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anna-casotti 3/12/2019

WantedDesign sbarca al Javits Center

La design week newyorkese inaugura una nuova era: WantedDesign apre la sua location di Manhattan all’interno del Javits Center, accanto alla fiera ICFF. In una celebrazione corale all'insegna della creatività

L’acclamata piattaforma culturale che ha contribuito alla nascita della NYC Design Week si reinventa inaugurando il prossimo Maggio 2020 WantedDesign Manhattan al Javits Center. Tra convegni, talks, giovani emergenti, nuovi brand e una location esperenziale dedicata a New York. E un anniversario molto speciale: i 10 anni della sua fondazione.

Dialogare con Odile Hainaut e Claire Pijoulat, co-fondatrici di WantedDesign, è come essere travolti da un’energia rara. La passione per il design e la convinzione che mettere in relazione emergenti, creativi e produttori sia la chiave del successo, scaturisce da ogni parola del duo femminile che ha cambiato l’approccio alla cultura del progetto di New York. Una vision che ha portato la piattaforma a essere l’evento più atteso durante la design week con aziende del calibro di Cappellini e designer di fama internazionale come Humberto Campana invitato lo scorso anno a tenere un workshop durato tutta la settimana.
Inaugurato nel 2011 a Manhattan negli spazi del Terminal Building e successivamente anche a Brooklyn, a Industry City – con un’esposizione più concettuale legata al processo creativo, alle scuole e alla sperimentazione – il prossimo maggio 2020 WantedDesign sarà in scena con ICFF all’interno del Javits Center. In una collaborazione esclusiva che porterà grandi cambiamenti alla design week newyorkese. Come Odile e Claire raccontano a IFDM.

Odile Hainaut e Claire Pijoulat in compagnia di Humberto Campana, WantedDesign 2019

Odile Hainaut e Claire Pijoulat in compagnia di Humberto Campana, WantedDesign 2019

Quando è nata la vostra idea di fondare WantedDesign?
Odile: Ci siamo incontrate a New York nel 2010 e così per caso abbiamo iniziato a parlare della nostra passione, il design. Eravamo entrambe molto stupite che a New York, a parte la fiera ICFF, non ci fosse nessun altro evento in città, che non esistesse una design week e non ci fosse grande visibilità nel mondo del design. Abbiamo deciso di inaugurare una nuova tipologia espositiva che inglobasse New York e la sua design community, per mettere in scena non solo le aziende conosciute, ma anche i nuovi emergenti, i piccoli produttori, i giovani, le scuole. Per creare un dialogo tra le diverse realtà. Così abbiamo deciso di chiamare la nostra piattaforma WantedDesign.

Claire. L’idea era quella di creare un “luogo” che mostrasse la cultura del design attraverso il suo processo creativo, con talks, seminari, conferenze e riunire studenti, architetti, designer, aziende in un unico format e sotto lo stesso “tetto”. Una parte molto importante in questo nostro progetto era dedicata alla visibilità del design americano, per promuoverlo e renderlo attuale. Ci siamo rese conto che pochi erano a conoscenza di ciò che stava accadendo nel design americano e così abbiamo iniziato a metterci in contatto con la community di New York. Nel maggio 2011 abbiamo inaugurato la nostra prima esposizione, al Terminal Building di Manhattan, in West Chelsea, ed è stato un successo.

L'opening di WantedDesign Manhattan 2019

L’opening di WantedDesign Manhattan 2019

Che cosa vi è rimasto impresso della vostra prima esposizione?
Odile: Molte persone sono venute da noi dicendo “questa esposizione è ciò che serviva a New York!”: Era entusiasmante sentire le aziende e i designer chiederci di far parte della nostra kermesse ed esporre l’anno successivo. Nel 2020 festeggiamo 10 anni! La design week di New York è iniziata ufficialmente due anni dopo, nel 2013, e siamo davvero orgogliose di aver aiutato la città a creare questo evento che anno dopo anno è divenuto sempre più importante. Un punto di riferimento internazionale.

