alessandra-bergamini 26/09/2019

Interni bolognesi

Un selezionato percorso in alcuni luoghi della Bologna Design Week, giunta quest’anno alla quinta edizione in concomitanza e in partnership con Cersaie

Rappresentano perfettamente la città i luoghi di cui la BDW si appropria per una settimana, dal 23 al 28 settembre, in pieno centro storico o nella primissima periferia. Iniziando dal Foyer del Teatro Comunale nella affollatissima zona universitaria per finire al Padiglione dell’Esprit Nouveau, modello abitativo replicato fedelmente nel 1977 di fronte all’ingresso principale di BolognaFiere, e passando per un centro storico che riserva sempre sorprese, di scorci architettonici e, ancor più, di interni segnati dalla storia più o meno recente, come quello dedicato al culto nell’ex Chiesa di Santa Maria della Neve, o quelli più legati alla tradizione manifatturiera e artigianale, o quelli residenziali e borghesi. Luoghi che nelle sei giornate sono dedicati, come spiegano Enrico Maria Pastorello e Elena Vai, rispettivamente General Manager e Creative Director di Bologna Design Week, alle culture del progetto, alle industrie culturali e creative, alle identità del territorio, e alla capacità di creare nuove relazioni tra le persone e i luoghi.

Questa volta in teatro
Foyer Respighi del Teatro Comunale di Bologna
Stile Bottega architettura, Studio Associato Marchingegno, Baustudio

“Abbiamo voluto portare lo spazio fisico del Teatro al centro della scena cittadina, ricreando metaforicamente la Città dentro al Teatro. All’interno del foyer Respighi prende vita una reinterpretazione poetica dello spazio pubblico per eccellenza: il portico. Per enfatizzare la natura effimera del progetto, abbiamo progettato la forma delle volte dei portici bolognesi, smaterializzando i solidi volumi murari in delicati fogli di tessuto. Gli effetti luminosi, creati con binari n55 ed i faretti VB7.580.02 di Viabizzuno, a loro volta mettono in risalto i volumi delle volte ed evocando la trasparenza del giorno”. Da un’idea di Stile Bottega architettura in partnership con la Fondazione Teatro Comunale di Bologna e Bologna Design Week, con il contributo di Leonardo srl, Artefatto di Mirco Lotierzo, Consorzio Cires, Viabizzuno e Galletti.

Tiles in Paradise
Paradisoterrestre, via de’ Musei

Il marchio storico del design fondato da Dino Gavina, che dal 1983 al 2007 ha prodotto manufatti di Kazuhide Takahama, Marcel Breuer, Man Ray, Giacomo Balla, Dino Gavina, Carlo Scarpa, Tobia Scarpa, Alan Irvine e Luigi Caccia Dominioni, è stato riportato in vita nel 2018 da Gherardo Tonelli, e dal direttore artistico Pierre Gonalons, con riedizioni, nuove produzioni, e un raffinato appartamento-showroom nel cuore di Bologna. Nella settimana della Bologna Design Week Paradisoterrestre ospita nelle sue stanze un allestimento dedicato alle collezioni di Bardelli Ceramica: Zip di Meneghello Paolelli, Primitiva di Studio Pepe, Fleurs di Paradisoterrestre.

Alkemia. Digital Detox Design
Adiacenze, Vicolo Santo Spirito

Dopo il Fuorisalone milanese, Digital Detox si appropria dello spazio Adiacenze, ex laboratorio artigianale ora trasformato in spazio espositivo per l’arte emergente e contemporanea. Curato da Alessio Conti e con un allestimento di Stefano Lodesani Studio, Alkemia mette in scena in tre diversi ambienti (bianco, rosso e nero) una riflessione sul senso della creatività, sperimentando tre stati della materia della tradizione alchemica (albedo, rubedo e nigredo). Il progetto trova la propria ragione d’essere e identità nella stretta collaborazione tra mondo manifatturiero, designer e artisti: Ascari Falegnami con il portale in abete con invecchiamento naturale e divisori in noce canaletto, Doodesign con Lucciolight, Matteo Bandi con Sidekicks, Matteo Giannerini con M.I.N.E., Pollini Home con un piano cucina realizzato su un banco di falegnameria e volumi in grès porcellanato, Nestart, Alessandro Mattia e Gloria Gianatti di Sapiens Design, Frantisek Jungvirt, Daniele Zamboni, in collaborazione con Olfattiva, con profumi appositamente realizzati, l’opera di Visual art a cura di Lorenzo Fornaciari, le fotografie della serie Underskin di Francesca Catellani.

Insidesign studiostore

Nell’ex Chiesa seicentesca di S. Maria della Neve, chiusa al culto dal 1796, lo studio progettazione ha da qualche anno allestito qui la propria showroom di arredi e illuminazione, in un ambiente antico perfettamente conservato in cui ben si ambienta il design contemporaneo. Per la settimana del design la sede propone un nuovo allestimento con partner come Living Divani, Luceplan, Marset, Brando Design, Opinion Ciatti, Torremato, Albed, De Castelli, Minotti, Vibia, Icone, Or-nami, incontri, come quello con Giulio Cappellini, e la premiazione del contest Delta Light.

Esprit Nouveau: le nouvel esprit des couleurs selon Le Corbusier
Padiglione Esprit Nouveau, Piazza Costituzione

L’allestimento site-specific è visitabile nel Padiglione de l’Esprit Nouveau, presso Piazza Costituzione nel quartiere fieristico. Unicum architettonico, il modello abitativo è l’esatto duplicato del Padiglione temporaneo concepito da Le Corbusier nel 1925 a Parigi, e ricostruito fedelmente a Bologna nel 1977 su iniziativa di Giuliano Gresleri e Josè Oubrerie. In sinergia con la Regione Emilia-Romagna, con la collaborazione dell’Istituzione Bologna Musei, il patrocinio della Fondation Les Couleurs Le Corbusier, e promosso da Gigacer, il progetto espositivo è una riflessione sul senso del colore in Le Corbusier, maestro che ha misurato il rapporto delle cromie in relazione alle emozioni che desiderava suscitare negli utenti nei diversi ambiti e spazi interni alle sue unità d’habitation. Grazie alla recente collaborazione con Les Couleurs® Le Corbusier, Gigacer ha lanciato in esclusiva mondiale nel settore della ceramica una collezione basata sulla Polychromie Architecturale di Le Corbusier. I 2 colori base in porcellanato tecnico per pavimento e rivestimento, beton gris e beton blanc, si ispirano alle superfici che Le Corbusier amava usare nelle sue architetture: il cemento spruzzato e gli intonaci calce, e sono abbinati a 12 colori estratti dalla Polychromie Architecturale in smalto lucido a campo pieno.

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