francisco-marea 17/05/2018

Alliance 1892, l’architettura della rinascita

L'architettura è considerata come uno strumento per dare forma a un concetto, non un risultato, né un obiettivo, quanto il frutto di una comunicazione estetica. Questa è l’interessante visione dello…

L’architettura è considerata come uno strumento per dare forma a un concetto, non un risultato, né un obiettivo, quanto il frutto di una comunicazione estetica. Questa è l’interessante visione dello studio TOTEMENT/PAPER, con sede a Mosca, autore, tra gli altri numerosi progetti, del Russian Pavilion all’Expo 2010 di Shanghai.

Dato che il progetto si sviluppa in un lotto vuoto a Kaliningrad, vicino a una ferrovia, in un territorio vissuto a lungo sotto la dominazione tedesca, l’obiettivo è quello di realizzare un edificio simbolo di creazione e di rinascita che dia nuova linfa alla città. Gli architetti affidano quindi alla forma esterna del complesso, l’idea profonda del progetto, il suo ‘vero io’. Lo fanno, come loro abitudine, attraverso l’uso di contrasti: alto/basso, pesante/leggero, opaco/trasparente, dinamico/statico, femmina/maschio, esterno/interno…

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La simbologia è ulteriormente approfondita anche per via della funzione che questo complesso ha. Il brandy, prodotto dall’uva della vite, si avvicina alla simbologia cristiana, legata all’Albero della Vita e al sangue di Cristo. Osservando la planimetria generale del progetto si vedono i due edifici principali che in un disegno armonico si abbracciano, come il simbolo Yin e Yang.

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L’edificio più basso, in legno, ospita il magazzino e si sviluppa con un andamento obliquo, con una superficie vetrata che inquadra il cielo verso l’alto. Mantenendosi sempre ben ancorato alla terra (da dove sembra nascere) incarna l’immagine simbolica di Madre Terra e dello Yin: profondo, freddo, basso e interno.
Al suo fianco si erge la parte più alta del complesso che svetta verso il cielo, una torre in metallo che, brillando al sole, riporta alla luce e alla mascolinità. La parte bassa della torre è una scala triangolare che fa da perno tra il magazzino in legno e l’edificio metallico. Da questa scala, attraverso le superfici vetrate, i visitatori possono guardare l’interno della distilleria senza entrarvi. Nello stesso modo l’edificio rivestito in legno sviluppa una parte che penetra nella torre, come un triangolo. Il terzo oggetto, staccato, è una clock house che segna l’ingresso, il cancello e l’inizio del parco.
All’interno, lo spazio segue la geometria dell’esterno, con soffitti alti e con strutture a vista, il cemento grezzo si alterna al legno degli arredi e nulla ruba l’attenzione ai barili di brandy accatastati, teatralmente illuminati grazie a numerose lampadine che pendono dal soffitto.

Photo credit © Gleb Leonov

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