redazione 7/07/2016

LU Murano, la luce di Boston

LU a 72 luci e LUme sono le due proposte customizzate firmate LU Murano che impreziosiscono gli spazi della Liquid Art House di Boston, galleria d’arte e ristorante fondato da Ruta Laukien e Rachel Klein

Fasci di luce firmati LU Murano hanno percorso miglialia di chilometri per raggiungere la Liquid Art House di Boston. Il brand è protagonista dell’innovativo progetto, che combina ristorante elitario e galleria d’arte, con creazioni al confine tra arte e design. Mentre il lampadario a sospensione disegnato da Fabio Fornasier si erge maestoso nella hall centrale, numerose lampade colorate richiamano lo stile del primo sopra i tavoli delle altre sale.

Sono LU a 72 luci in tonalità Ametista e LUme i prodotti tailor-made creati dall’azienda in occasione della collaborazione; prodotti che catturano l’attenzione dei presenti per la loro preziosità. Una volta varcata la soglia di 100 Arlington Street, lo sguardo si volge progressivamente verso l’alto, seguendo il percorso dell’imponente lampadario che si protende per 3,40 metri. Ubicata sopra il bancone circolare del bar, l’opera è concepita con estrema cura in ciascun dettaglio (qui il video che ne illustra l’installazione). I sistemi d’illuminazione LUme seguono i profili dinamici delle gocce di pioggia mentre si dirigono verso terra, evidenziando i particolari dei capolavori artistici esposti nella location e vivacizzando il clima dei tavoli.

È dalla creatività di Ruta Laukien e Rachel Klein che ha preso forma la Liquid Art House, primo spazio che combina capolavori artistici e culinari. «Volevo istituire un ambiente accogliente e accessibile, in grado di offrire un servizio sia a ricchi collezionatori sia ad artisti emergenti – spiega Laukien, ex promotore finanziario a Wall Street – L’arte è espressione della nostra anima e, combinata a un’esperienza di social dining, L.H.A. amplifica tale esperienza, incoraggiando il dialogo e supportando artisti con fondi ed esposizioni».

La “gallery-resto” occupa all’incirca 1000 metri quadrati di superficie, allestiti con mostre artistiche – che includono anche lavori di visual art – che si alternano mensilmente in modo da instaurare uno stimolante dialogo culturale senza fine. Il clima artistico e creativo richiama non solo professionisti e collezionatori, ma anche gourmet attratti dalla pluripremiata chef Rachel Klein. Il menu inaugurale ha conquistato il palato degli ospiti attraverso un’esperienza multi-sensorale unica, contaminata da influssi asiatici ed europei.

L’Art House rende frizzante l’atmosfera dello storico edificio entro cui si inserisce, al centro dell’animato quartiere di Back Bay – orgoglio bostoniano. Un crocevia tra la Berlino underground e il gusto kitsch di Capitol City (Hunger Games) secondo il parere del Boston Globe, ricca di vibrazioni raffinate.  

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