alessandra-bergamini 28/06/2018

Dieci piccole Vatican Chapels più una

Le cappelle nel bosco volute per il Padiglione della Santa Sede alla Biennale di Venezia: opere di architettura internazionale in un ambiente naturale che diventa metaforico, “connotato unicamente dal suo emergere dalla laguna e dal suo aprirsi sull’acqua”

Nel bosco dell’Isola di San Giorgio Maggiore puoi camminare per cercarle tutte o semplicemente vagare e trovarle fra le radure, sono le dieci cappelle del Padiglione della Santa Sede, che partecipa quest’anno per la prima volta alla 16. Mostra Internazionale di Architettura di Venezia. Come annuncia il Cardinale Gianfranco Ravasi, “La visita alle dieci Vatican Chapels è una sorta di pellegrinaggio non solo religioso ma anche laico, condotto da tutti coloro che desiderano riscoprire la bellezza, il silenzio, la voce interiore e trascendente, la fraternità umana dello stare insieme nell’assemblea di un popolo, ma anche la solitudine del bosco ove si può cogliere il fremito della natura che è come un tempio cosmico”.

L’origine dell’idea fondante per questo ‘padiglione’ diffuso e a cielo aperto è la Cappella nel Bosco costruita nel 1920 da Gunnar Asplund nel Cimitero di Stoccolma, sito in cui l’architetto svedese lavorò, insieme con Sigurd Lewerentz, dal 1917 al 1940, anno della sua morte. Come spiega Francesco Dal Co, curatore dell’intero progetto, “con questo piccolo capolavoro, Asplund definì la cappella come un luogo di orientamento, incontro, meditazione casualmente o naturalmente formatosi all’interno di un vasto terreno alberato, inteso quale fisica evocazione del labirintico percorso della vita e del peregrinare dell’uomo in attesa dell’incontro”.

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Sample della Cappella nel Bosco costruita nel 1920 da Gunnar Asplund nel Cimitero di Stoccolma, esposta nel Padiglione Asplund, Biennale di Venezia_ph. Federico Cedrone

Per spiegare al pubblico questo capolavoro, il percorso espositivo inizia con il Padiglione Asplund, progettato da Francesco Magnani e Traudy Pelzel e realizzato da Alpi: disegnato come una tradizionale Stavkirken scandinava, il volume di forma prismatica è interamente rivestito in legno e contiene un racconto per immagini, con il plastico e i disegni originali, dell’opera originaria.

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Asplund Pavilion, Biennale di Venezia_ph. Federico Cedrone

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Asplund Pavilion, Biennale di Venezia_ph. Federico Cedrone

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Asplund Pavilion, Biennale di Venezia_ph. Federico Cedrone

Ed è al “piccolo capolavoro” che rimandano le dieci opere sparse nel bosco realizzate dai dieci architetti chiamati a dare forma alla ‘propria’ idea di cappella, simbolo dai molti contenuti religiosi e laici, e per plasmare con valori e forme architettoniche del tutto variegate un nuovo “tipo edilizio”. Che vive in autonomia e che si arricchisce di significati sempre diversi nel paesaggio astratto del bosco e nella prospettiva di chi lo accoglie con gesti e sguardi.

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