redazione 5/07/2019

FontanaArte si colora

L’azienda dipinge di inedite cromie l’abat-jour Fontana disegnata da Max Ingrand, presentando le nuove versioni grigio chiaro e viola ametista

Una storia cominciata nel 1954. È l’anno in cui la mano del Maestro vetraio Max Ingrand disegna Fontana, quella che oggi a distanza di quasi 70 anni è un’icona di FontanaArte, azienda milanese fondata da altre due personalità di spicco del mondo del design: Gio Ponti e Luigi Fontana.

Fontana ©Delfino Sisto Legnani and Marco Cappelletti

Fontana ©Delfino Sisto Legnani and Marco Cappelletti

Oggi, FontanaArte presenta due versioni inedite dell’abat-jour, realizzata in origine in vetro soffiato satinato bianco e successivamente rieditata in total black. Le nuove cromie dipingono quindi la lampada-icona in grigio chiaro e viola ametista.
Un restyling esplicitato da Giuseppe Di Nuccio, Ceo del brand: “Abbiamo un patrimonio che, in quanto timeless, deve essere aggiornato al gusto delle nuove generazioni”; e che si inserisce nella strategia di FontanaArte (dal 2016 parte di ItalianCreationGroup) volta a a reimmaginare i suoi prodotti  nel segno del dialogo con i Maestri e la tradizione del “bel disegno Italiano”, al fine di anticipare nuovi codici estetici.

Fontana ©Delfino Sisto Legnani and Marco Cappelletti

Fontana (viola ametista) ©Delfino Sisto Legnani and Marco Cappelletti

La lampada Fontana, originariamente chiamata 1853, rende omaggio a partire dal suo nome all’azienda della quale il Maestro vetraio fu per un decennio Direttore Artistico.
“Luce e colore sono certamente i più specifici elementi in natura. Con loro abbiamo serenità, movimento e vita” dichiarò Max Ingrand. “In realtà la storia dell’architettura ci dice quale fosse il ruolo del colore illuminato, opaco, traslucido, nell’architettura interna ed esterna. La luce non era più solo un mezzo per respirare la vita in colori ma è diventato un mezzo per dare vita a un’intera architettura”.

 

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