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redazione 10/05/2016

Nahoor: alle origini della luce

Una sobrietà stilistica che non cerca ostentazione, combinata alla ricerca di finiture e tecnologie per creare prodotti in grado di adattarsi e valorizzare al contempo gli ambienti in cui sono collocati. È l’innovativo progetto di lighting design firmato Nahoor, raccontato direttamente dal suo fondatore e Art Director, William Pianta, protagonista insieme al brand della seconda edizione di Maison&Objet Americas

Qual è la filosofia progettuale del brand?

Nel 2009 nasce ufficialmente il progetto Nahoor con l’obiettivo di interpretare al meglio la funzione della luce. Nahoor, termine aramaico per indicare “origine”, “fonte” di luce, dal forte valore evocativo, interpreta al meglio la mia personale visione della funzione della luce, che risponda alla sacralità dell’ambito domestico e dell’accoglienza dove l’illuminazione deve ampliare e modulare gli orizzonti visivi permettendo di ricreare un ordine degli spazi e degli ambienti in cui ci muoviamo, viviamo e riceviamo i nostri cari. In virtù di questa visione, le fonti di luce devono essere rappresentate da lampade capaci di occupare lo spazio senza invaderlo, stravolgerlo o comprimerlo, pur mantenendo una propria personalità forte e distintiva. Nascono così i prodotti Nahoor dalle linee pure, dove l’ordine interno ed esterno hanno una precisa corrispondenza, per permettere le infinite possibilità della lampada di adattarsi all’ambiente.

Quali sono i materiali e le finiture per voi primari?

I materiali utilizzati vengono esaltati in tutta la loro forza materica: l’ottone in tutte le varianti disponibili è sempre stato il materiale più apprezzato anche se dall’ultima edizione di M&O di Parigi le proposte che univano materiali diversi come metallo, marmo e vetro stanno conoscendo un crescente apprezzamento. La ricerca di nuove sfide per mixare materiali, lavorazioni e abbinamenti è una nostra costante, da cui nascono numerose collaborazioni come quelle attuate in occasione della Milano Design Week: con 120%Lino, Almini e Micaela Barbarossa.

Cosa significa “innovazione” nel vostro settore?

Da un lato, riguarda un aspetto più “tecnologico” (come per esempio l’introduzione della tecnlogia LED) con forti ricadute anche sull’aspetto delle declinazioni creative sui prodotti; dall’altro, un aspetto che coinvolge prettamente la sfera creativa dove il prodotto si re-inventa continuamente per adattarsi all’evolversi delle esigenze e del gusto del mercato.   

Qual è secondo voi il ruolo oggi dell’illuminazione nell’interior?

L’illuminazione deve riprendersi il ruolo che le spetta. Troppo spesso viene trascurata e relegata solo nelle fasi finali della progettazione, non solo da parte degli utenti finali, ma anche da parte dei professionisti, e spesso le viene destinato un budget residuale. La luce, sia quella naturale che quella artificiale, è invece un elemento fondamentale e dobbiamo partire dalla consapevolezza che tutto cambia al cambiare della luce: oggetti, persone, emozioni e sensazioni

Come si sceglie un prodotto di illuminazione e come si integra con gli elementi di arredo?

E’ fondamentale partire da un lato dalla destinazione d’uso del luogo da arredare e illuminare e dall’altro dalla personalità di chi ne fruisce per trovare una soluzione ideale. In ogni casa, la luce dovrebbe svolgere la sua funzione specifica e allo stesso tempo suggerire un percorso attraverso i diversi spazi, creando atmosfere sempre nuove che reinterpretano continuamente lo spazio in sintonia con i suoi fruitori. Da questo punto di vista, Nahoor con i suoi prodotti e le molteplici possibilità di personalizzazione offre un servizio unico: può lavorare fin dall’inizio con l’interior per costruire insieme una proposta coordinata, oppure può risolvere delle situazioni esistenti scegliendo tra l’ampia gamma di prodotti e finiture quella che meglio si integra nel contesto

Quali sono i mercati per voi principali?

Nahoor è nato fin da subito con una vocazione internazionale. Non per niente abbiamo deciso nel 2009 di lanciare il progetto sul mercato proprio a Parigi, durante l’edizione di gennaio di M&O. Lavoriamo molto sia con l’Europa che con il nord America e l’Asia, Paesi più ricettivi e aperti ai prodotti di elevata qualità, valore e contenuto di design, sensibili alla qualità del Made in Italy.

Tornate protagonisti a M&O Americas: cosa presentate al pubblico di Miami?

Il mercato americano è uno dei nostri mercati più importanti, ma ha ancora  delle potenzialità inespresse per  noi. Questo sia per le enormi disponibilità economiche del nostro target in questo paese, sia per un gusto maturo e sofisticato che ben recepisce lo stile dei nostri prodotti. A M&O Americas presentiamo una selezione dei prodotti Nahoor che comunica al meglio il nostro mood e allo stesso tempo veicola molteplici possibilità di personalizzazione. Tra i prodotti che presentiamo non poteva mancare l’iconica Mahari, affiancata dalle novità 2016 come Cubo e la K&W. Entrambe sono un frutto un linguaggio progettuale nuovo, capace di sfruttare le potenzialità tecnologiche dei materiali come vetro, acciaio, marmo, legno, coniugando essenzialità e funzionalità. 

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