti diversi tra loro con una flessibilità produttiva sartoriale e artigianale. Nelle recenti novità di prodotto, specchio di questa rara linfa, c’è dunque una grande capacità di lavorazione ad alto contenuto tecnico e innovativo miscelata indissolubilmente a nuove idee.

Fourmore by Desalto - Design Gordon Guillaumier

Fourmore by Desalto – Design Gordon Guillaumier

Quella del designer Gordon Guillaumier è davvero una sfida progettuale (vinta) che lavora sul difficile equilibrio tra funzionamento tecnico e aspetto formale del tavolo allungabile. Obiettivo raggiunto grazie ad un gesto semplice del meccanismo che mantiene la proporzione del tavolo sia nella versione chiusa che allungata, ed ecco che, come suggerisce il nome, in Fourmore l’allunga consente di aggiungere quattro posti a tavola per entrambe le misure del prodotto. L’innesto di materiali arricchisce poi la sua estetica: il top in rovere chiaro o scuro di legno impiallacciato fresato a controllo numerico contrasta con il telaio in lamiera di acciaio 10 mm tagliata al laser, sottolineando leggerezza ed eleganza della forma.

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Ancora un tavolo dall’estro questa volta di Guglielmo Poletti, che racchiude in un unico dettaglio lo sviluppo di L45.  Il giunto tra la gamba e il top è ottenuto tramite la combinazione di due profili a L tagliati a 45° per essere uniti a 90°, formando così la gamba e il relativo traverso. Quest’ultimo, a sua volta ruotato di 45° rispetto alla superficie piana che lo sormonta, delinea uno spicchio di vuoto che sottolinea la relazione tra il top e gli spigoli posizionati in corrispondenza.

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Cambia tipologia invece Giacomo Moor, che si dedica alla famiglia di contenitori Stac dotata di funzioni diverse grazie alla sovrapposizione di elementi modulari impilabili. Quasi un gioco di costruzioni che vede volumi monolitici in legno sorretti da una sottile lamiera in metallo di 3 mm, piegata in folding, quale congiunzione ad incastro e senza saldature. Un escamotage che genera contemporaneamente vani a giorno. Previste le variabili a sviluppo orizzontale e verticale, ciascuna delle quali con moduli di due altezze diverse. Minimizzare il più possibile il segno e uniformare i componenti per ottimizzare i processi è stato l’obiettivo produttivo insieme alla volontà di dotare di autonomia i vari moduli in modo da permette al mobile di essere spedito montato, senza occupare molto volume. In tutti si legge chiaramente una profonda cultura del progetto affinata nel tempo da Desalto.

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