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admin 23/04/2025
Non solo vino
Nella storica cornice della Valpolicella, la visione architettonica di Westway Architects ha guidato la riqualificazione della storica cantina Bertani: un viaggio senza tempo che mette in risalto l’identità culturale del vino Amarone.

Didascalia

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Lo studio romano Westway Architects, fondato nel 2005 da Luca Aureggi, Maurizio Condoluci e Laura Franceschini, ha completato di recente la riqualificazione della storica cantina veneta, reinterpretando gli spazi per trasformare la cantina in struttura aperta al pubblico, con ristorante e sala conferenze. Questa trasformazione d’autore ha coinvolto 800 metri quadrati di spazi dedicati all’accoglienza, ripensati per immergere i visitatori in un viaggio senza tempo che mette in risalto l’identità culturale del vino Amarone.

 

Alla guida del progetto, gli architetti Luca Aureggi, Maurizio Condoluci e Laura Franceschini hanno sapientemente ridisegnato gli ambienti, creando un dialogo armonioso tra l’eleganza architettonica e la sostenibilità. La ristrutturazione ha dotato Bertani di tre sale di accoglienza – la Sala Fondatori, la Sala Archi e la Sala Torchi – ciascuna con una propria identità ma tutte interconnesse da un pavimento in cemento acidificato artigianale. Questo elemento non solo unifica visivamente gli spazi, ma diventa anche un tributo alla missione dell’azienda di porre il lavoro dell’uomo al centro della propria identità.

Alla guida del progetto, gli architetti Luca Aureggi, Maurizio Condoluci e Laura Franceschini hanno sapientemente ridisegnato gli ambienti, creando un dialogo armonioso tra l’eleganza architettonica e la sostenibilità. La ristrutturazione ha dotato Bertani di tre sale di accoglienza – la Sala Fondatori, la Sala Archi e la Sala Torchi – ciascuna con una propria identità ma tutte interconnesse da un pavimento in cemento acidificato artigianale. Questo elemento non solo unifica visivamente gli spazi, ma diventa anche un tributo alla missione dell’azienda di porre il lavoro dell’uomo al centro della propria identità.Alla guida del progetto, gli architetti Luca Aureggi, Maurizio Condoluci e Laura Franceschini hanno sapientemente ridisegnato gli ambienti, creando un dialogo armonioso tra l’eleganza architettonica e la sostenibilità. La ristrutturazione ha dotato Bertani di tre sale di accoglienza – la Sala Fondatori, la Sala Archi e la Sala Torchi – ciascuna con una propria identità ma tutte interconnesse da un pavimento in cemento acidificato artigianale. Questo elemento non solo unifica visivamente gli spazi, ma diventa anche un tributo alla missione dell’azienda di porre il lavoro dell’uomo al centro della propria identità. Alla guida del progetto, gli architetti Luca Aureggi, Maurizio Condoluci e Laura Franceschini hanno sapientemente ridisegnato gli ambienti, creando un dialogo armonioso tra l’eleganza architettonica e la sostenibilità. La ristrutturazione ha dotato Bertani di tre sale di accoglienza – la Sala Fondatori, la Sala Archi e la Sala Torchi – ciascuna con una propria identità ma tutte interconnesse da un pavimento in cemento acidificato artigianale. Questo elemento non solo unifica visivamente gli spazi, ma diventa anche un tributo alla missione dell’azienda di porre il lavoro dell’uomo al centro della propria identità.Alla guida del progetto, gli architetti Luca Aureggi, Maurizio Condoluci e Laura Franceschini hanno sapientemente ridisegnato gli ambienti, creando un dialogo armonioso tra l’eleganza architettonica e la sostenibilità. La ristrutturazione ha dotato Bertani di tre sale di accoglienza – la Sala Fondatori, la Sala Archi e la Sala Torchi – ciascuna con una propria identità ma tutte interconnesse da un pavimento in cemento acidificato artigianale. Questo elemento non solo unifica visivamente gli spazi, ma diventa anche un tributo alla missione dell’azienda di porre il lavoro dell’uomo al centro della propria identità.

07 Hospitality world

Lo studio romano Westway Architects, fondato nel 2005 da Luca AureggiMaurizio Condoluci e Laura Franceschini, ha completato di recente la riqualificazione della storica cantina veneta, reinterpretando gli spazi per trasformare la cantina in struttura aperta al pubblico, con ristorante e sala conferenze. Questa trasformazione d’autore ha coinvolto 800 metri quadrati di spazi dedicati all’accoglienza, ripensati per immergere i visitatori in un viaggio senza tempo che mette in risalto l’identità culturale del vino Amarone.

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