manuela-di-mari 14/10/2019

San Pellegrino: la fabbrica del futuro

Un nuovo stabilimento progettato dallo studio BIG e un libro per celebrare i 120 anni di storia segnano il legame inscindibile tra acqua e territorio di un’icona italiana nel mondo

Il futuro ha un cuore antico per S. Pellegrino, storica azienda d’acqua minerale che nella Val Brembana ha messo indissolubilmente radici per portare nel mondo l’arte di vivere all’italiana. Il territorio è sempre stata la sua fonte, non solo in fatto di materia prima ma anche in termini di imprenditorialità illuminata, rivoluzionaria sin da quel 21 maggio 1899, anno di fondazione della società, che ha spianato una strada fatta di innovazione e successo.

Factory of the Future, San Pellegrino

Factory of the Future, San Pellegrino

È dagli stabilimenti produttivi di San pellegrino Terme, in provincia di Bergamo, che si parte quindi per celebrare i 120 anni di storia di Sanpellegrino Spa, con un libro che ne ripercorre le tappe geniali, e per guardare al futuro in linea con le strategie del Gruppo Nestlé, proprietaria dal ’99. Qui sorgerà la ‘Factory of the Future’ destinata ad aumentare la produzione di bottiglie, ma anche a sviluppare ulteriormente il territorio lombardo grazie ad un investimento complessivo di 90 milioni di euro che comprende opere civili, impianti per il reparto produttivo e logistico oltre al restyling e all’espansione della fabbrica. Il progetto, la cui conclusione è prevista nel 2022, porta la firma di Bjarke Ingels, capo dello studio di architettura internazionale BIG (Bjarke Ingels Group) e sarà all’insegna di sostenibilità ambientale e sociale oltreché un mix di design e tecnologia.

Bjarke Ingels

Bjarke Ingels

“Volevo ottenere una fabbrica efficiente e sana, ma non tradizionale – racconta Ingels – nel rispetto della natura, del percorso dell’acqua accanto all’impianto e della cultura centenaria nell’uso di questo bene prezioso. Mi sono ispirato a elementi architettonici tipici della zona, come balconate e portici, e ho pensato all’equivalente acquatico di una cantina di vino, non buia ma luminosa, costituita da diverse campate libere e fluide”.

Posa Prima pietra, Factory of the Future, San Pellegrino

Posa Prima pietra, Factory of the Future, San Pellegrino

Una serie di sottili archi in calcestruzzo faranno di fatto da cornice alla fabbrica regalando nuovo scorci sulle Alpi Orobie, permettendo di liberare lo sguardo dalle barriere architettoniche e di posarsi sulle montagne che dominano il panorama. La trasparenza è uno degli obiettivi che l’architetto ha voluto perseguire, non solo visiva: “L’architettura funzionale diventa esperienziale – continua Ingels – deve far star bene sia i lavoratori che gli abitanti del luogo”. Ed ecco allora la creazione del Visitor Center, che dà accesso alla libera osservazione delle fasi produttive, dell’auditorium e del teatro per coinvolgere la comunità con iniziative culturali, della grande piazza antistante l’ingresso che crea una sorta di prossimità e invita a entrare.

Factory of the Future, San Pellegrino

Factory of the Future, San Pellegrino

Una struttura in cui il primo valore è l’uomo – con mensa, palestra e asilo – che intende sottolineare valori condivisi e responsabilità sociale dell’azienda. Evidenti anche nella presenza di pannelli fotovoltaici, di impianti ad alta efficienza energetica e di sistemi di recupero delle acque per un consumo razionale delle risorse idriche. E ancora, di una nuova viabilità e di un ponte d’accesso allo stabilimento che ridurranno il transito di mezzi pesanti dal centro abitato. La prima pietra è già stata posata lo scorso 27 settembre, per questo “tempio che celebra la qualità della vita e dell’acqua”.

Immagine storica dell'azienda San Pellegrino

Immagine storica dell’azienda San Pellegrino

Immagine storica dell'azienda San Pellegrino

Immagine storica dell’azienda San Pellegrino

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