alessandra-bergamini 22/05/2018

A teatro con David Rockwell

Sulla scia della recente riapertura del piccolo gioiello di architettura neo-Georgiana The Helen Hays Theater a Broadway e dell'esperienza di The Diner durante la Milan Design Week, David Rockwell, Founder e President di Rockwell Group, elogia il valore del temporaneo, del 'teatrale' e della performance. Come campo di prova per sperimentazioni, non solo sul palcoscenico ma anche negli spazi dedicati all'ospitalità e alla cultura

The Diner alla Milano Design Week e The Helen Hayes Theatre a Broadway, due modi diversi per progettare ambienti “teatrali”. Qual è la differenza?
The Hayes Theater e The Diner offrono programmi molto diversi. Abbiamo ristrutturato questo teatro secolare – il più piccolo di Broadway – per creare un linguaggio estetico moderno e accessibile, capace da un lato di rendere omaggio alla storia dell’Hayes e dall’altro di soddisfare l’obiettivo di Second Stage: mettere in scena spettacoli contemporanei scritti da drammaturghi americani viventi. The Diner, invece, è un ristorante pop-up che celebra un’icona americana per eccellenza, il diner appunto, proponendosi come luogo di aggregazione per condividere un’esperienza. In questo caso, il design contemporaneo di altissima qualità è stato messo in evidenza grazie a partnership con produttori e brand di arredo. Per quanto diversi, entrambi gli spazi vantano un’atmosfera coinvolgente, totalizzante, che trascina con sé i visitatori. Entrambi gli ambienti promuovono la condivisione di esperienze legate all’arte e alla cultura, un aspetto sempre più importante per Rockwell Group.

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The Helen Hayes Theater | Quando fu costruito a Broadway nel 1912, il teatro in 240 West 44th Street fu chiamato The Little Theatre per le sue ridotte dimensioni. L’edificio fu costruito in stile neo-Georgiano da Ingalls e Hoffman per l’impresario Winthrop Ames, che voleva un luogo per spettacoli intimo e raccolto. Dopo alcuni passaggi di proprietà e cambi di nome, l’attuale Helen Hayes Theater nel 2015 viene acquistato da Second Stage Theater, che chiede a Rockwell Group di rinnovare completamente gli interni secondo gli standard odierni: nuovi bagni e camerini, attrezzature di scena, ascensore, vetrate coibentate, e sistemi elettrici e di condizionamento. Speciale il trattamento delle pareti dell’auditorium, con proiezioni digitali pixelate che riproducono il disegno di un arazzo rococò di Francois Boucher, parte delle decorazioni originali, su una base blue ombré – Photo © Paul Warchol

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Hayes Theater – Photo © Paul Warchol

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Hayes Theater – Photo © Paul Warchol

Quali sono i valori che contraddistinguono il design “temporaneo”? Che sia per un evento, come The Diner, o per l’allestimento di un palco?
Parte della forza del teatro sta proprio nella sua temporaneità: è un’esperienza che va vissuta sul momento, nessuna performance può essere ripetuta. Paradossalmente, i progetti temporanei hanno il potere straordinario di creare ricordi indelebili. Inoltre le scenografie teatrali e gli eventi temporanei sono l’occasione perfetta per sperimentare, perché permettono di eseguire test e di commettere errori, distaccandosi dalle consuetudini. È un banco di prova ideale per correre dei rischi.

Che rapporto ha con il teatro e con la drammaturgia? Che nesso c’è con il design e l’architettura?
Il teatro è stato il mio primo amore da bambino: mia madre dirigeva un teatro locale in New Jersey e il primo spettacolo che ho visto a Broadway è stato Il violinista sul tetto. In quell’occasione, ho capito che gli ambienti potevano davvero essere controllati e manipolati, in sostanza progettati. Da lì è iniziata la mia passione. Inserisco elementi del teatro in ogni progetto architettonico, e viceversa. Attingo idee e strumenti dal mio kit da architetto per poi trasporli nel teatro, e ovviamente faccio altrettanto nella direzione opposta. Progettare un palcoscenico richiede molta inventiva, oltre alla capacità di creare un ambiente a effetto in uno spazio estremamente limitato. Questo tipo di esperienza può tornare utile quando si creano spazi e scenografie per ristoranti o alberghi.

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Hayes Theater – Photo © Paul Warchol

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Hayes Theater – Photo © Paul Warchol

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Hayes Theater – Photo © Paul Warchol

Come le è sembrata l’ultima Milano Design Week?
Incredibile! Amo la Milano Design Week, perché è una sorta di Esposizione Universale dedicata esclusivamente al design. Il senso di stupore e di scoperta si riversa in tutta la città, che non a caso vanta una lunga tradizione nel design. L’ampia portata dell’evento e il clima generale di entusiasmo e di energia attirano visitatori da tutto il mondo. Inoltre è una manifestazione molto inclusiva, dove designer affermati, talenti in erba e studenti alle prime armi sono ben rappresentati nei vari eventi.

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The Diner | L’installazione, realizzata da Rockwell Group e LAB at Rockwell Group per i 25 anni della rivista Surface, proponeva a Ventura Centrale l’interpretazione contemporanea di un ‘archetipico’ Diner americano. I visitatori potevano mangiare in quattro diverse ambientazioni: all’entrata Airstream con caffè e torte casalinghe, poi un luncheonette, a seguire un diner tipico del Midwest e infine un ambiente lounge della West Coast – Photo © Michele de Candia

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The Diner – Photo © Michele de Candia

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The Diner – Photo © Michele de Candia

E per quanto riguarda quella di New York, attualmente in corso? Il suo studio partecipa a qualche evento?
Sì, ogni primavera Rockwell Group partecipa a NYCxDESIGN, compresi eventi quali ICFF, Wanted e Brooklyn Designs. Non è raro imbattersi in esponenti o senior designer del nostro studio durante un dibattito o una conferenza. L’anno scorso abbiamo collaborato con alcuni studenti di design d’interni al concept e al design dello spazio espositivo di Wanted, mentre il LAB di Rockwell Group ha progettato l’entrata della fiera Collective. Quest’anno Gessi espone tutti i prodotti della nostra collezione Inciso, una linea di rubinetteria e accessori per il bagno adatta a ogni ambiente, sia residenziale sia alberghiero. Lanciata ad aprile durante il Salone del Mobile di Milano, Inciso esprime tutta la genuinità dell’antica maestria artigianale, con forme moderne e lineari che rispettano la storia di Gessi. Siamo impazienti di presentare l’intera collezione al mercato americano.

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Inciso per Gessi | La prima collezione firmata da un designer americano, è una gamma completa di rubinetteria e accessori coordinati disponibile in finiture e trattamenti superficiali nero, nickel e bronzo (Foto: finitura bronzo)

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Inciso per Gessi (Foto: finitura nickel)

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