Claire. È stato davvero incredibile vedere riuniti emergenti e designer conosciuti nella stessa location. E non solo: piccole aziende insieme ai marchi acclamati, il design americano e la visione internazionale del progetto, gli studenti delle scuole con i produttori. A New York era la prima volta che una kermesse riusciva a connettere in questo modo la comunità del design con una visione a 360°. Si è creata così una vera e propria rete. Terminato il nostro evento abbiamo iniziato subito a mettere in connessione le diverse realtà che avevano partecipato a WantedDesign Manhattan, trasferendo in una piattaforma tutto quello che avevamo iniziato ad avviare.

WantedDesign Store ©Alexander Baretto

WantedDesign Store ©Alexander Baretto

Tra le vostre iniziative l’opening dello store WantedDesign…
Claire. Quattro anni fa abbiamo deciso di aprire il nostro negozio a Industry City con l’idea di creare un punto di riferimento che fosse presente anche durante l’anno, non solo nel periodo della design week. Uno store che riunisce ed esprime esattamente la nostra idea di design e la continua ricerca che sta alla base del nostro lavoro.

Quale secondo voi il segreto del successo di WantedDesign?
Odile. WantedDesign ha riunito e connesso ciò che prima era invece differenziato: o era una fiera o uno store o un sito web… Noi abbiamo voluto dare significato e visibilità a ciò che era impercettibile: il processo e le persone che danno vita al prodotto. Abbiamo creato relazioni e abbiamo continuato a mantenerle. Relazioni da cui nascono altre relazioni… Siamo sempre molto attente, durante i nostri eventi, a connettere i giovani ai marchi e ai produttori, costruendo così una rete che si amplia costantemente.

Javits Center ©ulisesud41

Javits Center ©ulisesud41

Come nasce invece la stretta collaborazione tra WantedDesign e ICFF e la decisione di esporre all’interno del Javits Center?
Claire. Due anni fa circa abbiamo iniziato a pensare che dovevamo far evolvere WantedDesign Manhattan poiché lo spazio del Terminal Building cominciava a essere troppo limitato per i nostri espositori, gli eventi e i talks. Abbiamo cercato di capire come muoverci, che cosa avremmo dovuto fare, quali altre location prendere in considerazione… Stavamo guardando altri spazi quando ICFF ci ha contattato per chiederci se potevamo creare l’evento WantedDesign all’interno del Javits Center, in stretta collaborazione con loro. Una contingenza incredibile: noi avevamo bisogno di una nuova sede – il Terminal Building infatti è stato nel frattempo venduto – e loro di un partner che portasse in fiera la cultura del design sperimentale, emergente, visionaria.

Odile. Ne siamo state subito entusiaste. Abbiamo pensato che fosse una grande sfida per noi, il passo successivo a tutto quello che portiamo avanti sin dalla nascita di WantedDesign. Nell’edizione 2020 esporremo nella location di Industry City e all’interno del Javits Center con un nostro spazio di circa 2000 mq. Il nostro layout sarà completamente differente dallo spazio espositivo di ICFF perché i due eventi avranno una propria identità distinta: presenteremo giovani produttori provenienti dal Canada, dal NordAmerica, dal Sudamerica, organizzeremo eventi, conferenze e workshop, mantenendoci fedeli al nostro modus operandi. È meraviglioso poter lavorare e collaborare con la squadra di ICFF e con le loro nuove idee per modificare e implementare una delle fiere più importanti degli States. La nostra idea? Creare un luogo in cui le persone trascorrano il tempo, dove si possano fermare, condividere le proprie idee, dialogare e vivere un’esperienza. E ricordare questa esperienza come qualcosa di unico… e di newyorkese.

WantedDesign Brooklyn a Industry City

WantedDesign Brooklyn a Industry City

Photo Credits: iKon Production

 

 

 

 

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